Gert Dal Pozzo

Chi sono

Utente: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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lunedì, 31 ottobre 2005

Disdetta strategica 2

Se ieri si parlava del Berlusconi che faceva ammenda della sua partecipazione -come governo e alleato degli USA- oggi si parla dello stesso che davanti al texano ritrae la dichiarazione di due giorni prima fatte a La7.........Ebbene sì, il vostro Presidente del Consiglio ha dichiarato davanti ai microfoni statunitensi che lui condivide pienamente il modo di Bush jr. di perseguire l'estensione delle frontiere della libertà e della democrazia.......ovvero l'uso della forza armata! Detto in soldoni il ricorso alla guerra.....insomma il contrario di quanto detto a Rula Jebreal.

Però se vediamo tutto nell'ottica del ministro degli esteri Gianfranco Fini ci accorgeremmo che le parole del vostro cavaliere non sono affatto in disaccordo. Già, è chiaro che noi -intendo l'Italia tutta- non siamo mai entrati in guerra, non abbiamo mai mosso un solo soldato contro il regime iracheno di Saddam, no! Noi abbiamo semplicemente inviato delle truppe solo dopo.......in seguito ad un mandato delle Nazioni Unite. Giusto, senza alcun ruolo nella guerra contro l'Iraq non si possono criticare le parole di Berlusconi. Dopotutto il vostro capo del governo ha fatto di tutto per evitare che gli USA attaccassero l'Iraq e se in seguito l'ONU ha deciso di inviare forze per la getsione post-conflitto cose volete che facesse? Povero, povero, povero!

Che diamine, maledetto me e la mia linguaccia, pardon, le mie manacce (non minacce) che hanno postato ieri e oggi queste orribili idee contro l'eroe dei due mondi (in senso letterale)!

postato da: gertdp alle ore 20:43 | link | commenti (3)
categorie: politica e dintorni
domenica, 30 ottobre 2005

Disdetta strategica 1
Eccoci qua. Fine dell’ottobre 2005 e qualcuno inizia già a ritrattare……naturalmente mi riferisco all’intervista shock che sarà trasmessa su La7 lunedì mattina durante la trasmissione Omnibus.
Ieri 29 ottobre Berlusconi intervistato da Rula Jebreal ha dichiarato «Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa». Una rivelazione –passatemi il termine, non avrei potuto usare qualcosa di diverso riferendomi alle parole del cristo (non me ne vogliano ferventi cristiani, ma cristo in greco significa unto, in genere dal Signore)- che giunge ad un paio di giorni dalla decisione finale sull’esenzione Ici per la Chiesa, dall’attacco all’euro e dal ddl Moratti, con tutti i suoi manifestanti caricati e affini.
Ancora una volta dichiarazioni bonarie che fanno da contraltare ad azioni di discusso valore politico e pratico. Insomma siamo alla solita applicazione in termini concreti del concetto di checks and balance che i britannici hanno creato secoli or sono……concetto che in origine aveva una sua cornice di applicazione ben diversa, ma questa è un’altra storia.
Quello che mi preme invece dire è che “stranamente” siamo davanti ad un duplice carattere della dichiarazione del vostro Presidente del Consiglio. Duplice perché non solo riconducibile a quello appena descrittovi ma anche ad un altro altrettanto strumentale: la disdetta strategica.
In cosa consiste? Semplice, nel denunciare –uso l’accezione originale del termine, non si pensi subito a male- la propria posizione riguardante un’empietà successivamente l’avvenuta del fatto stesso. Meglio se molto successivamente, che so io due anni e mezzo dopo(marzo 2003-ottbre 2005), soprattutto se si è avuta voce in capitolo completamente contraria a quella che oggi si dichiara di aver avuto…..ché tanto il popolino dimentica, che vuoi che sia!
Perché strategica? Guardate il calendario scorrendolo in alto e in basso nel tempo. Aggiungete un pizzico di attenzione ai fatti ultimi della settimana ed ecco pronto un pacco regalo per tutti i telespettatori, in special modo votanti ed occupanti o aspiranti tali.
Mi piacciono le dichiarazioni di disdetta strategica perché hanno un certo carattere educativo e pedagogico…insomma creano il precedente utile a chiunque voglia in futuro salvarsi la faccia facendo marcia in dietro su qualsiasi decisione o azione intrapresa. Magari dire a una settimana dalle elezioni che dopotutto non si era d’accordo con il ddl Moratti, che si era del tutto contrari alla salva Previti e così via.
Che splendida invenzione!
 
postato da: gertdp alle ore 23:11 | link | commenti
categorie: politica e dintorni
sabato, 29 ottobre 2005

Vorrei iniziare a postare questo blog con la un pezzo che avrebbe la pretesa di recensione di un libro: Quattro amici di David Trueba, traduzione di Michela Finassi Parolo, Feltrinelli 7 €. Avrebbe la pretesa, appunto, perché in realtà è solo un modo come un altro di farmi pubblico e lasciarmi leggere………
Ho acquistato meno di un mese fa questo libretto di circa duecentocinquanta pagine come si acquistano i libercoli o i pamphlet dei mercatini di libri usati, en passant. Era lì tra i vari testi di narrativa, tra romanzetti alla Dan Brown e sciorinate no global……era lì come novità nonostante fosse stato pubblicato in febbraio –e questa la dice lunga sul sistema librario all’italiana.
La veste accattivante, rosso acceso con in copertina una illustrazione di Jacopo Bruno che riflette fedelmente il titolo: Quattro amici esattamente quante sono le figure umanoidi in giallo su fondo rosso o viceversa che campeggiano sul fronte del libro.
Un titolo che mi ha subito colpito, quattro amici esattamente come quelli che io ritengo avere e essere…quattro amici che poi in realtà diventano dieci, cinquanta o nemmeno uno. Chissà perché pare che questo numero sia necessariamente collegabile al concetto di amicizia e soprattutto di complicità, di bighelloneria, di solidarietà illimitata, ma anche di coesione e compattezza nell’inseguimento di obiettivi comuni…non necessariamente di valore etico-morale.
Forse è tutta colpa di Alexander Dumas (padre), dei suoi quattro moschettieri che come si sa in realtà fino alla fine del primo volume sono tre perché il guascone D’Artagnan è solo un aspirante soldato del Re di Francia. 
Forse però tutto è riconducibile a qualcosa di molto più atavico, ovvero a quelle famose radici giudaico-cristiane –secondo qualcuno la spina dorsale della “nostra” società…..una sorta di società presente un po’ dovunque sul suolo terrestre, una società che tanti definiscono “occidentale”. Cosa poi vorranno dire con questo aggettivo di natura geografica nessuno lo sa; probabilmente neanche li stessi che ne lodano le peculiarità, altrimenti non lo farebbero.
Dicevo quindi che tutto potrebbe venire da lì, da quel crogiuolo di antiche civiltà, (tante, tantissime che esistevano ben prima di quelle giudaico e cristiana) dal quale venne fuori l’opera omnia per eccellenza: la Bibbia. In quello che risulta essere il libro più tradotto, pubblicato e (forse) letto del mondo ci sono una miriade di riferimenti alla formazione di quattro che nelle varie chiavi di interpretazione possono essere definiti amici, compagni, fratelli, assassini, giudici, ecc. Un esempio su tutti, quattro sono i vangeli e quattro gli angeli dell’apocalisse. Forse quindi questa propensione a ritenere il quattro numero di coesione e gruppo per antonomasia ha radici molto profonde……forse.
È comunque spaventoso, se ci si pensa, a quanti modi di dire che hanno pretesa di rassicurare, sottolineare o supportare un’idea o un determinato concetto richiamino il numero quattro. Pensate alla frase “dai quattro angoli della Terra”, perché quattro? Anche ammesso che sia nato quando ancora si credeva il Mondo un piano, perché quattro? E la sintesi estrema della Natura e delle sue forze? I “quattro elementi della natura”, acqua, terra, fuoco, aria. Quattro i punti cardinali e quattro i venti ai quali si va spifferando una storia. Quattro gli amici al bar di Gino Paoli e quattro le stagioni –anche se ormai non ci sono più-. Quattro i pezzi in cui qualcuno minaccia di spaccare qualcun altro –almeno fino alla famosissima frase che il gigante, incattivito e disumano boxeur sovietico Drago indirizzo al piccolo, pacifico e libertario statunitense Rocky: «Ti spiezzo in due»-. Quattro i soldi di qualcosa che vale poco come quattro i gatti delle manifestazioni di sinistra –secondo Fede & Co.- e quattro le chiacchiere che ci si concede di fare con qualcuno. Quattro i quarti nei quali si suddividono i liquidi per le ricette, mai sentito “versate due quinti di litro di latte in una scodella”.
Infine, la saggezza del docente di provincia incarnata nella professoressa De Iulis che ribadiva durante le lezioni di storia e letteratura che non c’è cosa peggiore di un’alleanza di tre soggetti. Con piglio pragmatico la prof. premeva sull’importanza nel formare alleanze con più di due elementi di scegliere sempre l’opzione quadrinomio affinché non ci fossero squilibri eccessivi e rischi di scontri interni che avrebbero visto due alleati contro uno. D’accordo i politologi e gli studiosi di relazioni internazionali avrebbero bacchettato la prof. De Iulis, ma questo non è speculare alla nostra riflessione.
Certo è poco per costruire una tesi numerologica, oltretutto fine che non ci si propone in questa sede. Ad ogni modo è spunto riflessivo e soprattutto introduce bene il tema che ho scovato nella lettura di David Trueba.
Quattro amici è un’istantanea che diventa in realtà una pellicola girata a tratti velocemente, ora a scatti, ora molto lentamente. La storia di Solo (personaggio narrante), Blas, Claudio e Raúl che vagano nella Spagna di oggi sconquassa le interiora buttandole giù dalla torre dell’entusiasmo amicale facendo raggiunger loro il punto più basso della Fosse delle Marianne. Sfiora i cieli di quell’amicizia pura e incondizionata che tutti noi sentiamo di poter provare e voler provare ma subito dopo a chiunque creda di trovarsi in una storia sulla falsa riga di Huckerberry Finn ci riporta a terra con i litigi, le rotture e le verità sbattute in faccia senza remora alcuna che sarebbero sorprendentemente d’effetto se non fossero così reali.
In sintesi Trueba mi ha regalato i ricordi, l’amicizia e le riflessioni di quel rapporto fraterno e a tratti di avversione che io stesso mantengo con i miei Amici. In soldoni, Quattro amici ci restituisce tutto quello che si dimentica di un rapporto di amicizia inteso come parte integrante della vita, ovvero le ombre, i patimenti e le storie che accomunano e rendono forte il link tra esseri umani che avrebbero anche potuto sfiorarsi sulla banchina di una stazione ferroviaria senza prestarsi vicendevolmente attenzione.
Quattro amici è altresì il resoconto di quello che io stesso sono. Nella lettura mi sono di sovente rivisto in ognuno dei personaggi, nella loro perenne solitudine, nelle loro paranoie da quasi trentenni privi di identità forti, nella loro debolezza di fronte ad uno specchio chiamato opinione pubblica e nella loro forza innanzi ad un Amico che ha bisogno. Nel loro relativismo, elemento oggi diffuso più che mai e pericolosamente vicino sempre più al qualunquismo e al comatismo.
Sotto il sole cocente delle strade spagnole, tra alcool e donne –delle quali quasi nessuna accetterà le avance dei ragazzi-, esperienze deleteree e al contempo maturanti i «quattro moschettieri» moderni divoreranno molti più chilometri intimamente che materialmente confrontandosi non solo con i propri coetanei ma anche con un personaggio carismatico e sorprendente che alla sua prima apparizione potrebbe sembrare quasi una stonatura….ma solo a primo acchito.
 
postato da: gertdp alle ore 16:17 | link | commenti (1)
categorie: letture
lunedì, 24 ottobre 2005

Mi scuso per l'attesa, lavori in corso ma abbiate fede o quel che meglio credete.

postato da: gertdp alle ore 00:52 | link | commenti
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