Gert Dal Pozzo

Chi sono

Utente: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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domenica, 25 giugno 2006

«Il giorno seguente scavalcai il muro del manicomio e da allora non ci sono più tornato. Finito lo sciopero della memoria. La memoria è vita, la Rivoluzione è vita, dunque la Memoria è Rivoluzione. Io sono Nessuno. L’onnipresente. Tu. Tutti.»
 
 
Ammaniti, Assonitis, Cicekoğlu, De Prada, Divani, Faber, Fioretos, Japin, Keret, Khadra, Kohout, Schulze, Skàrmeta, Skourtis, Il mio nome è Nessuno.
postato da: gertdp alle ore 16:16 | link | commenti (2)
categorie: letture, politica e dintorni, to be or not to be
venerdì, 09 giugno 2006

Cari amici omosessuali,

ma come fanno le vostre lobby ad essere le più forti in quasi ogni settore?

Se possibile, spiegatemelo.

postato da: gertdp alle ore 19:04 | link | commenti (11)
categorie: to be or not to be
giovedì, 08 giugno 2006

Correre o rincorrere?

Ho sentito dire che nel motociclismo è meglio essere secondi per avere il polso della situazione, capire cosa ha intenzione di fare il primo e poi superarlo alla prima curva.

Mi dicono che nel ciclismo è strategico stare dietro un altro perchè così si riduce l'attrito con l'aria e lo sforzo è minore, poi sopraggiunge lo scatto.

Ritengo che nella campgana elettorale sia molto più furbo, oltre che proficuo, inseguire con la coscienza di farlo. Stare alle spalle dell'altro candidato, studiarne passo passo le mosse e intuirne la strategia persino prima che questa venga messa in atto. Far sentire il proprio fiato sul collo dell'avversario restando indietro quel tanto che basta a sentirne l'odore e il cuore che batte.

Restare grandi e mostrarsi piccoli ma convinti perchè il vero tallone d'Achille di ogni essere umano è la vanità! E nessuno sa resistere al fascino di farsi rincorrere.

E noi, cosa stiamo facendo? Rincorriamo o ci facciamo rincorrere?

postato da: gertdp alle ore 20:41 | link | commenti (2)
categorie: caserta, politica e dintorni, to be or not to be
mercoledì, 07 giugno 2006

Casertana apocalisse

Il 6/6/06, temibilissimo giorno per i numerologi e i vari Dan Brown dell'ultima ora, è passato senza colpo ferire.

L'inferno però è arrivato stamane. D'un colpo volantini, striscioni, appelli al voto e spot radiofonici...tutti a chiedere e nessuno a dare. Telefoni che bruciano e discussioni furibonde sul come e sul dove...

Come al solito andiamo a letto convinti di aver tappato ogni buco, di aver evitato ogni errore, di aver risolto ogni dubbio e ci svegliamo con "scienziati" del momento, sciacalli che si arrabattano per salire sul carro dei potenziali vincenti e tipografi addormentati!

Anche questa è war room.

postato da: gertdp alle ore 12:58 | link | commenti (6)
categorie: caserta, politica e dintorni, to be or not to be
martedì, 06 giugno 2006

Back to Caserta

Sveglia 8.30. La camera d’albergo è ancora buia...eppure ieri notte ho lasciato come al solito le serrande alzate.
Mi alzo dal letto, fuori dalle coperte la stanza è fredda. Starnutisco, una, due, tre volte.
La moquette morbida mi massaggia i talloni mentre la pancia muguglia.
 
Accendo la Tv. Tutti i tg sono terminati. Ci sono solo Omnibus su La7 e Appuntamento con la storia su Rai Tre. Faccio un giro completo dei quaranta canali, dallo zero al trentanove e poi a ritroso.
Mi fermo su Mtv, sullo schermo scorrono i soliti video. Ci sono le band inglesi con i capelli sugli occhi, le Converse ai piedi, le camicie dalle maniche corte e le cravatte col nodo grosso. Seguono le pop star dalla pelle liscia, le labbra lucide e carnose, le acconciature stravaganti e i jeans dalla vita bassa. Infine ragazze afroamericane ansimanti sculettano voluttuosamente accanto a rapper muscolosi che indossano berretti multicolori e abbondanti catene dorate al collo.
 
Domande mattutine mi sollazzano il palato.
1. Cos’ha di così attraente il look del gelataio americano anni ’40 dalle pazze fezze beatlesoniane che calza il primo modello di scarpe da basket della storia?
2. Cosa accadrà tra 30 anni alle labbra superinguainate e superluccicanti delle pop star? Subiranno un processo di involuzione orale o semplicemente resteranno eternamente sode e tondeggianti come budini ogm?
3. A cosa è servito lottare per tanto tempo contro la schiavitù per poi ridursi a sopportare per moda o immagine le medesime catene?
 
Postilla casertana: ieri sera S. mi ha definito “uomo dei problemi”. Pare che io ponga troppi  interrogativi e rinvenga questioni in ogni dove. Delle due l’una: o i problemi ci sono, o io –oltre che di una fervida immaginazione- sono dotato di una notevole capacità di persuasione tale da poter convincere gli altri dell’esistenza di problemi inesistenti!
postato da: gertdp alle ore 18:37 | link | commenti (4)
categorie: caserta, politica e dintorni, to be or not to be
giovedì, 01 giugno 2006

Istanti di straordinaria lucidità

Metro A, direzione Battistini. Vagone stracolmo, le sardine sono un miraggio. Siamo in piena corsa.

Una signora forse troppo ansiosa spintona gentilmente prima della fermata Termini. Guada giornali e zaini, borse e turisti. Picchietta sulla spalla destra del ragazzo in piedi davanti alle porte. "Scusi, devo scendere..."

Il ragazzo fa per voltarsi e farfuglia: "E io dove mi metto?" La signora sgomenta pare non credere alle proprie orecchie: "Eh già, e io allora esco dal finestrino. Fa poco lo spiritoso, capito?!"

La risposta non si fa attendere. Questa volta il ragazzo parla chiaro, la cadenza sembra slava ma potrebbe essere anche di origine turcomanna: "Sei tu che fai la spiritosa signo'."

Credo sia finita. La signora mastica parole e il ragazzo incalza: "Ma sta zitta, non rompermi il cazzo! Mi sa che a te manca qualcosa." La donna scruta il ragazzo dall'alto in basso: "Ah bella educazione. Non solo venite qua ma siete pure maleducati. Complimenti!"

Il diverbio prosegue per qualche secondo ancora, il treno è arrivato e la folla spinge per uscire. Deglutisco, sento l'amaro in bocca e il sibilo nelle orecchie di che quel "non rompermi il cazzo" e di quel "non solo venite qua ma siete pure maleducati" come se io fossi stato la signora e il ragazzo. Mi vedo discutere con l'accento romano e quello straniero, con i capelli biondi lunghi sulle spalle e con il cappellino grigio, con l'ansia di uscire dal vagone e con il fastidio per essere stato spintonato...

mi schifo e mi chiedo quale bisogno c'era di comportarsi così.

postato da: gertdp alle ore 10:25 | link | commenti (4)
categorie: to be or not to be