Gert Dal Pozzo

Chi sono

Utente: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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mercoledì, 31 gennaio 2007

Ore 17.03, finalmente ha chiesto scusa...non se ne poteva più!

Il mondo va a rotoli tra guerre, condizioni climatiche sclerotiche, politici in braghe di tela e caos furibondo.

Portogallo: si vota per l'aborto
Germania: si prosegue con la procedura di accusa agli agenti CIA
Arabia Saudita: due decapitazioni
UK: Cameron invita caldamente Blair a lasciare la sua posizione "nell'interesse della nazione"
USA: Bush annuncia lo sprint dell'economia alla fine del 2006

Italia: un NO! della Chiesa mi ridona il sentimento di appartenenza a qualcosa di sinistra (seppur temporaneamente) ma, soprattutto, lui ha chiesto scusa. Sì l'ha fatto, come un supereroe salva la situazione all'ultimo minuto, così mr B. mi ha risollevato chiedendo perdono alla sua Veronica.

Ah, che uomo!

postato da: gertdp alle ore 19:04 | link | commenti
categorie: politica e dintorni
martedì, 30 gennaio 2007

Circoli viziosi

Mancano 5 giorni al voto.

Tra 120 ore sapremo se le primarie saranno, almeno qua, uno strumento democratico oppure il medesimo simulacro politico-elettorale del 2005.

Ancora 7200 minuti per sbeffeggiarsi di chi ha offeso e di chi ha tramato alle spalle, o viceversa.

Infine, 432mila secondi per concederci una grassa risata, qualunque sia il risultato!

Dilagherà l'insoddisfazione in ogni caso,
quella di chi sa ma non può dire;
quella di chi può ma non lo fa.

domenica, 28 gennaio 2007

Oltre al precedentemene postato Il grande capo, le ultime due settimane ho potuto frequentare più assiduamente i cinema. Risultato: Apocalypto, The guardian e Manuale d'amore 2.

Lo so, il ventaglio non è il massimo dell'impegno, né del cinema d'essay, ma tutto sommato posso ritenermi soddisfatto delle quattro visioni.

Apocalypto
Il Mel internazionale ci stupisce ancora con i fiotti di sangue e con la citazione da manuale di teoria delle relazioni internazionali che appare all'inizio del film.
Devo dire che, se The passion aveva il suo perchè -dato il soggetto e lo scalpore attorno alla sua morte-, Apocalypto ci lascia un po' insoddisfatti in termini di moventi-per-la-violenza-gratuita. E' pur vero però, che la violenza (in termini complessivi) dopo tutto non è così esagerata, certamente a voler pensare ai nostri inquisitori e alle guerre di religione odierne non è che ci si possa scandalizzare più di tanto.
Tralasciando ai gossippari del Riformista le pinzillacchere sulla quantità di sangue, e spostando l'attenzione al significato del tutto in relazione con la citazione di apertura, il messaggio che Gibson da è forte: cosa sarebbe accaduto se spagnoli, portoghesi e inglesi avessero trovato ad aspettarli uno Stato forte e organizzato, non schiavo della mattanza scaramantica e oscurantista, e, soprattutto, non inerme perchè rivolto a sedare una popolazione affamata con tributi umani al dio sole?
Insomma, impara l'arte e mettila da parte: i romani si sono trovati asserragliati sotto i colpi di popolazioni emigranti dall'est proprio per lo stesso motivo, panem et circenses non producevano (e non lo fanno tutt'oggi) una classe politica coesa, nè un popolo forte, tanto meno incentivano lo sviluppo intellettuale della popolazione.
Peccato che anche Mel -come i suoi colleghi di origini britanniche- si faccia di sovente sopraffare dalla rambite!
Voto: 7. RSVP: Brave heart e Jar head...rigorosamente da vedere in sequenza, in mancanza anche un Robin Hood - principe dei ladri va bene

The guardian
Come traspariva dal trailer e dal cast, così come dal titolo stesso, questo film non lascia moltissimo spazio all'immaginazione. L'eroismo e l'orgoglio sono al centro di tutta la narrazione. C'è sempre un mancato padre per un mancato figlio e The guardian ne è la prova...almeno cinematografica.
Costner veste i panni del solito duro (un po' alla Bruce Willis)...ma non proprio il solito. La discesa agli inferi e poi la promozione nel paradiso dei "buoni eroi" è un must della cinematografia targata Hollywood, si sa, ma in questa pellicola qualcosa ogni tanto ridesta l'attenzione del pubblico grazie a scene meno banali di quelle che ci si poteva immaginare. La "leggenda del pescatore di uomini", incipit della pellicola, trova il suo giusto -ma eccessivamente svelato- eroe alla fine, poco prima dei titoli di coda, un sottile filo rosso che unisce il primo al titolo stesso: il guardiano.
Paraculata o azzeccatissima scelta quella di ricordare agli spettatori il ruolo della Guardia costiera USA nei giorni successivi al disastro di Katrina nel 2005. Sarebbe ora però che si girasse anche un film sui medici e volontari cubani che vennero inviati in aiuto della popolazione americana, dopo tutto, se U2 e Greenday cantano insieme per inneggiare ai "santi che stanno arrivando" perchè non strizzare l'occhio anche ai "comunisti che non vi mangeranno"?
Voto: 6 e mezzo. RSVP: Armageddon o Colpevole d'omicidio

Manuale d'amore 2
Effettivamente di gran lunga migliore del primo. Per fortuna a volte i numeri due non tradiscono le aspettative e per miracolo a volte vanno anche ben oltre le aspettative. Non solo, questo secondo capitolo di Manuale d'amore entra in punta di piedi in tematiche pesanti come macigni, alleggerendole ma al tempo stesso riuscendo a scuotere la platea che è rimasta zitta e attenta (il che a Roma è tutto dire) durante le scene topiche dell'episodio con la Bobulova e Volo sulla maternità (e fecondazione assistita) e di quello con Albanese e Rubini sulle unioni civili (percezione dell'omossesualità).
L'immagine della Spagna esce rafforzata. Il vecchio stato della Chiesa e del franchismo diventa in questo film il paese dei balocchi, dell'architettura contermporanea e della civiltà per antonomasia.
A prescindere però dai temi che si sviluppano, la pellicola mostra anche una profondità che nella prima si intuiva ma non si vedeva salire a galla.
Per un amante di Love actually è stato davvero un piacere trovare nella regia e nel cast tutto italiano un analogo mix omogeneo di sentimentalismo, comicità, realismo, drammaticità, durezza, intelligenza, impegno, leggerezza e surrealismo.
Ai bricconi che si aspettano dalla scena di sesso Bellucci/Scamarcio qualcosa di sconvolgente, mettetevi l'anima in pace. Mai assistito a peggior scena erotica...o presunta tale. Provare per credere!

Voto: 8 e mezzo - RSVP: Love actually

postato da: gertdp alle ore 21:34 | link | commenti (4)
categorie: lumiere
giovedì, 25 gennaio 2007

Hans si è perso!

Ieri sera, solito locale, solite luci soffuse, solito jazz.

Ancora il Morellino e il tagliere di salumi, la focaccia calda e il passito con cheese cake.

Di nuovo, purtroppo, c'è solo lo stop improvviso del racconto. Hans svanisce...mi sembra svanire...potrebbe farlo perchè ho iniziato a usare logica e razionalità e, come tutti saprete, queste due sorelle non legano affatto con genio e creatività...o almeno non in campi artistici come la letteratura.

Hans mi sfugge e con lui Giacomo Sarti...Mi chiedo quest'ultimo cosa dovrebbe rappresentare? Un mentore? Un vendicatore? Una canaglia o un eroe? Un salvatore oppure un boia al servizio dell'Internazionale?

Dopo tutto, chi salverebbe qualcuno per poi convincerlo a buttarsi a capo fitto in una spedizione folle, mettendolo su una nave battente bandiera polacca, dal nome francese e colma di contrabbandieri nel bel mezzo del ventennio fascista, partendo da una Venezia ancora scollegata dalla terra ferma, attraversando un Adriatico ancora pulito, diretti in una Turchia laicizzata a forza di deportazioni e massacri, aiutato da arabi egiziani doppiogiochisti sovvenzionati dalla Corona britannica per raggiungere una terra che a tutt'oggi non è di niente e di nessuno...o forse di troppi?


sopra: Francis Bacon, Study for self-portrait (1985) 

postato da: gertdp alle ore 17:11 | link | commenti (3)
categorie: to be or not to be, carrara 1

Summa della nostra affannosa ricerca e della vanità della stessa:

p.s.: rinnovo l'invito ad aprire 1 micro bar-gelateria in Giamaica. 2 foglie di palma da cocco come tetto, 3 pareti di legno e se ce la facciamo anche 4 fusti di birra.

postato da: gertdp alle ore 12:34 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, to be or not to be
mercoledì, 24 gennaio 2007

Stre-pi-to-so!

Ieri sera Il grande capo, scritto e diretto da Lars von Trier.

Inutile stare qui a discorrere e lodare l'indiscussa genialità del regista, ma questo film è fe-no-me-na-le.

Una commedia. Una commediola potremmo definirla. Intreccio semplice, narrazione lineare, dialoghi elementari, montaggio liceale, fotografia paradossale.

Poi però, concomitante a tutto questo, iniziano ad affiorare  il cinismo islandese e il sentimentalismo danese, le pause, Gambini e la sua Città senza camini, «l'idea è Dio, anche se fosse Hitler», la necessità di sentirsi amati e al centro dell'attenzione, la goffagine di un attore che recita la parte di un attore che (im)personifica quella di un presidente che si presume finga di essere gay che torna a recitare lo spazzacamino........

Ancora, in maniera ossessiva, Gambini...«qualcuno dice fosse del 1968 e non del 1969».
Il finale tipicamente politically uncorrect e la chiusura dall'alto...un anomalo e scandinavo A ciascuno il suo.

Per la cronaca: l'immagine è tratta dalla scena probabilmente più esilarante...probabilmente.
postato da: gertdp alle ore 14:08 | link | commenti
categorie: lumiere
martedì, 23 gennaio 2007

Stamane sveglia rimandata di una mezz'ora.

Denti, doccia e valutazione barba...no oggi no!

Scelta dell'abbigliamento e della calzatura.

Cazzo, è tardissimo!

In effetti sono circa venti minuti in ritardo sulla tabella di marcia e così mi trovo a infilare la testa nel collo del maglione di lana mentre su La7 va in onda Omnibus l'ultimo 1/4 d'ora.

Pancani intervista Emanuele Bevilacqua socio fondatore di Giudizio Universale, un mensile che recensisce tutto il recensibile...insomma una Platinette formato cartaceo, uno Sgarbi sfogliabile, un utile mezzo di didattica critica e analitica per esercitarsi e divertirsi a leggere le abluzioni (non proprie) dei peccati (altrui), la catarsi liberamente imposta.

Credo che lo comprerò...Ah il potere della pubblicità marchettara!

postato da: gertdp alle ore 21:01 | link | commenti
categorie: letture, to be or not to be, carrara 1

Facciamo un gioco gioco!?

D'accordo, Thaisy mi ha invitato a giocare e richiamato all'ordine ricordandomi l'assoluta necessità di farlo.

Regolamento
Il primo "giocatore" inizia il suo messaggio con il titolo "Cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono scelte per continuare il gioco devono indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticare di lasciare un commento nel loro blog che dice "sei stato scelto" (si accettano commenti).

Cinque "MIE" strane abitudini

1. Lavo i miei capi solo ed esclusivamente con il Bolt al profumo di mandorlo in fiore.

2. Quando vado al bagno ci resto almeno mezz'ora, faccio parte del clud dei Bollini rossi sulle cosce.

3. Ho gli occhiali ma quando parlo con qualcuno lo guardo sempre da sopra le lenti.

4. Ragiono tra me e me dandomi del "noi" ("allora, adesso facciamo così", "che nedici se andiamo là", etc.)

5. Quando mi lavo uso solo saponette.

Visto che questo deve essere qualcosa di simile ad una catena rivolgo l'invito a giocare a scapigliata rompipalle, cavallopazzo, mareburrascoso, puteolan e easyflowers

postato da: gertdp alle ore 12:24 | link | commenti (5)
categorie: to be or not to be
domenica, 21 gennaio 2007

La guerra dei temi è sorprendente nei suoi risultati!

Cultura vs Pari opportunità: 5 - 1

Sanità vs Turismo: 8 - 0

Porto vs Presentazione calendario: 9 - 1

Attendiamo i risultati di Formazione vs Marmo e Giovani vs Ambiente

Meno 14 e come postato in precedenza oggi definisco la mia ipotesi. I segnali che provengono sono più che positivi anche se visto il tipo di competizione e le condizioni sociopolitiche e antropologiche ci sono ancora punti oscuri che però non precludono una proiezione: noi primi o secondi con, in entrambi i casi, un ristrettissimo gap.

postato da: gertdp alle ore 21:39 | link | commenti (1)
categorie: politica e dintorni, carrara 1
venerdì, 19 gennaio 2007

Sono estremamente convinto che stiamo perdendo la presa. I consulenti sui clienti e i clienti sul bacino elettorale.

Qualcuno rema contro? Le condizioni non sono delle migliori? C'è difficoltà a bucare la barriera di disagio e rassegnazione?

Non lo so ancora, mi sono dato domenica 21 come termine ultimo per capirlo definitivamente. Ma siamo a soli 15 giorni e non c'è tempo da perdere.

E' solo che ad aguzzar la vista non si scorge nulla, un bagliore forse, un leggero luccichio lontano, debole, evanescente, a tratti. Non mi piace, sembrava tutto distintamente definito e visibile.

Le proposte scivolano via. I progetti cestinati. Le analisi accettate solo se confermate da qualcun altro.

Qualcosa sfugge e mi sembra di aver capito cosa. Due giorni ancora e poi lo scriverò sui muri!

Qualcosa sfugge.....e nel calderone qualcosa d'altro ribolle...

postato da: gertdp alle ore 20:14 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, to be or not to be, carrara 1