Zapping Zapping Zapping on the 23rd of October
La casa appena svuotata. L'ennesima ritoccata al CV, un paio di rosette ripiene del mondo intero, birra Xibeca da un litro e poltrona Oppala Ikea. Accoccolato con in grembo il piatto di plastica accendo l'amica-nemica Mivar 15" in cerca di qualcosa che mi regali una certa soddisfazione visivo-cerebrale.
RaiUno: qualcosa con preti, nazisti e un Neri Marcorè versione don qualcosa.
RaiDue: The Core, film similAramgeddon con i soliti americani buoni ma con due palle così, comprensivi, altruisti, egemoni e romagnolamente sanguigni, presumo che alla fine abbiano salvato il mondo grazie a -ironia della sorte- qualcosa di obiettivamente cattivo ma che ritorna utile quando c'è un "male" superiore in agguato (per inciso vedi la tecnologia nucleare).
RaiTre: Chi l'ha visto? Io no, e chiedo venia a chiunque se ne interessi ma vi siete mai chiesti se qualcuno di quelli spariti lo è per propria volontà?
Rete4: Ah ah ah...perchè è necessario commentarla?
Canale5: una fiction intitolata qualcosa come Il ladro della Gioconda o L'uomo che sussurrava alla Gioconda. Fine '800 o primi '900, Giannini jr che lavora in Francia, le cose si mettono male etc. etc., insomma patriottismo revanchista a go go sulla falsa riga del caso Sacco e Vanzetti (onore al merito) per giunta malamente riportato sul piccolo schermo qualche tempo fa.
Italia1: reality.....ancora uno, Balle e pupi o Belle e Pupo (ma mi sa che quello era Papi), non so. Sicuramente spazzatura televisiva con tanti pirla e altre tante potenziali soubrette in cerca di produttori dal fiato pesante e dalla mano rovente.
La7: Crozza Italia, e siamo già ad un livello umano di broadcasting. Ironico e pungente a tratti lento ma comunque gratificante. Eccezionale il separietto di Ratzinger che chiede se è necessario rammaricarsi definendo Milingo un negro! Stupenda la lezione in spagnolo di sesso vertente sul punto G.
Mtv: non ricordo, probabilmente video o programmi sulle varie celebrità americane.
Eccola qua una serata seduto in poltrona a snocciolare i programmi televisivi con l'assurda pretesa-aspettaiva di volersi divertire, concentrare, rilassare o, addirittura, emozionare.
Al termine sbirciando sotto lo schermo socchiuso del laptop ho realizzato quanto sarebbe stato più sopportabile continuare a ritoccare il CV.
All'attivo negli ultimi tempi si hanno: The dark side di artisti vari (tra cui Wu Ming), Un amore all'inferno di Diego Cugia, Il mio primo dopo guerra di Massimo Zamboni, e appena iniziato L'isola del giorno dopo di Umberto Eco.
Spulcio la newsletter di Wu Ming e trovo il link a www.carmillaonline.com dove si fa riferimento al solido sudiciume (neo)fascista. Continuo a scartabellare il sito e mi imbatto nell'articolo "Parazzoli lancia una bomba nella waste land della letteratura italiana". Leggo e sgrano, mi incuriosico a questo Parazzoli e al suo attacco alla classe scrittrice italiana, ai vari Melissa P. e Moccia. Scalpito sotto la scrivania dalla volgia di leggere il suo articolo, mi accontento per ora di questo che ne commenta e tesse le lodi.
Mi trovo finalmente soddisfatto e in qualche modo capito. Compreso da un perfetto sconosicuto -con il quale molto probabilmente non condividerei più di tre o quattro autori-, convinto di non aver sbagliato strada se oggi leggo di tale Parazzoli che con parole ed espressioni adatte al suo ruolo spregia certi waste books e relativi waste auhtors non esclusivamente per i temi o per la (non) lirica ma soprattutto per quella «incapacità o impossibilità di sfondare la parete invisibile, ma indubbiamente esistente, che immette nella dimensione che si spalanca oltre la fittizia realtà quotidiana; di tuffarsi oltre la parete e scoprire l’assurdo, lo stupore, lo scandalo di un’altra realtà, assai più vasta di quella materiale tra cui i corpi nascono, vivono e muoiono, con o senza frettolosi quanto edificanti riferimenti a un Dio».
penso, rimugino, sorrido.
sfondare la parete, la parete...
Pranzi protoprofessionali
Eccomi qua. Un appartamento al terzo piano di un palazzone del quartiere Cinecittà-Don Bosco. Oltre al sottoscritto tre ex-colleghi, oggi amici. Si chiacchera mentre Zaz si strozza con il peperoncino d'origine prettamente calabra. Si scambiano le idee su quello che potrebbe essere il futuro lavoro -singolo o di gruppo, potenziale o solo congetturale. Si deglutisce assaporando la deliziosa pasta ricotta, melanzane e olive nere.
L'ospitalità è ai massimi storici, come si conviene ad un qualsiasi abitante del sud. Il Gallo è pressocchè un signore, la Dimel si danna per non essere più allenata alla comprensione dei doppi sensi "maschilisti, sciovinisti, sessisti, etc.", Zaz è il solito tranne per le digressioni relative il suo nuovo lavoro part time (unico italiano occupato presso un ristorante di prioprietà di egiziani!!), io mi diverto, mi rilasso e mi auguro che questi pranzi si ripetano sempre più spesso.
Il ragionamento non fa una grinza!
Trovata la casa. Una coinquilina lascia -dopo aver dato la parola-, il problema è trovarne un'altra...
Trovata la coinquilina altra, il problema è come trovare tutti quei soldi...
Trovato il modo per avere una dilazione del pagamento, il problema è il furto di buona parte di quei soldi...
Trovato il modo per fermare l'emorragia monetaria, il problema è come dividersi le stanze...
Trovato il modo per vivere tutti pacificamente, il problema è come traslocare tutta quella roba che infesta la casa delle tre coinquiline...
Trovato (forse, anche questo blog è in fieri dopotutto) il modo per spostare tutto in tempi e modo decenti, il problema è il lavoro..
Trovato etc., il problema è etc...
etc. etc...
Come la t-shirt di Marcel Duchamp inneggia, "Non c'è soluzione perchè non c'è problema", rovescio e faccio mia la seguente: se c'è problema c'è necessariamente anche la soluzione! Quindi in fin dei conti, perchè disperarsi? Fin qui all'aforisma non è stato trovato nulla da eccepire!
Ite missa est...