Gert Dal Pozzo

Chi sono

Utente: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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domenica, 09 agosto 2009

la questione è pesa, come direbbero la nord.

oggi è il nono giorno di ferie, dopo il necessario cazzeggio assoluto dei primi 5-6 giorni il retaggio prolet sta tornando a galla. le ore sembrano essere sempre troppe in una giornata e le notti si stanno nuovamente restringendo: stamattina erano le 5 passate, nonostante ciò alle 10 ero bello che sveglio, fresco e già iperattivo...

le vacanze mi hanno sempre indotto riflessioni, spesso controproducenti, avverse, fastidiose e, soprattutto, fortemente dannose!
tra queste, negli ultimi giorni si sono accumulate quelle relative al mio primo lavoro e al secondo, rispettivamente al Palazzo e al wine bar.
la necessità in entrambi i casi di essere 'presente' costantemente presente in forma fisica e spirituale...presente e attivo, non solo nei riguardi del datore di lavoro, della società o della squadra ma soprattutto presente nei confronti di esponenti politici, clienti, aficionados...

il tragicomico risultato di questa equazione è la scoperta che tutto in questo frangente sta diventando troppo pratico e concreto, di conseguenza grossolano, gretto, fottutamente squallido ed estremamente odioso.

i calcoli economici, le rassicurazioni a destra e manca, il buon viso a cattivo gioco, i bizantinismi di terz'ordine e tutto il pensiero, la logica, le conversazioni sul sesso degli angeli e sui massimi sistemi, serate e nottate passate a confrontarsi sui grandi principi che avvolgono questa terra e i suoi abitanti, tutto viene offuscato da una coltre di estremo pragmatismo, concretezza antiesistenziale, tangibilità ragionieristica, il bianco e il nero, il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato...tutto semplificato per pigrizia e io che con il pelo sullo stomaco mi ritrovo ancora a schifare certe pratiche, certi ragionamenti...

credo di star rivivendo uno di quei momenti antiumanisti tanto cari al passato...
postato da: gertdp alle ore 23:42 | link | commenti (1)
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mercoledì, 22 luglio 2009

Pomeriggio relativamente tranquillo. Oggi è giorno di festa e chi può se la cava con l'ordinaria amministrazione.

Dalle agenzie arrivano i primi segnali di una 'scossa':

Il Rumeno segnala l'agenzia in questione e ispira: "Abbiamo qualcuno sul territorio con delega all'ambiente?"
Gert: "Si a Ferrara, c'è la Z., come mai lo chiedi?"
Rumeno: "Dicono che dal dl l'Ambiente viene estromesso nelle decisioni in ambito energetico...anche per il nucleare".
La cosa è succulenta, più di Brunetta e del suo pseudodossier sui costi delle consulenze, Gert: "Beh, spariamo su Parma, lì la situazione è già calda"
Rumeno: "Ammazza, ormai converge tutto su Parma per te"
Gert: "No vabbè, è che lì avremmo già la strada spianata. Certo che si potrebbe fare qualcosa di regionale...."
Il Rumeno raccoglie al volo, come suo solito, e offre l'assist: "Una mozione ... una risoluzione, qualcosa del genere in Regione".
Gert: "Si si, ma una roba del genere in tutte le province che poi viene raccolta e proposta anche in Regione come se fosse un'unica azione coordinata sul territorio!".

segue danza della vittoria puppatrix (antica popolazione dell'isola di Puppa Nuova Giudea) composta da movimenti disarticolati del corpo con oscillazione delle cravatte e torsione inumana delle clavicole

Esultiamo come se avessimo vinto la coppa del mondo...subito dopo la depressione: "Ma che ci facciamo qua, rinchiusi in un ufficio scarno nel grigiume politico-amministrativo? Il listino, solo il listino ci vuole!"

ci calmiamo, il Rumeno va in archivio a raccogliere la documentazione necessaria. domani si lavora duro per smuovere quei novizi della politica che fortunati si trovano a fare quello per cui non sono tagliati spinnati da sfortunati che potrebbero fare quello per cui sono tagliati....

what's a fucking depresscion!

postato da: gertdp alle ore 19:40 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, to be or not to be
domenica, 14 giugno 2009

 

Roma termini. Treno in partenza per milano c.le.

Un assolato pomeriggio romano, il tassista un po' troppo esoso ha saputo comunque offrire una nota di simpatia forse necessaria per affrontare questo ennesimo week end di lavoro lontano da lei e lontano da tutto il resto.

Termini pullula di umanità, turisti pieni di aspettative e altri colmi di ricordi. Tutto nella norma per la città eterna.

Il treno è in perfetto orario, la partenza dolce. Trenitalia garantisce la blindatura dei passeggeri dall'afa esterna, la prima classe dell'Eurostar non ha nulla a che vedere con quegli interregionali che ero abituato a prendere da studente a Forlì.

Il vagone offre un paesaggio abbastanza monotono: professionisti di mezz'età ancora azzimati con camicie tinta unità, al massimo a righe verticali bianco-azzurre. Le cravatte annodate come fossero le 8 di mattina, fantasie sobrie nulla di troppo colorato per stare nei canoni dei vari uffici capitolini. Qualche coppia di giovani studenti e un paio di anziani assonnati. Tutto nella norma per un venerdì di metà giugno.

Alle mie spalle si ravvisa una certa agitazione accompagnata da un insolito rumore: un soffione, profondo, spinto con debolezza ma con determinazione, come se la sua sorgente non potesse fare altro che buttar fuori l'aria.
Non mi volto, penso ad un cane, a qualche punkabbestia salito di straforo che semina il panico tra la nuova media borghesia del Bel Paese.

Dopo qualche istante è lo sguardo dei miei vicini, proiettato al di là del mio sedile, a dirmi che qualcosa realmente non va.
Mi volto, svogliato. Due poltrone in dietro una signora siede abbandonata respirando affannosamente con la testa schiacciata sul petto, le braccia lasciate cadere ai lati, gli occhi chiusi. Un uomo la scuote per le spalle, la scuote e sputa mozziconi di parole convulse, incomprensibili. Paradossalmente alla tranquillità della donna, al suo soffio ritmato, si contrappone la concitazione dell'uomo in piedi accanto a lei.

Un malore, la notizia si propaga come un bacillo infettivo. Dal fondo del vagone i primi curiosi si voltano fissando la scena. L'uomo continua a strattonare la donna, lo fa articolando movimenti quasi buffi, meccanici e scoordinati ma con una premura, una dolcezza che ancora una volta delineano una netta incoerenza tra le due figure.

Improvvisamente dalla bocca della donna non giunge alcun suono, dalla bocca dell'uomo, invece, arriva un rantolo, una lamentela strascicata, spezzoni di frasi masticate, un mantra tragico che lascia ai presenti l'impressione che qualcosa di inesorabile quanto naturale stia accadendo a pochi passi da loro.

La voce del capotreno inonda i vagoni all'unisono: “se c'è un medico è pregato di raggiungere la carrozza numero due per offrire assistenza medica ad un passeggero”.
In pochi istanti nel vagone si riversano quattro persone, uno sguardo stranamente limpido e diretto, il giuramento di Ippocrate in testa che sfila loro davanti agli occhi.
Un paio, quelli arrivati per primi si aiutano per stendere la donna lungo il corridoio. Il cavallo dei pantaloni grigi è impregnato d'urina, l'uomo guarda attonito, la speranza sembra non albergare in quel corpo nervoso ed immobile che fissa la donna a terra.
Uno dei medici chiede di fargli largo, le alza la t-shirt nera e comincia a colpirla sul petto, un pugno fermo che cade con determinazione, con forza calibrata in cerca di un ventricolo da liberare, di una valvola occlusa.

Nessuna reazione. Il corpo della donna s'agita sotto le sollecitazioni del medico, i piedi con indosso due sandali argentati dondolano a destra e manca del tutto disarticolati. Nel vagone tutto tace tranne l'uomo che al mio fianco in piedi nel corridoio geme stringendo i denti: per la prima volta le sue parole escono chiare, limpide, drammaticamente credibili: “E' morta, è morta, è morta...”. L'uomo parla con voce flebile, rauca, quasi rabbiosa. Si volta un solo attimo verso di me: gli occhi sono lacerati dal dolore, mai in nessuno dei funerali o delle veglie a cui ho assistito fino ad oggi mi sono imbattuto in uno sguardo simile.

Lo sguardo della sorpresa, dell'addio improvviso. Uno sguardo vuoto che non permette raziocino, inumano, come quello delle volpi centrate dai fari nelle strade di periferia delle piccole città. Uno sguardo colmo di un unico, terribile, sentimento: la Paura.

I pugni del medico sul torace della donna si alternano a quelli che l'uomo da contro la parete del vagone. Il mantra funereo incalza i presenti alla gola, agli occhi, alle membra e tutti sembrano attendere la sentenza, il verdetto.

In pochi minuti siamo fermi ad Orvieto. Mi sono allontanato di qualche metro. Le teste dei paramedici negano pur senza aver ricevuto alcuna domanda.
L'uomo piange ormai quasi in silenzio, si piega sul corpo a terra, in testa forse stanno scorrendo le diapositive di una vita d'amore, figli, nipoti, amici. Forse non sta pensando a nulla, abbraccia sua moglie morbida e calda come sempre, gli occhi chiusi e un'espressione di infinita tranquillità come dormisse, come riposasse.

Qualcuno comincia ad allontanarsi, dai finestrini si vede passare la barella con il corpo interamente coperto da un lenzuolo verde.

Siamo ad Orvieto. Il silenzio regna sovrano dentro e fuori dal vagone. Seguono i primi commenti, qualcuno accenna al telefono dell'accaduto, altri si guardano intorno quasi spaesati. I più temerari avvisano che faranno ritardo a Firenze e Bologna.

postato da: gertdp alle ore 02:17 | link | commenti
categorie: to be or not to be
domenica, 11 gennaio 2009

quasi 3 mesi di inattività. il silenzio non è mai stato un elemento troppo rappresentativo del mio modo di essere, nonostante la solitudine e il piacere di stare lontano dal marasma umano mi hanno sempre dato non poche soddisfazioni.

nell'abitacolo dei taxi che ho di sovente preso negli ultimi due mesi, tra le righe di Neve che mi ha accompagnato in questo periodo denso e appiedato, il pensiero costante al blog, al pozzo, a Q e alla vita che se ne va tra un impegno lavorativo e uno sentimentale non mi ha mai abbandonato.

persino l'ubriachezza molesta dello scorso natale ha in realtà una significato recondito relatvamente preoccupante. bere per scacciare  demoni, per dimenticare le nfamità e le debolezze, per scostare lontano da se stessi quella spada di Damocle sempre fissa sul capo, a volte mi capita.
farlo così, senza troppi ma e senza alcun se. bere con avidità, lasciare che la gola si trasformi in un'autostrada perpendicolare al terreno (almeno fin che si regge) dove lasciar scorrere senza alcuna remora intrugli dall'elevata, forse eccessiva, gradazione alcolica.

il resto viene da se. le spacconate e quasi sempre un bottone del giaccone che salta, un paio di jeans defintivamente rovinati, un cardigan estrememante stroppicciato e poi tua sorella che ti guarda la mattina dopo con quel sentimento misto a delusione. i tuo amici che ti rincuorano con sms di solidarietà e tu che menti persino a te stesso, convinto che la stanchezza alcolica sia la vera ragione per cui decidi di non uscire.

nonstante tutto resto irriducibilmente convinto che sia opportuno, se non necessario, toccare saltuariamente il fondo. mantenere sempre fresca l'abitudine di doversi cospargere il capo di cenere, pubblicamente e privatamente , credo sia un eccellente esercizio per tenere i nervi saldi e la propria boria a bada.

ubriacarsi, diventare molesti fino all'abominio civico...forse potrebbe rappresentare la chiave di volta di tante vite sputtanate per nulla...forse, invece, sono solo uno dei tanti perdenti (o vincenti) che alla tenera età di 30 anni prova ancora piacere nel potersi permettere di buttare nel cesso la propria vita, almeno una volta ogni tanto...

buona vita a tutti, gert è tornato
postato da: gertdp alle ore 01:54 | link | commenti (3)
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lunedì, 20 ottobre 2008

Stakanovismo britannico

Apc-Gb/ Uccise e cucino' l'amante, cuoco condannato all'ergastolo

Ex Mr Gay frisse pezzi della gamba del boyfriend
Roma, 20 ott. (Apcom) - Il cuoco inglese accusato in aprile di aver ucciso a coltellate e poi cucinato pezzi dell'amante è stato condannato all'ergastolo da un tribunale di Leeds. Anthony Morley, 36 anni, di professione cuoco e vincitore nel 1993 del primo concorso per Mr Gay in Gran Bretagna, sei mesi fa uccise l'amante, il 33enne Damian Oldfield, e poi cercò di friggere alcuni pezzi della sua gamba con tanto di erbe aromatiche. Quando la polizia ispezionò l'appartamento di Mr Gay, teatro dell'omicidio, trovò nella pattumiera uno di questi pezzi masticato. Il giudice James Stewart ha commentato: "E' il delitto
più efferato con cui abbia mai avuto a che fare".
La notte del 24 aprile polizia era stata chiamata da un take away cinese che si trova vicino all'appartamento di Morley, dopo che questi si era presentato nell'esercizio completamente sporco di sangue. I poliziotti salirono poi nella sua abitazione dove fecero la macabra scoperta. Davanti al giudice il cuoco ha detto di aver agito per legittima difesa perché Oldfield aveva cercato di violentarlo. Da quanto emerso dalle perizie psichiatriche, Morley soffre di crisi d'identità sessuale, quindi è probabile che dopo aver chiamato l'amante, conosciuto qualche mese prima, abbia rifiutato improvvisamente le sue avances reagendo con la violenza. Chb201356 ott 08
postato da: gertdp alle ore 14:01 | link | commenti (2)
categorie: to be or not to be
giovedì, 09 ottobre 2008

Aglio...

Secondo piano di un ristorantino alle spalle del Vaticano. Tavolata tipica, mancavano solo Bobsex e Consorte. Tema della serata: cultura e gastronomia filippina DOC, con tanto di ambasciatore (caucasico e, dicono, dallo spiccato accento british).

Lei motiv della nostra tavolata il cinema, l'eterna lotta tra quello italiano ed italoamericano, che vede come massimo esperto del gruppo il buon Cavallopazzo (falled in love version) e quello americano, che trova massima espressione nel genuino Fraga. In mezzo come il fiume, o' Professo', l'esperto massimo, colui che in sé raccoglie competenze cinefile che vanno dal cinema cecoslovacco in lingua originale sottotitolato in tedesco, ai lungometraggi action-erotici di natura nipponica, passando per i b-movie italiani fino ai film surrealisti del socialismo sovietico.

Io e il resto dei convitati ascoltiamo i tre esperti, pendendo letteralmente dalle loro labbra, affascinati da questo sciorinare senza sosta, dal turbinio di emozioni che sollevano ad ogni frase, ad ogni recensione, ad ogni commento.

Con diversi bicchieri di ottimo vino bianco, dal color canarinesco e dalla densità pari a quella dell'olio di fegato di merluzzo, mentre spiluccavamo dei deliziosi pezzetti di carne di dubbia provenienza, il vate del cinema di natura italica ricorda come, in Good fellas (Quesi bravi ragazzi), di Martin Scorsese, il boss in galera tagliasse la cipolla con una lametta affinché si sciogliesse durante la cottura.

Non ho potuto resistere allo stridio che improvvisamente ha pervaso le meningi, e così, tapino e umile come l'ultimo dei carmelitani scalzi ho osato porre un dubbio al vate che, neanche a dirlo, vuoi per logica, vuoi perchè Gert non può mai essere sostenuto nelle sue affermazioni, ha subito trovato dalla sua parte l'intera tavolata, eccetto il buon Professore che non era presente in quel momento.
"Oh esimio, oh lodevole, chiedo venia per la mia presunzione, ma che io ricordi - e nonostante l'acool le funzioni mentali ancora mi assistono - non era cipolla, bensì aglio..." dichiaro sommessamente.

La cazzimma però monta, l'occasione è ghiotta e, soprattutto, l'esimio Cavallopazzo è suscettibile alle scommesse più del mitico Mandrache romanesco. Scatta la scommessona, la posta sale in pochi istanti da una pinta di birra a cinquanta euro. Il dado è tratto, l'Archeologo spacca e nessuno può crederci.

Si discute intorno al tavolo. Chi ha visto la storica pellicola sostiene che fosse cipolla, chi non l'ha vista ritiene più logico affettare la cipolla che l'aglio. Contiamo i secondi fino al ritorno del Professore che subito sentenzia con la sicumera di chi le cose le sa: "E' ovvio...è aglio!".

Il vate equino non si perde d'animo, combatte e cerca di convincere il giudice supremo, ma non c'è storia. Non è ancora convinto e chiama in lungo e in largo amici e parenti lontani. Alle 11 passate ne trova uno che possiede un vhs del film. Lo manda avanti fino alla scena in questione e...è aglio! La sentenza è definitiva, Gert bacia il capo chino di Cavallopazzo, gli ripete che gli vuole bene, il Professore guarda soddisfatto con la faccia di che pensa: "Che cazzone, lo sapevano tutti che era aglio...", poi cerca di distogliere l'attenzione dalla disfatta di un vero cinefilo che legge solo sceneggiature e ricorda i fotogrammi di tutti i film visti, richiamando alla mente l'immagine delle grosse e polpose dita di Pauli (il boss) che stringono la sottile lametta mentre affetta con precisione chirurgica quello stupendo, saporito, candido spicchio di aglio.

Mi volto verso Topi, è sorpresa ma qualcosa nel suo sguardo mi dice che se lo aspettava...

postato da: gertdp alle ore 19:36 | link | commenti (3)
categorie: to be or not to be
martedì, 07 ottobre 2008

Aspettando la Socia
Un pranzo al Trinity e un saluto al volo in una deliziosa casa dai toni tenui, alle saplle di Re di Roma: davvero troppo poco per un incontro dopo 2 anni con la mia Socia.

DL è stata una delle prime persone che ho conosciuto al Sant'Anna, e dire che fosse poco più di una bambina sarebbe un eufemismo.
Al di là dell'ingenuità con cui si approcciava alle cose del mondo, ciò che più cozzava con il mio modo d'essere era quell'assoluta, inamovibile, incrollabile convinzione che tutto si dovesse fare secondo le regole, sempre e comunque.
Una convinzione che spesso ha dovuto pagare ma che l'ha messa al riparo da quelle sofisticazioni pericolose e spesso distruttive alle quali siamo sottoposti costantemente.

La medesima convinzione che posso riscontrare in Topi o in altre persone a me particolarmente vicine come BobsexFragail Cortez. E forse è proprio vero che nella complementarità possiamo trovare il nostro equilibrio.
Ad ogni modo, la Socia, che purtroppo oggi socia non è, mi è sempre stata vicina. Lei, in particolar modo, e le altre Massarenti's Grils hanno saputo raccogliere i cocci a modo loro, con ospitate improvvise nella reggia alla semiperiferia di Furlè; con le ore passate, fino a tarda notte, ad ascoltarmi, senza sbadigliare e senza criticare; con una torta di compleanno alla panna e ananas, leggera come 'piace' a me; con la dimostrazione di come una ceretta non sia così dolorosa, con l'acquisto di bevande alcoliche e la conseguente tolleranza alle manifestazioni gassose della mia attività gastroenterica (leggi rutti, forse anche peti) e alla molestia alcolica da beone prelaurea, con la realizzazione di un fotoromanzo anni '80 e, soprattutto, con una porta sempre aperta, dovunque si fosse.
Resto in attesa che anche lei, da buona acquavivese venga a vivere a Roma.
 
postato da: gertdp alle ore 16:27 | link | commenti (1)
categorie: to be or not to be
lunedì, 29 settembre 2008

God save UK

GB: MANGIA SALSA SUPERPICCANTE PER SFIDA, MUORE D'INFARTO

(ANSA) - LONDRA, 29 SET - Voleva vincere una scommessa con un amico il 33enne autista inglese Andrew Lee, che e' morto nella notte di sabato per un infarto dopo aver mangiato una salsa super-piccante da lui preparata.La causa del decesso e' stata ipotizzata dopo che i medici hanno effettuato un'autopsia sul corpo dell'uomo ieri mattina a Edlington, nel West Yorkshire (Inghilterra centrale), quando e' stato trovato morto nel suo letto.
Aspirante cuoco, il signor
Lee aveva lanciato la sera prima una sfida di resistenza al fratello della sua fidanzata, mentre, come spesso faceva, preparava la cena ai suoi ospiti: un'intera cesta di peperoncini rossi, usati come ingredienti di una salsa, sono stati letali per l'uomo che dopo averla ingerita ha iniziato a soffrire di
nausea e forti fitte allo stomaco.
T
est tossicologici sono in corso per accertare se il decesso sia dovuto a una particolare reazione al cibo: i medici hanno confermato che il signor Lee era in ottima forma, avendo perfettamente superato solo pochi giorni prima le visite mediche al lavoro.(ANSA). NS 29-SET-08 15:05 NNNN

postato da: gertdp alle ore 15:12 | link | commenti (1)
categorie: to be or not to be, dietrologie
giovedì, 25 settembre 2008

God bless UK!!!

GB: LOCALE OFFRE PASTO DA ESPLORATORI POLARI, 6MILA CALORIE

(ANSA) - LONDRA, 25 SET - Un ristorante del centro di Londra ha inserito nel menù il pasto consumato un secolo fa dagli esploratori inglesi di Sir Ernest Shackleton in partenza per il Polo Sud, per un totale di 6mila calorie.  L'equivalente di tre volte l'apporto calorico giornaliero di una donna adulta.
Il ristorante si chiama Green door bar and grill ed e' situato nel cuore della City, il quartiere londinese degli affari: il locale ha voluto fare un omaggio all'equipaggio della nave inglese Nimrod, che nel 1909 fallì l'obiettivo della conquista del Polo a soli 160 chilometri dal traguardo, a causa di scarsità di provviste. Per accettare la sfida a ingurgitare i quattro piatti previsti dal menù polare basteranno 75 sterline, pari a circa 95 euro, bevande comprese. ''Io sono sempre stato un gran fan di Shackleton e ho pensato che questo potesse essere un buon modo per commemorarlo'', ha spiegato Alexa Reid, direttore del ristorante che devolverà 10 sterline ogni pasto, circa 12,60 euro, alla Fondazione Shackleton.

Il menù prevede: pezzi di bacon arrostito conditi con salsa agrodolce e aromatizzati alla birra (1.292 calorie) per antipasto e per primo uno stufato d'oca, originariamente preparato per Shackleton con la carne di pinguino, con patate, avena e una birra (2150 calorie). Tuttavia il piatto principale del menù (2.150 calorie) consiste in 570 grammi di manzo, un gratin di cavolfiore, crema di funghi e spinaci e vino rosso.

Per finire, il dessert è composto da cioccolato fuso su due palle di gelato alla vaniglia, accompagnato da uno 'shake' con vaniglia e cocco (1.500 calorie). (ANSA). I66-NS 25-SET-08 16:59 NNNN

postato da: gertdp alle ore 17:12 | link | commenti
categorie: to be or not to be, dietrologie
martedì, 23 settembre 2008

E poi, alla fine della giornata, arriva lei e tutto s'aquieta...la salita sgrava e il cielo schiarisce, persino Southpark sembra ancora più divertente...

grazie per esserci, sempre

 

postato da: gertdp alle ore 13:42 | link | commenti (1)
categorie: to be or not to be