Past is coming back
Marini eletto alla presidenza del Senato con 165 voti. Andreotti sconfitto. Seguo dallo scorso pomeriggio l'andamento delle votazioni, incostantemente visti gli impegni improrogabili.
Amici di destra sogghignano al conteggio e riconteggio dei voti. Amici di sinistra sospirano ansiosamente.
Io mi chiedo quanto è circolare il moto del Tempo e perchè siamo ancora obbligati a scegliere tra un candidato democristiano e uno......democristiano allo stesso modo. Insomma, a parte l'età (anagrafica e politica) e gli scheletri nell'armadio; baci (mai) ricevuti da padrini e sentenze favorevoli nonostante tutto; a parte gobbe e chiome argentate, cos'hanno di politicamente diverso Marini (Franco, meglio specificare il nome) e Andreotti?
Come dite? Non importa quanto i due siano democristianamente simili perchè una carica istituzionale è, o dovrebbe, comunque priva di connotazione politico-partitica? E allora perchè tutto questo marasma?
25/04
Quasi spontaneamente oggi mi sono fatto portare al Ghetto Ebraico per mangiare qualche dolce di quelli artigianali e succulenti.
Il Gallo ha saputo soddisfare la mia richiesta trovando nel quartiere la pasticceria più buona....un buco con poca scelta e tanta qualità. Risultato della visita: una ciambella modello Homer Simpson, fritta, unta, bisunta e zucchero a grani tutt'intorno. Una fetta di torta alla ricotta e cioccolato e un dolce secco tipico da zuppa mattutina. Nomi chiaramente sconosciuti anche se la signora che ci ha servito (stella di Davide d'argento ben in vista sul petto) ha provato a dircene un paio.
Forse la lettura degli articoli sugli "atti infami" di ieri è del tutto scollegata dalla scelta dolciaria. Forse Ingrao ha ragione nell'affermare che tutti hanno il diritto di partecipare alla festa della Liberazione....a giudicare negativamente i fischi diretti alla Moratti....forse no. Io credo che bruciare la bandiera di una Stato che è anche Nazione (ebbene sì, Israele lo è) sia un chiaro gesto di spregio nei confronti della nazione stessa, dunque dei cittadini, della popolazione di quello stato. Credo altresì che manifestare il 25 aprile per la Liberazione significhi non solo ricordarne quella italiana ma anche quella alla quale aspirano le altre popolazioni (compresa la palestinese)....insomma ricordare che il 25 aprile è simbolo di liberazione per tutti non è sbagliato; farlo in quel modo si!
Per la presa di posizione di Ingrao, massimo rispetto....ma che significa per la signora Moratti ricordare il 25 aprile se oggi è esponente nonchè parte integrante di una componente politica dedita al revisionismo più sfrenato? La liberazione non fu il risultato di un'azione angloamericana che giunse a scacciare il "tedesco invasor".....come Crozza ha affermato la scorsa sera: "quei fascisti eravamo noi". Il 25 aprile è l'anniversario del tentativo di scacciare una parte sordida e marcia di noi stessi dalla nostra stessa vita, dalla nostra memoria. Qual'è la catarsi che la Moratti vorrebbe intraprendere sfilando per le vie in questo giorno per noi così importante?!
A mio nonno e a tutti gli altri un grazie di cuore.
A nice day!
Una cena con un vecchio amico a base di carne alla brace.
Un cardinale a favore dell'uso di profilattici per combattere l'AIDS in Africa.
Un buongiorno proveniente da un braccio e una gamba che spuntano dalle coperte ricevuto di ritorno dalla doccia .
Un re che abdica dopo giorni di scontri in piazza.
Un cavaliere definito "cattivo perdente che tiene il broncio" (Ft).
Una pizzetta e una birra in largo di Torre Argentina.
Un amico che chiede quando potremo farci una chiacchierata.
Gesù Cristo versione kamikaze di Hamas/Tom Hanks di Cast away che fa il suo ritorno dopo settimane di lontananza.
Dopo tutto le ultime 24h sono state soddisfacenti.
Lutto
Ricevo una chiamata alle 12.30. Mio padre mi informa sugli orari di partenza di domani per la loro gita a Malta, poi aggiunge "Lenin è morto!"
Il piccolo canarino bengalese bianco col becco rosso fuoco ci ha lasciati nella notte. Pensare che aveva passato una pasqua d'amore con il suo compagno. No, non c'è nessun errore di battitura. Lenin era un lui e il suo compagno senza nome è un lui, e allora?
Ah, piccolo, frivolo Lenin cinguettante nella gabbietta rossa, ci mancherà il tuo svolazzare allegro. Avrei voluto tanto insegnarti a fischiare Bella ciao! E' proprio vero, chi ha tempo non aspetti tempo.
Addio
L'inverno cigola
come un carrello della spesa
a zonzo tra il pesante di noi corpi e le
anime
incastonate dentro cattedrali e panettoni
non torneremo, credo, polvere ma lievito.Ringrazio Dio, che non mi ascolta mai
perchè sarei un diavolo per luiSintomi indecenti scorrono come asfissie
ho visto baci senza labbra
"addio Gesù bambino"
abbandonati poi, dall'altra parte,
tossi e smocciolio
verdetti logori di zie d'ingombro,
verso un neo.Ringrazio Dio, sgomento e musica
perchè sarei acqua nelle vene"Vedi figlio mio,
solo poi ti accorgerai,
che è meglio non capire
le miserie strane che ho capito io
Chiudi gli occhi, è solo un fulmine
che verrà il tuono ed io non ci sarò"Ringrazio Dio, per gli anni senza un dio
perchè sarei un uomo per metà.Gli anni senza un dio, Max Gazzé
What's going on?
Lascio la sede Running alle 20 passate. L'ultima notizia ci ha dato rimontanti sulla CdL dopo la loro prima scalata. Il Senato sembrava ormai perso mentre la Camera in un assurdo equilibrio degno del peggior racconto di Dumas. Scappo a casa, questa volta derogo parte dell'attenzione politica a favore di quella emotivo-sentimentale.
Per strada, sono le 21, chiamo l'ufficio. Puteolan mi dice "stiamo perdendo". Io rispondo che lo so: "al Senato, lo so. Ma alla Camera?" E lui: "anche alla Camera...." Chiamo mio padre e mi conferma i dati. Avviso B. che probabilmente se le cose restano così partirò al più presto per il Regno Unito, come promesso lo scorso anno...segue sgomento. Sulla via per il ristorante ricevo la chiamata di Peppino. Niente, le cose non cambiano. Ancora Daniela e poi Silvia, Zazzu...oscillazioni impreviste e il cuore in gola. L'ultima volta è stato nel 1994. Italia - Brasile, ai rigori.
Stamane mi sveglio e telefono. Qualcuno dorme ancora, Daniela risponde e mi da le news definitive. Abbiamo "vinto"...dicono i numeri. Il cuore no. Abbiamo vinto dicono entrambi gli schieramenti e il cervello dice che no, che l'Italia è esposta al rischio di estrema ingovernabilità! I miei colleghi e amici sono contenti, certo per il rotto della cuffia abbiamo la maggioranza in entrambi i rami....ma che delusione! Purtroppo le lezioni di Panebianco e Vassallo non lasciano spazio alla contentezza di avere una maggioranza del "proprio colore"...aspetto, più o meno speranzoso.
La seconda proiezione da al Senato l'Unione al 50% contro la CdL al 49%. In termini pratici, esclusi i seggi estero siamo di soli 7 seggi sopra la coalizione di centrodestra.
In piazza SS. Apostoli viene trasmesso Pisanu che annuncia i dati ufficiali sull'affluenza: 83,6%. Berlusconi torna in Palazzo Grazioli assediato da celerini e giornalisti. Prodi rinvia alle 19.30 il comizio nella piazza già gremita e colorata delle bandiere diessine, verdi e rifondine.
Ancora attesa. Intanto ho già ingurgitato una pizza bianca con prosciutto crudo e scamorza affumicata, mezzo chilo di pizza margherita, due caffè e un gelato. Spizzicato per di più alcuni dei biscotti e degli arachidi nella sala formazione.
Attesa febbrile. Faccio la spola tra l'open-space del primo piano e la sala formazione del piano terra. Con me un'altra decina di coglioni che sfumacchia, spulcia i dati in TV, sfoglia le pagine on line. Radio via web e fuori un silenzio fuori dal normale.
Siamo tutti in attesa. Il primo exit-poll alle 15, quarantacinque minuti dopo il secondo. Unico dato diverso, quello relativo a FI che perde nel secondo mezzo punto percentuale. I DS che segnano il passo su una forchetta tra il 17 e il 20...il resto è puro corollario.
Gallo che vaga con la videocamera in mano, voci che sopraggiungono, alle 18.30 Prodi in piazza SS. Apostoli. Alle 21 la festa...Silvia che propone l'acquisto di una bottiglia di wisky e la mia emicrania che pian piano sembra dissolversi.
La giornata è ancora lunga...lunghissima.
A dopo.