Gert Dal Pozzo

Chi sono

Blogger: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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venerdì, 30 marzo 2007

Die(tr/g)ologie...

Apc-ARGENTINA/ MARADONA RICOVERATO D'URGENZA: "SQUILIBRIO CARDIACO"
Trasportato in ambulanza in una clinica di Buenos Aires
Buenos Aires, 29 mar. (Ap) - Diego Armando Maradona è stato ricoverato d'urgenza in una clinica della capitale argentina dopo essere stato colpito da uno "squilibrio cardiaco". Lo riferisce la clinica in un comunicato. Maradona, 47 anni, è arrivato in ambulanza alla clinica Guemes, nella capitale argentina, seguito, qualche minuto più tardi, dalle due figlie, Dalma e Giannina, come ha mostrato la televisione locale. L'ex-calciatore "è stato ricoverato in clinica per subirvi una serie di esami medici in seguito al malore che l'ha colpito oggi" ha dichiarato la clinica in un comunicato. Non è stato diffuso alcun altro particolare, ma è stato tuttavia precisato che il "malore non è legato a un consumo di droghe pesanti".
Nei giorni scorsi, i giornali argentini avevano rivelato che Maradona è ingrassato e pensava di prendersi una vacanza in Svizzera per cercare di perdere i suoi chili di troppo. (Ard 29 mar 07 - 05.00)

Apc-CINEMA/ DA OGGI AL CINEMA IL FILM DI MARCO RISI SU MARADONA
Si intitola "Maradona la mano de Dios"
Milano, 30 mar. (Apcom) - Esce oggi nei cinema italiani il film di Marco Risi "Maradona la mano de Dios". La pellicola racconta la storia umana e professionale del Pibe de oro, uno dei giocatori più famosi e ammirati di tutti i tempi. Il ruolo del calciatore di Buenos Aires è stato affidato a un attore italiano, Marco Leonardi. Per il resto, Risi si è affidato a un cast argentino, in cui spiccano Julieta Diaz (Claudia) e Juan Leyrado (l'ex procuratore di Diego, Guillermo Coppola), con l'unica eccezione del cameo di Pietro Taricone, nei panni di un boss napoletano. Il film, che si sviluppa come un lungo flashback, mostra al pubblico l'intera parabola del calciatore: dagli allenamenti del piccolo Diego Armando Maradona sui fangosi campetti di calcio della periferia di Buenos Aires all'esordio nelle squadre argentine, dalla vittoria al Mondiale con l'under 17 al trionfo con il Napoli, dai guai con il fisco italiano al ricovero per l'abuso di sostanze stupefacenti. Il titolo del film riecheggia poi la famosa partita tra Inghilterra e Argentina nei mondiali di Messico 1986. Maradona segna un gol con la mano: "È stata la mano di Dio" dirà ai giornalisti. (Del 30 mar 07 - 11.29)

Delle due, l'una: o, come dicono, la fortuna aiuta gli audaci, procurando un malore e una condizione non troppo lontana dalla morte del protagonista di un film che verrà proiettato nelle sale il giorno dopo il ricovero dello stesso; oppure, c'è una talpa nello staff del Pibe.
Un infiltrato capace, addirittura, di condizionare la salute del calcaitore....e, magari, tanto per rimanere nel solco tracciato da Saviano, la talpa si scopre essere un affiliato del clan Di Lauro, clan al quale hanno arrestato il boss proprio qualche girono fa, clan che, si diceva, intratteneva con il campione argentino-partenopeo un rapporto al limite della legalità.

Vuoi vedere che la trama è molto più ingarbugliata di quanto sembri?

postato da: gertdp alle ore 15:28 | link | commenti
categorie: dietrologie
giovedì, 29 marzo 2007

Alcuni colloqui sono stancanti. Questi, addirittura ammorbanti. Certo che non mi va di sapere come la pensi e cosa hai da dire, in un altro contesto forse, in un altro momento probabilmente, in un'altra vita sicuramente, ma non ora, non qui, non oggi.

Eppure sorrido, senza scoprire il ghigno. Sorrido e recito la compiacenza del nulla. Ripeto ossessivamente "Certo..., ovvio..., chiaro..., giustamente..., già, già..., anche se..., tuttavia..., opinabile". Li mastico e li sputo come facevo da piccolo, quando mi infastidivano i nervetti delle fettine cotte in padella. Mi auguro, biascicando, di azzeccare il momento giusto per depositare le varie allocuzioni.

Spero di non essere colto in flagrante, mentre con lo sguardo fisso sulla bocca dei miei smaniosi interlocutori, vago impercettibilmente tra progetti di vita e di lavoro, tra il film che vorrei andare a vedere con Topi stasera e il pranzo che dovrò fare domenica a casa di Mifrà -si, lo so che non si scrive con la "M", ma io preferisco così- e consorte, tra le camicie che si stanno accumulando e il motorino che vorrei sistemare meglio -come dopo tutto il alvandino della cucina e i cavi volanti della fibra ottica-, tra una sbronza amicale, che in verità non prendo da molto, e i film che avrei sempre voluto scaricare e dei quali oggi non ricordo più i titoli...

postato da: gertdp alle ore 17:33 | link | commenti
categorie: to be or not to be
mercoledì, 28 marzo 2007

Tesserino/3

Il badge azzurro, nella variante turchese per alcuni, indica le agenzie stampa, il cuore del sistema giornalistico e informativo nazionale.

Alla sinistra appena si entra c'è un'intera sala adibita a Rai Parlamento e Ansa. Sul versante opposto, ammucchiati come soldati di ventura dopo l'ultimo scontro all'arma bianca, bardati come i crociati all'assalto della Gerusalemme, una città santa mediatica, un manipolo di eroi e scansa fatiche, di santi peccatori. Gomito a gomito, i giornalisti delle altre agenzie, delle redazioni nazionali, scrutano i monitor e i fogli volanti, friggendosi i timpani a forza di parlare ala cellulare.

Finora ne ho conosicuti tre, due dei quali di Libero. Di tutti ricordo solo il nome dell'ultimo, quello con cui oggi abbiamo pranzato. Nel cortile interno, sotto i gazebo ricoperti di piante rampicanti, con sedie in metallo color antracite e schermi al plasma per seguire le sedute, stringo mani, sento nomi, sorrido e cerco di captare - con qualsiasi dei cinque sensi - notizie, informazioni utili, contatti, anedotti e nomi.

Giocare al finto spione/giornalista/PR mi rilassa, in fondo. Sento i nervi sciogliersi, la temperatura calare, il collo della camicia quasi non mi stringe più, le scarpe sono leggere e fresche.
Fisso un punto al di là del gruppetto di persone di gran lunga più esperte e rodate. Sorvolo le teste e le occhiate, rivolte al tesserino affisso alla tasca sinistra del jeans, che in realtà dicono "Ma chi è 'sto qui?!".
Schivo zigzagando con lo sguardo i personaggi che vivono in questo Palazzo come se fossero a casa loro...e penso, "ma non dovrebbe ognuno di noi sentirsi a casa propria in questo luogo-nonluogo?"

postato da: gertdp alle ore 18:47 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, to be or not to be
martedì, 27 marzo 2007

Manituana

E' uscito Manituana, l'ultimo romanzo dei Wu Ming. Finalmente, dopo due anni di attesa è stato pubblicato. Ovviamente i prolegomeni sono già stati divorati, i primi quattro ero a Carrara, seduto nell'angolo più buio e caldo della Vinaccia.

Ieri l'ho visto impilato alla Feltrinelli di Galleria Colonna (si lo so, oggi si chiama Galleria Alberto Sordi, ma la storia non può e non deve pagare dazi alla paraculaggine di un sindaco come questo). Copertina a sfondo bianco con sagoma in nero della Union Jack e su di essa di un pellerossa.

Lo attendevo con ansia, chissà se nella scatola delle mie identità plurime potrò inserire un altro nome, un'altra anima in cerca di contenitori avvezzi. Finito Gomorra metterò da parte - con il massimo rispetto - Sostiene Pereira di Tabucchi e La pecora nera di Celestini, mi recherò alla prima libreria disponibile e acquisterò Manituana...non vedo l'ora!

postato da: gertdp alle ore 16:26 | link | commenti (1)
categorie: letture, to be or not to be
lunedì, 26 marzo 2007

Ore 9:05. Porta Metronia - Uffici del Vicario in 18 minuti...sei dei quali passati a cercare parcheggio.

L'essere motorizzati è un altro mondo, anche se mi toglie il piacere della lettura circondato dall'olezzo delle ascelle pezzate e dei vari dopobarba. Da quelli pungenti, all'odore mentolato e corposo degli eau de toilette piùchic.

Tuttavia, mi sono goduto il sole caldo sulle spalle e le vie intorno al Palazzo ancora addormentate, con le serrande chiuse a metà e i turisti più mattinieri, già in shorts e polo rigate.

Qualcuno mi ha già chiesto una "romantica" passeggiata sotto il cielo stellato, al tramonto rosso che fa capolino dietro il cupolone...vedremo.

postato da: gertdp alle ore 19:09 | link | commenti (2)
categorie: to be or not to be
domenica, 25 marzo 2007

La guerra senza se e senza ma

300 si apre con una voce fuoricampo che introduce la cultura spartana e quei particolari di cui tutti si è stati bramosi, forse anche troppo, durante le elzioni di storia della prima media.
La selezione dei pargoli, il duro allenamento, l'agogè e poi l'ingresso a pieno titolo nella società, come guerrieri, come soldati.

300 nasce dall'omonima graphic novel di Franck Miller, lo stesso di Sin City. Le imprecisioni storiche e le superficialità da fumetto piuttosto che da manuale di storia antica non passano inosservate. Se ne Il gladiatore le inscrizioni in latino erano completamente storpiate, in 300 c'è una generale distorsione della realtà, per giunta del tutto squilibrata nei confronti degli spartani.

I persiani di Serse sembrano scimmiottare alcuni soldati presenti tra le orde di Mordor, oscuro Signore degli anelli. Serse stesso, d'altronde, si mostra come una paradoia del misticismo asiatico e, particolarmente, di quello indoeuropeo. Il suo harem e i suoi accoliti sfiorano il grottesco, quasi a ricordo dei personaggi indiani di Sono un fenomeno paranormale del nostrano Alberto Sordi.

Passi per la sceneggiatura e per le distorsioni storiche il problema fondamentale di 300 è l'uso spudorato dei concetti di onore, nazione, guerra, libertà e morte. Concetti, contenitori, immaginari che nel 2007 non dovrebbero essere considerati in maniera così superficiale.

L'idea di guerra, combattuta da Leonida, in nome della libertà e della democrazia, per la patria e l'onore spartano rimbombano spesso nelle orecchie degli spettatori, in maniera crescente e assordante. 
Ovviamente, una volta iniziata, la guerra non la si può abbandonare, almeno non prima di morire o di vincere completamente. Altrettanto ovvio, la guerra diventa così un mezzo nobile per risolvere le controversie tra i popoli.

Al solito, c'è un buono (il protagonista) e un cattivo (l'antagonista), gli amici del primo e i servi dell'altro, una donna rispettabile e altera da una parte e un manipolo di sodomite lascive dall'altra, un traditore per entrambe le parti, uno che segue solo il mero interesse particolare, l'altro spinto dalla società e dalla frustrazione.
Il buono muore, come la Storia vuole, ma il cattivo perde moralmente la battaglia.

La colonna sonora è azzeccata e colpisce la pancia della platea. L'heavy metal o quello che è, si dimostra perfetto per il ritmo e le scene della storia. Voto: 6 =

postato da: gertdp alle ore 23:51 | link | commenti (1)
categorie: lumiere
venerdì, 23 marzo 2007

Ormai nella sala, seduti, eravamo  solo noi tre. Gli altri stavano rovesciando le sedie sui tavoli, spazzando e lavando a terra.

Topi aveva anche terminato la pulizia di fine serata del bancone. Fraga parlava con il Maitre, gli parlava del marketing (questo sconosciuto!), attingeva alla PNL, almeno è quello che mi sembrava facesse. Il Maitre a ridosso del tavolino ingombro di briciole ascoltava assorto, ogni tanto si voltava a guardarmi, la faccia stupita, annuiva e tornava con la faccia a Fraga.

Io vagavo nei miei pensieri, guardavo Topi, pensavo al più e al meno, al week end alle porte, al lavoro e ai progetti. Tra un volo pindarico e un tonfo icarico ho captato una frase del Maitre: "Sicuramente è un settore che lavora di idee, ci sarà anche il rischio che le rubino!"

Mi volto, guardo Fraga, strabuzzo gli occhi e di rimando sorrido, mesto e pesto: "Non si corre il rischio, è proprio così, rubano le idee...noi siamo reduci da un furto...uno dei tanti". Fraga mi guarda con il solito sguardo da buon democristiano ateo, compensivo e confortante. Fa spallucce e riporta il colloquio sulla strada maestra, sa che le mie digressioni polemiche e i case histories di riferimento potrebbero durare secoli.

postato da: gertdp alle ore 16:35 | link | commenti (3)
categorie: to be or not to be, dietrologie
martedì, 20 marzo 2007

Nell'era delle primarie, la società civile, nella fattispecie Gino Strada, ha dimostrato ancora una volta le sue capacità difronte allo stallo e, in taluni casi, al vacuum politico.

Ulteriore considerazione. Con tutta franchezza, i talebani non possono essere messi da parte nella conferenza di pace o nei prossimi tavoli negoziali. Così come fu per l'Uck e lo Sinn Féin, così come è per l'Eta, così come dovrebbe essere per l'Enlz e per gli sciiti in Iraq.

E' vero che i talebani, intesi come organizzazione politica e militare, sono un'invenzione post cold war generata a cascata dalle dinamiche sovietico-statunitensi ma, pur essendo di recente costituzione, sono estremamente radicati nel tessuto sociale, culturale e religioso.

Deviazioni fondamentaliste a parte, nessun "democratizzatore" avrebbe dovuto escludere i vertici taliban dalle trattative e dai negoziati.

postato da: gertdp alle ore 11:58 | link | commenti (2)
categorie: politica e dintorni
lunedì, 19 marzo 2007

Dietrologia/3

Quale relazione intercorre tra la liberazione di Mastrogiacomo e le dichiarazioni sui giornali di Fassino a favore di un tavolo di trattative al quale far sedere anche i talebani?

Se ci fossero reali rapport tra i due avvenimenti, bisognerebbe ammettere che i talebani hanno una capacità diplomatica estremamente migliore di quella dimostrata da Washington. Parigi, Londra, Roma, etc.

Insomma, a farci due conti in tasca, con carta e penna alla mano, noi che si masticca di politologia e relazioni internazionali - piuttosto che di politica -, non potremmo che realizzare una matrice con evidente punto di sella, sul modello di John Nash.

postato da: gertdp alle ore 15:32 | link | commenti (1)
categorie: politica e dintorni, dietrologie
venerdì, 16 marzo 2007

Odg di venerdì 16 marzo 2007

1. Il nuovo ufficio in piazza dell'Esquilino, una riunione che sapeva tanto di aprile 2006, un approccio chiaramente diverso, forse più maturo, meno utopistico.

2. Il passaggio di proprietà stilato da un russo o ucraino, forse bielorusso, dall'alito particolarmente alcolico, un motorino 125 cc, nero e leggero, scattante ma con un freno eccessivamente funzionale.

3. Un pranzo alle spalle di piazza di Spagna, pizza, birra e commenti vari. Lamentele e rimestare continuo di termini e concetti dal contenuto, aihmè, sempre più labile.

4. Una lettura veloce dei quotidiani (alle tre del pomeriggio è davvero scandalosa!), uno sguardo alle agenzie, documenti, mozioni e i preparativi per lunedì.

5. Si spera, nell'attesa che B. finisca di lavorare, una sbronza colossale con Peppino e Ciop, magari anche Army, Thaisy e, ancora, con la Dimel e Leo. Insomma, tutti insieme appassionatamente...

postato da: gertdp alle ore 19:05 | link | commenti (1)
categorie: to be or not to be