INTONSO
...e il resto non conta più...una parola urlata nei vicoli di Roma, tra il Pantheon e Torre Argentina, mentre lui sfumacchiava un mozzicone di sigaro e io entravo nel forno che fa i bombolini alla nutella più buoni in assoluto!
Intonso, come dire pulito, candido, inutilizzato (ma non come se lo fosse davvero), come la bibbia di Gutenberg, come -avrebbero dovuto essere- i libri di Melissa P., come il Corano che comprai nel 2001 e che riposa in qualche meandro del S. Anna...
...semplicemente intonso
Appunti di viaggio
«Sì, insomma, domande su tutto lo scindibile...e perchè no, anche sullo scibile...che però potrebbe essere anche scindibile, no?»
«Sì, abbiamo messo su un bel tavolo, vedrai, che lo promuoviamo...Si, si, andrà avanti e realizeremo tutto...Si, lo so, mo stanno 'ste elezioni ma chi se ne frega, si ferma tutto per un mese ma poi si riparte e riusciamo a farlo senza problemi...Si, si, tutti tutti, machè, quelle so' chiacchiere, alla fine ci stanno tutti, figurati»
«Tu però a B. non dire niente. Si, non le dire che sono innamorato, non lo so ancora...No, mi manca quel pezzettino...Ah, bene, vorrei presentarle il dott. V., uomo vicino...pappone!»
No, non sono diventato matto, sono stralci di conversazioni,
personali e non, che mi ronzano nella testa dall'ora di pranzo...
che volete, ve l'avevo detto che non ho ispirazione ultimamente.
Che volete che vi dica? Tre giorni senza ispirazione, manca la spinta e mi sono accorto che la produzione bloggica è inversamente proporzionale a quella lavorativa. A volte invece sono del tutto indipendenti l'una dall'altra, altre volte addirittura direttamente proporzionali.
Però scorgo una sorta di interdipendenza, un filo rosso, che in qualche modo descrive la leva, l'influenza, il peso che una cosa ha sull'altra e viceversa. Me ne accorgo e, in tutta sincerità, non cerco di combatterla.
Quello per cui provo più fastidio, in realtà, è l'assoluta assenza di ispirazione quando vorrei scrivere di Hans Ridolfi e Giacomo Sarti, delle decine di personaggi che hanno affollato i file Word e che non hanno ancora un nome, vite create e abbandonate, mai distrutte però...ché a distruggerle si commetterebbe peccato mortale!
Il problema è il contesto emotivo, quando sono solo, quando apprezzo la Solitudine e ne colgo le sfumature, i lineamenti evanescenti, la sagoma confusa, allora mi sento pronto per la scrittura.
Una cascata a rovescio che parte dal cuore e scroscia nella testa. Un fiume ricco di rapide e argini frastagliati, rocciosi, ricco di pantani e lagune confinanti, dal cerebro, filtro delle emozioni, si allunga fino alle mani e alle dita...la tastiera ne diventa vittima lasciva. Accarezzata e picchiettata, sfiorata e percossa, febbrilmente osservata e poi bistrattata...
La scrittura in un angolo di una stanza in penombra, seduto in poltrona con il laptop sulle ginocchia, finestre chiuse e silenzio spettrale, oppure al tavolo di un pub, chiasso e musica, avventori allegri e alticci tutt'intorno, luci soffuse e pareti pastello, ancora, una scomoda sedia di metallo, sala d'attesa di una stazione ferroviaria, un taccuino sberciato, clochard ronfanti e bambini sgambettanti, viaggiatori scomposti e pendolari in fuga, o, come accadde anni addietro, il gabbiotto di una caserma, naso gocciolante e piedi freddi, fucile a tracolla e animo mesto, fogli scoloriti fitti di appunti e orari, penne dozzinali dai tappi perduti.
L'ispirazione, quella che oggi mi manca, la Solitudine quella che non c'è...
Revisionismi post mortem
la storia ha il brutto vizio di ripetersi
Boris Eltsin è morto. Attacco cardiaco, forse cirrosi epatica o due granelli di polonio nella mela cotta, chissà. Quello che resta è il ricordo delle persone che l'hanno conosciuto e studiato, qualche esempio:
«Sarà ricordato per il significativo contributo dato alla fine della Guerra Fredda e per il suo impegno per la diffusione della libertà politica ed economica in patria e all'estero». Condoleeza Rice (Segretario della Difesa, Usa).
«Era un uomo formidabile ma anche dai formidabili errori. Riuscì a giostrare tra deputati e militari, pur non esitando a ricorrere alla forza. In pubblico faceva degli show ma in privato badava ai risultati. Penso che alla fine la storia darà un giudizio molto positivo di Eltsin, nonostante le sue pecche. Seppe gestire uno dei più importanti e positivi passaggi della politica moderna: lo scioglimento dell'Urss, la fine della guerra fredda, l'integrazione della Russia nell'occidente. Per la prima volta gli equilibri di forze internazionali cambiarono senza bagni di sangue». Strobe Talbott (ex sottosegretario alla Difesa, Usa).
«Boris Eltsin è stato il padre della democrazia nella Federazione Russa». Silvio Berlusconi (ex Presidente del Consiglio, Italia).
«E' stato un uomo del trapasso, che è riuscito a traghettare l'Unione Sovietica nella Russia in un momento difficile. La prima parte è stata eroica, la seconda invece più sofferta. In ogni caso, è riuscito a conservare l'integrità del Paese in un passaggio abbastanza complesso». Romano Prodi (Presidente del Consiglio, Italia).
Eppure, quando studiavo per la tesi sui rapporti russo-statunitensi nel decennio post cold war, non mi sono mai imbattuto in analisi così positive. Si parlava di lui come di un beone pronto a giocarsi l'impero post sovietico per un bichciere di vodka gelata (è pur vero che c'è chi l'avrebbe scambiato per un cavallo o un piatto di fagioli, ma vuoi mettere?).
Addirittura, di lui nessuno capiva la strategia priva di senso logico e di continuità. Coerenza pareva fosse un termine inusuale per la cultura russa. E, sinceramente, l'unica cosa degna di nota è stato spillare centinaia di milioni di dollari all'amministrazione Clinton e Bush sr.
Visto l'andazzo attuale e quello dei dieci anni successivi al tracollo sovietico, non credo sia possibile accettare l'elogio di Boris anche se, visto quello che hanno fatto con Bettino & Co., ritengo ci si trovi ad un livello già abbastanza basso di sopravvalutazione del caro vecchio politico del Cremlino.
Se tanto mi dà tanto, onore e gloria a Marco Biagi,
al quale, all'indomani dell'assassinio,
sono state rivolte più critiche e commenti negativi
che elogi e chicchiere sporpositate.
Numerologia soddisfacente
ventiduezeroquattroduemilasette
3 scodelle di zuppa di miso, 8 salsicce di maiale alla piastra, spellate e schiacciate. 1 cucchiaio di maionese al curry e 1 cucchiaio di maionese senza uova (rigorosamente biologiche), 1 cucchiaio di ketchup, 8 fette di pane tostato in forno, 10 pomodori pachino tagliati a spicchi da 4 ognuno e 1 birra chiara a media gradazione.
In tv Harry Potter e la camera dei segreti. Pantaloncini corti, t-shirt e infradito, finestra spalancata e ancora l'odore del ferro da stiro. 6 camicie stirate, 3 misurini d'acqua riempiti, 4 pantaloni piegati, 9 boxer neri e 1 grigio, 4 paia di calzini neri e 2 paia blu riposte, 1 paio scartato causa 2 fori. 12 rutti, 1 numero imprecisato di parolacce e qualche risata. 2 dvd masterizzati, 15 film scaricati, 3 giornali on line consultati, 5 partite alla Play Station e dozzine di crucchi uccisi (virtualmente, si era in guerra), 10 pagine di Manituana lette, 3 sveglie impostate nel calendario del cellulare.
Numericamente parlando ho passato una bella serata...
Corsa per le vie di Roma insieme al compagno runner Cavallopazzo. L'orario non è dei più opportuni, le 12 sotto il sole cocente, avvolti dall'aria profumosa di una domenica di primavera capitolina.
I turisti e i bambini, la manifestazione in costume del Natale di Roma (non il capodanno o il compleanno come ho erroneamente affermato tutto il giorno), gli sposi disseminati tra il Campidoglio e il Circo Massimo, gli scout Agesci che pregano in cerchio e l'assoluta convinzione che riviste come Men's Healt e varie dovrebbero essere censurate (questo è un messaggio diretto a Cavallopazzo, fermarsi ogni 1500 metri non è correre, chiediamo al massimo consigli a Claudio V.).
Torno a casa in una via più che deserta. Sono le 13 passate di domenica, chi non è al mare è seduto a tavola con abbacchio, pasta fatta in casa e altre prelibatezze della cucina nostrana. Topi studia, M.G. è a casa mente Misuò lavora.
Scelgo il cd, Iniziali Bi-Bi della Bandabardò, risale al lontanissimo 1998. Entro in doccia, acqua bollente e poi fredda, canto a squarciagola, chi mi conosce lo sa, non è cantare il mio, è strillare, urlare, arrochirsi la voce sotto un getto violento. Sputare fuori i rimasugli di energia o di tossine, gridare forte la propria gioia di vivere (a volte la propria tristezza), di stare qua invece che là, di esserci invece che no, di dirsi particolarmente soddisfatti anche quando non lo si è generalmente.
Sputo Hamelin Song, Cuore a metà e poi arriva lei, quella che non cantavo da anni, quella che senza senso non può essere declamata...Disegnata, un'immagine surreale che ogni volta accosto a una sorta di desiderata.
Disegnata
Devo finir di colorare il mondo che vorrei abitare
Un giorno, che piove, disegnerò sale
Con l'acqua del cielo mi farò il mare
Nascerà la sabbia per farci un altare
dove solo gli amici ci verranno a sposare.
Luna piena di gomma e falò
Con la faccia da mostro ti abbraccerò
Poi disegnerò una casa che sia grande da abitare,
che da davanti viene male.
Fermo il tempo
e il disegno dirà: baciami
Bandabardò
«Prego, vuol ballare con me?
Grazie preferisco di no. Non ballo il valzer con ardor, però...grazie
Prego, scusi...tornerò!»
Mancano i festoni, il duo con pianola e fisarmonica, il tintinnio dei bicchieri al brindisi, i balli nel centro e i tovaglioli bianchi di stoffa, spessi e sporchi di sugo...forse, se fosse stata davvero un'unione, una festa o qualcosa rivolto al futuro, ci sarebbe stato tutto ciò.
So solo che i Ds hanno cominciato ieri, i Dl oggi e io sono già sazio...di retorica, di pelle d'oca, di emozioni risalenti al lontanissimo 1996 (quando, con Peppino, lanciavamo le mollette dal balcone di Arcy contro il sindaco di An), di una voce amica -rotta dalla commozione- che al telefono mi chiama "compagno".
Fassino, mi dispiace, sei come i prigionieri musulmani che i crociati legavano sulle pareti delle torri durante l'assedio di Gerusalemme: uno scudo, seppur esile. D'Alema, che dire, come al solito provo un becero piacere nell'essere preso per il culo da te piuttosto che da altri. Mussi, per quanto tu abbia guardato più al passato che al presente e al futuro, sei stato grande. Rutelli e Melandri: belli ma inutili! Prodi, te lo auguro, ma davvero credi di fare il mega leader (governo, Pd, centrosinistra) fino al 2011?
Ratzinger, togliere dal limbo i bambini morti prima del battesimo e buttarci dentro omosessuali e, in generale le coppie di fatto, è una scorrettezza sia in termini numerico-statistici, sia etico-morali. Una volta la chiamavano "politica del bastone e della carota", ma allora c'era lui e «si potevano lasciare le chiavi attaccate alla porta e dormire sogni tranquilli»...
Tra Caterina di 23 anni che studia fisica e il "compagno" Fassino eletto segretario dei Ds la vera starlette resta sempre lui...Silvio B.
CONGRESSO DS. ARRIVA BERLUSCONI, SICUREZZA IN DIFFICOLTA'
(DIRE) Firenze, 19 apr. - Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi e' giunto al PalaMandela di Firenze, dove si svolge il congresso dei Ds. Attorno al cavaliere una ressa di fotografi e giornalisti, con la sicurezza che ha difficolta' a contenere la folla. (Npe/ Dire) 15:18 19-04-07
Go west!
Fraga: Oggi comincia il congresso Ds?
Gert: Sì
Fraga: Andiamo a farci un giro?
Gert: E dove?
Fraga: ...Ah, è vero, sta a Firenze. Che sfiga, qua fanno quello Dl...
Gert: Già...
Conclusa la conversazione on line penso: "Alla fine ci divertiremmo anche al congresso della Margherita, ma vuoi mettere che figura di merda entrare in un congresso di questi? Metti che qualcuno che conosci ti vede? Come se da ragazzini t'avessero visto entrare in un sexy shop! Almeno in mezzo alla cancrena Ds, tra bile e romaniticismo self-portrait, seppur in lacrime per l'ennesimo distinguo e i soliti pirati dei Caraibi (ha ragione il Puteolan), potremmo sentirci a nostro agio, quanto meno vicini, insomma parte di un tutto (nebuloso e nebulizzato)..."
Firenze - Roma. Una Cosa tutta Tirrenica...e anche io -neofieramente Adriatico- inizio, come fanno gli sportivi americani, a considerare e valorizzare le differenze tra la East Coast e la West Coast, in un paese più lungo che largo, dove le coste sono divise da una dorsale sforacchiata...
...da me dicono che "te' la coccie sol' pe' sparti' le recchie!" (ha la testa che serve solo a tenere divise le orecchie), e questo Pd cosa deve dividere, da chi o cosa si deve distinguere?