Gert Dal Pozzo

Chi sono

Blogger: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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venerdì, 23 dicembre 2005

I’ve just come back!!!
 

REM TENE, VERBA SEQUENTUR

Chiedo scusa ai Wu Ming per l’appropriazione dell’immagine e della frase…e chiedo scusa anche per l’uso di “appropriazione” che mi sembra leggermente fuori luogo.
Beh, sembra che io sia finalmente tornato….un attimo, mi strizzo un lobo, mi schiaffeggio un po’, ecco mi spremo un bel limone nell’occhio destro! Sì, pare proprio che io sia me e sia qua, vivo e vegeto a scrivere…non dal mio Edmonde II (il laptop che ormai mi accompagna da quasi due anni) bensì da una tipica scrivania in formica,di un tipico ufficio open-space, di un tipico palazzo quattrocentesco (almeno credo), di una non molto tipica città italiana.
Perché sono qui il 23 dicembre, venerdì alle 14 e 21 quando tutti sono andati via? Ufficialmente per dovere e sfiga (una febbre da cavallo durata due giorni mi ha fatto saltare gli impegni delle ultime 48 ore), ufficiosamente per scelta…perché dopotutto mi sentivo abbastanza bene e abbastanza responsabile. Sarà l’effetto di questa nuova “avventura”? Saranno state le interminabili ore notturne spese nel chiacchiericcio sotto piumoni multicolore, saranno state le cure ricevute negli ultimi giorni, saranno stati i sorrisi che riflettevano la luce lunare nella stanza buia, chissà cosa sarà stato fatto sta che il mio tasso di responsabilità, di accounting, è salito di non poco e davvero qualcosa mi dice che ne dovrei essere lieto! Bah, staremo a vedere….
postato da: gertdp alle ore 14:28 | link | commenti (5)
categorie: to be or not to be
lunedì, 12 dicembre 2005

Mi sveglio stamattina
con un male al teschio
l'alito di un lama e la faccia distorta
mi infilo i pantaloni
sulle mutande sporche
la casa è abbandonata e fa un odore di  stalla
Accendo la T.V. sigaretta nella gola
vedo solo culi e sento voci stridenti
mi sciacquo le pupille
prima di uscire in strada
un rospo dentro al cesso
mi sorride alle spalle
esco senza chiudere la porta di casa
piove, non ho ombrello e ho la scarpa bucata
per strada schiaccio un verme
sull'asfalto interrotto
vedo un gatto secco
spiaccicato da un TIR!
vedo le immondizie accumulate da mesi
una faina mi abbaia,
gli schiaccio una zampa
Barista che mi guarda
mentre sbrano un cornetto
che faccia vuoi che abbia,
son due anni che non dormo...PER DIO!
Lo so che sono bianco
e sembro imbalsamato
sono anemico, puzzo
e ho sei denti cariati
Piante carnivore; polpette per cani,
tutti devono mangiare,
i bambini e gli animali
anch'io vorrei mangiare
ingrassare qualche chilo
arrossire le guanciotte come un Tedesco
o un Tirolese
Oggi non ho voglia di pagare e salutare
oggi non ho più la forza
di ascoltare le tue noie
fuggo e mi nascondo
sotto gli occhiali scuri
non vorrei farmi notare e farmi giudicare
così, al primo incontro,
vedo nero in tutti i modi
non riconoscerei mio padre
se lo incontrassi per strada. 
Terra, Max Gazzè
postato da: gertdp alle ore 10:48 | link | commenti (1)
categorie: stranezze poetico-musicali
mercoledì, 07 dicembre 2005

Tho' much is taken, much abides; and tho'
We are not now that strength which in old days
Moved earth and heaven, that which we are, we are,--
One equal temper of heroic hearts,
Made weak by time and fate, but strong in will
To strive, to seek, to find, and not to yield.

 

Alfred Tennyson, Ulysses

postato da: gertdp alle ore 13:01 | link | commenti (8)
categorie: stranezze poetico-musicali
lunedì, 05 dicembre 2005

So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters
Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters
 
Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters
 
Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know
 
So close no matter how far
It couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters
 
Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know
 
 I never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters
 
Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters
 
Never cared for what they say
Never cared for games they play
Never cared for what they do
Never cared for what they know
And I know
 
So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
No, nothing else matters
Nothing else matters,  Metallica
postato da: gertdp alle ore 23:07 | link | commenti (2)
categorie: stranezze poetico-musicali
domenica, 04 dicembre 2005

Unfortunately, no more peace
A chiunque avesse creduto che con la caduta del Muro, la disgregazione dell’Unione Sovietica e lo sviluppo dell’Unione Europea si fosse usciti da quel periodo di estremo potere delle reti di intelligence che per le ormai famose ragion di stato violavano la privacy e più in generale ogni diritto umano, beh, sentite questo fastidiosissimo trillo? É la campanella che vi riporterà alla più disillusa e cocente realtà!
Che ci si taccia pure di dietrologia e di estremo pessimismo, ma come leggere tra le righe di una delle notizie più scabrose delle ultime settimane? Mi riferisco alla scoperta –datata 2 novembre 2005- da parte del Washington Post della rete CIA di carceri e voli segreti per trasportare, torturare, detenere e perché no, far sparire presunti terroristi…..ripeto, presunti!
Pare, infatti, che la nota Central Intelligence Agency abbia sfruttato il suolo e lo spazio aereo europeo per condurre la privatissima guerra statunitense al Terrore…..insomma negli anni ’80 c’era l’Impero del Male comunista, nella fattispecie sovietico, castrista, koreano o cinese; oggi nel 2005 –sin dal settembre 2001- c’é l’ormai famoso Asse del Terrore, con tutti i bei titoli, sigle, nomignoli ed acronimi del caso, tanto per gli inseguiti tanto per gli inseguitori.
Ed ecco che dopo la storia di Echelon, il satellite spia di produzione prevalentemente statunitense e britannica, siamo oggi qui ad assistere alle traiettorie e alle segnalazioni con le più disparate grafiche delle testate giornalistiche delle capitali europee ed asiatiche toccate dall’operazione di intelligence terroristica degli USA. Si scopre inoltre che molte delle carceri segrete –ironia della sorte- sono quelle appartenenti fino a vent’anni fa alle varie polizie segrete o politiche dei regimi comunisti dell’est europeo e soprattutto dell’ex DDR.
Cosa ti fanno i simpatici parrucconi di Washington? Innanzi tutto prendono tempo e organizzano la visita del Segretario di Stato Condoleeza Rice in Europa per sistemare le cose, spiegando come stanno “realmente” le cose. A pochi giorni dal viaggio di quest’ultima imbandiscono una conferenza stampa dove il consigliere per la sicurezza nazionale Stephen J. Hadley spiana l’arrivo della signora accennando per la prima volta a tutta la faccenda, negando, omettendo e cercando di far transitare il fulcro della questione dal suo vero centro alla periferia del menefreghismo mediatico. Tutto ciò farcito dallo scontato atteggiamento puntiglioso e distaccato a fare da corollario alla tradizionale interpretazione del colpevole offeso da certe accuse…. «As part of that cooperation –quella contro il terrorismo [nda]- for our part, we comply with U.S. law, […] we respect the sovereignty of the countries with which we deal. And we do not move people around the world so that they can be tortured» (B. Knowlton, “Bush Administration Unyielding on Secret Terror Camp Reports”, International Herald Tribune, 4 dicembre 2005).
Non solo, ma miss Rice ha addirittura messo in guardia gli europei e in particolare la signora Merkel –la prima che farà gli onori di casa- indirizzando loro una precisa domanda: stiamo combattendo il terrorismo, lo stesso che ha colpito Madrid e Londra, accettate oppure no questo?.....Insomma, come dire siete con noi o contro di noi?.......
Mi dispiace ma per l’ennesima volta voi cittadini europei (in senso unionista) e cittadini d’Europa (in senso nazionalista) sarete ancora soggetti di un predominio fondamentalmente economico (ma l’euro non aveva sorpassato il dollaro?), militare (ma 25 eserciti non sono almeno pari ad uno?), politico (ma non eravamo noi i maestri della diplomazia e delle sottigliezze di eredità ellenico-romana?) e in fine culturale (eppure i Simpson, i Griffin, South Park non sono il riflesso formato cartoon dell’effimera società statunitense?)…..ancora una volta un Segretario di Stato qualunque verrà a dirci come comportarci e perché sarà giusto farlo secondo i loro dettami, ancora una volta saremo convinti che tutti i fini giustificano tutti i mezzi, ancora una volta il livello di frustrazione e il desiderio di revanche cresceranno fino a che non sarà più possibile calmare gli animi dei governati attraverso le lusinghe e le promesse fatte ai governanti…….e mi chiedo, a quel punto come faremo? Arrivati al punto di rottura, cosa succederà?
“ai posteri l’ardua sentenza”
 
 
postato da: gertdp alle ore 23:41 | link | commenti (3)
categorie:

Lacrime puntuali come un pomeriggio di temporale tropicale,
non si può evitare sai un pomeriggio di temporale tropicale.
 
La sete di avventura viaggiare per viaggiare,
spostarsi come viene improvvisare,
mangiare solo in strada per risparmiare.
Le sette meraviglie son mille a ben contare,
se vuoi le puoi scoprire o scappare
o stare tutto il tempo immobile a pensare.
Parto solo perché ho bisogno di stare con me,
più lontano che mai.
 
Ho messo già da parte i ricordi che fan male,
ho preparato i libri da studiare e tutti i mie santini giusti per pregare.
Mi butterò alle spalle i giorni di dolore,
i pomeriggi al buon ad ascoltarmi il cuore e quella faccia mai contenta e senza sole.
Parto solo perché ho bisogno di stare con me,
più lontano che mai.
 
Ogni strada é una storia.
 
Lacrime puntuali come un pomeriggio di temporale tropicale,
non si può evitare sai un pomeriggio di temporale tropicale.
 
Mau Mau, Temporale
 
 
 
postato da: gertdp alle ore 19:04 | link | commenti (1)
categorie: stranezze poetico-musicali
sabato, 03 dicembre 2005

Elegia del Vino

 

Avanti, amici cari, entrate, entrate!
Beviamo prima un bicchiere di vino,
poi ce n'andremo insieme, in amicizia.
William Shakespeare, Julius Caesar
 
Si può dire perciò che il troppo vino
si diverta a imbrogliarla, la lussuria;
la fa e disfà, la tira su e l'abbatte,
l'eccita e la diseccita; la drizza,
e poi non sa più mantenerla su.
[…]
Datemi vino,
riempitemi la coppa, fino all'orlo!
William Shakespeare, Macbeth
 
Alla tua faccia! Ho tracannato vino
tutta notte, e non sono preparato.
William Shakespeare, Misura per misura
 
In quel momento spuntava il sole, e un sorso di vino si beveva volentieri, pel fresco che s'era messo.
Giovanni Verga, I Malavoglia
 
Lo vedete, don Luca, se ho tempo da perdere adesso!... Vino qua! Date da bere a don Luca!...
[…]
Saranno tutti a prepararsi per la vendemmia. Noi soli no, donna Sarina! Noi beviamo il vino senza pregare Dio per l'acqua!
Giovanni Verga, Mastro Don Gesualdo
 
Pietro Perna, come al solito, si perde a parlare dell'Italia, mentre stappa una bottiglia del «miglior vino del mondo».
[…]
Deglutisco il vino, il gusto forte mi riempie la bocca. Lo lascio continuare, ho appreso che non è facile frenare la sua lingua.
[…]
Un altro sorso di vino.
Questa donna. Questa donna che mi vuole.
Beatrice.
Ciò che potrebbe essere.
Ora.
Luther Blisset, Q
 
In realtà, il vino della bottiglia scendeva a vista d'occhio, mentre il libro, sempre lo stesso, pareva non finire mai.
Wu Ming, 54
 
Amava molto il vino, e si arrabbiava se la perpetua non gli riempiva l'ampolla fino all'orlo.
[…]
«Mangia, compagno, mangia» mi invitavano i contrabbandieri, offrendo pane, salame, provolone e vino. Finii per ubriacarmi, il che di certo non fece bene al mio stomaco, ma almeno ero abbastanza stordito da non patire troppo il primo viaggio per mare.
 
Vitaliano Ravagli - Wu Ming, Asce di guerra
 
Rimase in terra con vergogna e scorno
quel fier senza pietà nuovo Breusse;
che poi che 'l troppo vino ebbe digesto,
biasmò il suo errore, e ne restò funesto.
Ludovico Ariosto, L’Orlando furioso
 
Deh ben abbi chi prima pose 'l vino,
che tutto 'l dì mi fa star in bonaccia;
i' non ne fo però un mal latino.
Cecco Angiolieri, Rime
 
[…]
chino
su un lungo e familiar bicchier di vino
partito per un viaggio amico e arzillo
già brillo
Max Gazzé, Il timido ubriaco
 
[…]
tremante sotto i teli d'imballaggio
l'aurora è un lago di vino d'oro
e tu giuri di avere nella tua gola i cieli
non avendo contato il lampo del tuo tesoro
almeno puoi ornarti di una piuma
e a ricordo portare un cero al santo in cui tu credi ancora
Max Gazzé, Elemosina
 
"Io sono il chiodo che picchia nel muro
Sono il vino nascosto in cantina
Sono lo specchio storto che riflette il mondo
Sono il grillo davanti al camino
La coscienza sporca
Che si avvicina"
Modena City Ramblers, Il Matto
 
[…] a Bologna han cominciato a tirare fuori il vino
e a leggersi a vicenda i titoli dell'Unità.
Modena City Ramblers, Il funerale di Berlinguer
 
 
 
postato da: gertdp alle ore 01:06 | link | commenti (6)
categorie: stranezze poetico-musicali
venerdì, 02 dicembre 2005

Eccomi di nuovo qua. Il bicchiere a terra, al suo fianco la bottiglia ed io stravaccato sulla poltrona con le gambe stese su una sedia di fronte. il laptop sulle gambe ed il vino dentro lo stomaco. Lo ammetto, con la tv accesa, la spoletta tra gli mp3 nel dvd dentro il lettore e i vari programmi televisivi mi sono appisolato...al risveglio dopo una mezzoretta la mano è corsa sul fianco sinistro verso il pavimento dove ha trovato un bicchiere ormai vuoto e la bottiglia ancora troppo pesante.....diamine è passata un'ora e ancora non l'ho finita! Bah!

D'accordo, ho una decina di film e una quarantina di giga di mp3, la notte sarà anche lunga ma il mio intrattenimento lo sarà ancor di più!

postato da: gertdp alle ore 23:46 | link | commenti
categorie: to be or not to be

Ci sono, la serata è iniziata in pieno.....ancora un venerdì obbligato in casa....la spossatezza e il disagio mi attanagliano.....meglio così.

Bene, bene (come qualcuno ha scritto), la bottiglia di Montepulciano d'Abruzzo cominciata un paio di giorni fa è finita. Adesso mi accingo a bere la seconda, anzi a pensarci bene il primo bicchiere di questa è andato, un sol colpo e il saporito liquido rosso mi è sceso giù nel gargarozzo. Inizio dunque la serata con questo post e questo bicchiere, tra un'ora vedremo i risultati, forse salterò l'appuntamento, forse no.....tutto dipenderà da quanto il mio fegato riuscirà ad assimilare da qui ad un'ora.

Per voi che siete lì, nella rete o fuori, un augurio di godervi qualsiasi cosa vi accingiate a fare.

a dopo

postato da: gertdp alle ore 22:20 | link | commenti (2)
categorie: to be or not to be

Death penalty: jackpot 1,000….. “hey brother where are you?”
 
Ormai l’avrete sentito almeno una decina di volte. La millesima esecuzione capitale negli Stati Uniti dalla sua reintroduzione nel 1976 (i favolosi seventys con tutte le loro contraddizioni!). La millesima persona morta per una colpa vecchia come l’uomo…ancora più antica del più antico dei mestieri: l’omicidio.
K. L. B., il nome non importa o invece si, come egli stesso ha detto prima di morire: “Non sono un numero, sono un uomo” (varie traduzioni a parte). Il millesimo ma anche se fosse stato il primo non avrebbe fatto differenza, il millesimo e sicuramente non l’ultimo….e siamo nella democrazia più grande del mondo….
Alle due della scorsa notte (ora locale) hanno inoculato il veleno in un corpo e un cuore si é spento, cos’altro dire in situazioni di questo tipo? Tutti sono pronti a dire che il perdono e la misericordia sono le cose più importanti ma quanti perdonerebbero davvero? Il figlio e la famiglia della moglie hanno affermato di aver perdonato Boyd, lo stato del North Carolina no!
Può uno stato, un organismo burocratico, amministrativo, corpo d’ingranaggi umani e scartoffie decidere sulla vita di un essere umano? Pare di si. Può lo stesso stato, quello che in parte ha fallito nell’evitare certe azioni, se non addirittura favorito il loro c
compimento, decidere di punire così duramente e inutilmente* un essere umano? Ancora, pare di si.
 
Hobbes ideò la figura del Leviatano proprio perché questi evitasse agli uomini di distruggersi a vicenda in un perenne stato di natura. Il Leviatano avrebbe così dovuto farsi carico delle libertà dei cittadini trasformando alcune di queste in diritti, lasciando tutti liberi di comportarsi in base alle regole che essi stessi avrebbero scelto attraverso la nascita del Leviatano….chissà se Hobbes nella sua idea di Leviatano pensò che lo stesso avrebbe poi ucciso i suoi creatori esattamente come loro facevano nello stato di natura! Per una perversione simile fu coniato invece il Beemoth, l’orrore del regime totalitario e dello stato di terrore ante litteram, che ghermisce i suoi cittadini rendendoli schiavi…
 
Davvero c’é qualcuno che ritiene possibile difendere il diritto alla Vita attraverso l’esercizio del diritto alla morte?
 


«The victims of violent crime deserve respect, compassion and justice. The death penalty offers none of these things». USA: 1,000th executionslooms as lottery of death reaches shamful milestone. Amnesty International Press Release, 28 November 2005 . 
postato da: gertdp alle ore 17:53 | link | commenti (2)
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