Il solito settembre fresco ma assolato. Il solito settembre che si stiracchia dopo il riposo estivo e che si sfrega le mani prima del lavoro, prima del profumo che sale dai vitigni assaliti, prima del fruscio delle foglie secche a terra nei viali, prima del cielo basso e bianco di fine anno.
Siamo ad una altro settembre e sto terminando il mio ventottesimo anno di Vita.
Rik mi scrive che crescendo è diventato più insicuro e dubbioso, io vorrei rispondergli che non è il solo, ogni settembre me lo annuncia, ogni settembre me lo ricorda e lo sottolinea mentre intorno quasi tutti si chiedono come faccia ad essere così razionale e freddo, imperturbabile nelle mie convinzioni e nella mia stolida logica....anche quando sarebbe impossibile esserlo!
Un'altra alba passata a discutere. Un altro giorno speso nel letto prima di andare a lavoro e vedere le stesse identiche facce. Un altro ciclo solare che svanisce mentre faccio qualcosa che non mi piace, che non mi aggrada, che odio profondamente!
Qualche giorno fa si è lamentata perchè lavorare in quella sala non la soddisfa...dentro di me ridevo. Ridevo a crepapelle perchè non ci si può incazzare o dispiacere anche per la mancanza di soddisfazione che proviene dal lavoro. Un lavoro di pura necessità, un lavoro provvisorio, un lavoro che non è lavoro!
Spero di non dirmi mai (in)soddisfatto di qualcosa che serve solo a sostenermi durante il raggiungimento di un altro obiettivo...
Schifo il lavoro, schifo il sacrificio fine a se stesso. Preferisco accorgermi inutile, vagabondo, etereo.