Cari amici omosessuali,
ma come fanno le vostre lobby ad essere le più forti in quasi ogni settore?
Se possibile, spiegatemelo.
Correre o rincorrere?
Ho sentito dire che nel motociclismo è meglio essere secondi per avere il polso della situazione, capire cosa ha intenzione di fare il primo e poi superarlo alla prima curva.
Mi dicono che nel ciclismo è strategico stare dietro un altro perchè così si riduce l'attrito con l'aria e lo sforzo è minore, poi sopraggiunge lo scatto.
Ritengo che nella campgana elettorale sia molto più furbo, oltre che proficuo, inseguire con la coscienza di farlo. Stare alle spalle dell'altro candidato, studiarne passo passo le mosse e intuirne la strategia persino prima che questa venga messa in atto. Far sentire il proprio fiato sul collo dell'avversario restando indietro quel tanto che basta a sentirne l'odore e il cuore che batte.
Restare grandi e mostrarsi piccoli ma convinti perchè il vero tallone d'Achille di ogni essere umano è la vanità! E nessuno sa resistere al fascino di farsi rincorrere.
E noi, cosa stiamo facendo? Rincorriamo o ci facciamo rincorrere?
Casertana apocalisse
Il 6/6/06, temibilissimo giorno per i numerologi e i vari Dan Brown dell'ultima ora, è passato senza colpo ferire.
L'inferno però è arrivato stamane. D'un colpo volantini, striscioni, appelli al voto e spot radiofonici...tutti a chiedere e nessuno a dare. Telefoni che bruciano e discussioni furibonde sul come e sul dove...
Come al solito andiamo a letto convinti di aver tappato ogni buco, di aver evitato ogni errore, di aver risolto ogni dubbio e ci svegliamo con "scienziati" del momento, sciacalli che si arrabattano per salire sul carro dei potenziali vincenti e tipografi addormentati!
Anche questa è war room.
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Istanti di straordinaria lucidità
Metro A, direzione Battistini. Vagone stracolmo, le sardine sono un miraggio. Siamo in piena corsa.
Una signora forse troppo ansiosa spintona gentilmente prima della fermata Termini. Guada giornali e zaini, borse e turisti. Picchietta sulla spalla destra del ragazzo in piedi davanti alle porte. "Scusi, devo scendere..."
Il ragazzo fa per voltarsi e farfuglia: "E io dove mi metto?" La signora sgomenta pare non credere alle proprie orecchie: "Eh già, e io allora esco dal finestrino. Fa poco lo spiritoso, capito?!"
La risposta non si fa attendere. Questa volta il ragazzo parla chiaro, la cadenza sembra slava ma potrebbe essere anche di origine turcomanna: "Sei tu che fai la spiritosa signo'."
Credo sia finita. La signora mastica parole e il ragazzo incalza: "Ma sta zitta, non rompermi il cazzo! Mi sa che a te manca qualcosa." La donna scruta il ragazzo dall'alto in basso: "Ah bella educazione. Non solo venite qua ma siete pure maleducati. Complimenti!"
Il diverbio prosegue per qualche secondo ancora, il treno è arrivato e la folla spinge per uscire. Deglutisco, sento l'amaro in bocca e il sibilo nelle orecchie di che quel "non rompermi il cazzo" e di quel "non solo venite qua ma siete pure maleducati" come se io fossi stato la signora e il ragazzo. Mi vedo discutere con l'accento romano e quello straniero, con i capelli biondi lunghi sulle spalle e con il cappellino grigio, con l'ansia di uscire dal vagone e con il fastidio per essere stato spintonato...
mi schifo e mi chiedo quale bisogno c'era di comportarsi così.