Gert Dal Pozzo

Chi sono

Blogger: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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giovedì, 31 maggio 2007

La campagna è finita. Risultato apprezzabile, almeno a confrontarlo con quello delle scorse amministrative. Ovviamente il picco delle politiche deve essere considerato ma, suvvia, sarebbe eccessivo utilizzare il dato del 2006 per definire la performance del 27 e 28 maggio.
So che cavallopazzo ha vinto e ne sono contentissimo, meritava la vittoria sin da Melfi e finalmente è arrivata, con l'ubriachezza molesta che lo caratterizza e le operazioni “lib” che ne susseguono…e, mentre redigo queste due righe, vengo a sapere che si è meritato anche una menzione su un giornale locale (obiettivamente un po’ troppo lusinghiero con il rieletto Sindaco), bravo cavallino,mandalo a fanculo sto Saturno!
Quelli che non mi hanno voluto come ghost writer per la loro campagna oggi si trovano a dover fare i conti con il secondo turno di domenica prossima...provo sollievo e, quanto meno onde evitare di passare per la volpe che non arriva a l’uva, posso dire "Io non c'ero!".
Tornato in ufficio, quello che avevo ipotizzato è accaduto. La mia scrivania, e relativo pc, sono stati presi dalla collega che, in realtà, dovrebbe tornare nel suo ufficio originale. Io non me ne dolgo, lo status symbol della poltrona girevole con annessi e connessi è tipico dell'impiegato di medio rango e, sinceramente, non mi sento rappresentato da questo immaginario. Quello che mi disturba è piuttosto la nonchalance con la quale, al mio rientro, sia stata allestita la vexata questio “scrivania”…io ci riesco a lavorare da nomade, saltando di pc in pc, usando il mio laptop o cazzeggiando nell’ufficio amministrazione piuttosto che in quello legislativo o ancora in quello della vicepresidenza.
“Sti cazzi!”, mi dico. Però, che noia argomentare e considerare il parere di tutti gli altri. La rivoltosa: “Ma dovresti fartela ridare, non è giusto!”. La romantica paracula: “No, sei un vero gentleman, bravo…”. Il burocrate scaltro: “Riempi il modulo e fattene portare un’altra…”. E il sottoscritto: quello che vorrebbe starsene su una spiaggia tutto nudo e imperlato dal caldo, con una pinta di Bombardier o un balloon di Malvasia fresco, ad avere come massima preoccupazione la remota possibilità che un insetto lo punga sul pene!
Sorrido all’idea mentre mi elargisco in espressioni facciali interessate, rispondo addirittura educatamente – cosa che raramente faccio – mentre continuo a pensare agli insetti!
 
postato da: gertdp alle ore 16:54 | link | commenti (1)
categorie: to be or not to be, carrara 2
mercoledì, 23 maggio 2007

Aspettative dei cittadini-elettori
Terzo incontro di Circoscrizione. Una zona della città che ospita circa 30 mila abitanti è da considerarsi uan cittadina a tutti gli effetti, soprattutto se in questa periferia vivono poco meno della metà dei cittadini totali.
I candidati di lista dell'Unione (circoscrizionali e al Consiglio) prendono la parola, frammisti a rappresentanti di partito e a residenti vari. Inizia, non per propria volontà, una candidata dell'Ulivo: “Cosa dire del mio impegno...? Che mi impegnerò. Sì, mi impegnerò.... - poi continua - spero che il nostro candidato sindaco passa al primo turno per evitare altri compromessi... - e conclude - dobbiamo smettere di piangere da soli, in un angoletto, è ora di piangere insieme, riprendiamoci il nostro orgoglio e vinciamo le elezioni!”
Segue un signore dall'aria costipata: “Io, a quel coso lì [candidato della destra, nda], quando lo sento parlare di cultura metto mano alla pistola!”
L'apoteosi arriva il giorno seguente, alla chiusura del quarto incontro. Un uomo sui 40, pelle cotta dal sole, barba folta e capello ribelle, tutto sale e pepe. Canotta blu notte e pantaloni grigi, ai piedi calzettoni bianchi di spugna e ciabatte. Il candidato sindaco dell’Unione si alza in piedi e conclude: “Quindi, siamo qui con un programma che non serve a vendere fumo… - il quarantenne ringalluzzito con braccio sinistro teso in alto aggiunge: “Fumo? Fumo? Sì, se ce del fumo eccomi qua, bravo Sindaco, fumo sì, fumo!”…
I giovani ridono e applaudono, gli anziani si guardano smarriti, il sottosegretario al lavoro rivolge al candidato sindaco uno sguardo interrogativo che non trova risposta,
anche questa è campagna elettorale...
postato da: gertdp alle ore 11:02 | link | commenti (2)
categorie: politica e dintorni, carrara 2
giovedì, 17 maggio 2007

Ultimamente si parlava dei miei neuroni. Qualcuno dice che si può vivere benissimo con uno solo, addirittura anche se malconcio...Io avevo i miei dubbi, ma oggi lo posso dire: si può vivere anche senza alcun neurone!
Sono le 20.03, è appena scoccata la mia quindicesima ora di veglia e attività...mi chiedo se lasciarmi andare alla dolce carezza di un Aperol e gin, a quella di un bel calice di Malvasia fresco oppure a quella delle lenzuola di cotone che stamane ho lasciato stropicciate e alla rinfusa sul letto a due piazze...la scelta è ardua, le ultime pagine di Manituana ammiccano al mio fianco, capita sempre così, più mi avvicino alla fine di un libro e più ne rallento la corsa...

postato da: gertdp alle ore 20:12 | link | commenti (4)
categorie: letture, to be or not to be, carrara 1
domenica, 13 maggio 2007

1997

Chiudo con due mandate la porta di formica recante il simbolo del partito. Mi perdo in cerca della Uno bianca, per poi ricordarmi che è grigio metallizzata. La trovo. Poggio zaino e busta della spesa sul sedile accanto, accendo l'auto, mi accorgo dello stereo. Dentro un cd, si avvia la traccia n. 13, Certe notti di Ligabue.

Affiorano i ricordi di una primavera inoltrata, quella del 1997. Dieci anni fa ,circa, la patente e l'Alfa Sud bianca - quella lo era per davvero - di mio padre, c'era anche Ernestina I, la Panda 45 con il motore di una 112 Abarth ma senza l'ingranaggio della quinta marcia, un motore sacrificato sotto il piede di un neopatentato con nessuna voglia di correre ma con tanto piacere di fare il cazzone con gli amici per le strade del paesaggio abruzzese.
Ligabue cantava e noi sopra, la voce roca come la sua e la convinzione di essere "X", nè vivi nè morti, di sentirsi captati da questo emiliano paraculo che con i Modena City Ramblers aveva da spartire solo le origini e con i 99 Posse neanche quelle, con gli Afterhours poi...

Giunto a metà strada, al tornate più alto prima di scendere verso Massa, nel buio pesto della montagna, nella zona di pece che circonda il fascio di luce proiettato dalla Uno noto barlumi fluorescenti. Batto le palpebre, focalizzo, ancora, uno, due, tre, cinque, dieci, il costone alla mia sinistra ne è colmo, i guard rail allo scuro chiazzati con pois kitch...lucciole, lucciole vere, prive di culotte o striminxìziti reggiseni, di nessuna nazionalità europeorientale, nè sudamericana o africana, tanto meno asiatica o nostrana. Lucciole vere a ridosso della strada...
Ligabue termina, dal finestrino abbassato entra una fresca fragranza floristica, un odore frammisto, leggero e quasi balsamico che lascia dimenticare l'aria pesante e idrocarburica di Roma.

Lucciole, aria pedemontana e Ligabue, il 1997 non è mai stato così vicino.

postato da: gertdp alle ore 16:46 | link | commenti (5)
categorie: to be or not to be, carrara 2
sabato, 12 maggio 2007

Panico da requiem

Navigo, gertdalpozzo.splinder.com, aspettaunattimo.splinder.com, thaisy.splinder.com, massimiliano.ilcannocchiale.it, giardinierelibereso.splinder.com, Skype, Msn, Repubblica.it. Corriere.it, Guardian Unlimited, Gmail, Yahoo mail, Deejay.it, Skytg24.it, Telpress, 3 file Word, 4 file Pdf...le due ventole fischiano, apro un post di libereso, mi appresto a commentarne uno di batgirl, quando all'improvviso buio.

Lo schermo rimanda solo il nero, le ventole non girano più. Silenzio, a parte il latrato del cane (forse Carrara è l'unica città del centro-nord ad avere cani randagi ancora in giro in centro). Edmonde II emana segnali di vita solo dalle due spie verdi, quella della carica e quella dell'alimenazione via cavo.

Stacco la spina, il trasformatore ha ridotto l'adesivo che lo decorava in un accrocchio sintetico dal patetico colore giallo ocra. Scollego il cavo adsl. Riaccendo, lo schermo resta nero, le ventole partono all'impazzata...attendo fiducioso, niente. Tutto fermo tranne le ventole. Rovescio il laptop e faccio prendere aria, in questi casi ci vorrebbero i sali per computer, che so, una boccetta di silicio, una manciata di polvere atomica...attendo, mi vedo già chiamare santi e improbabili martiri...sulla targa scriverei

"Qui giace Edmonde II Toshiba Satellite, valido e leale compagno di mille avventure.
Sei entrato nella mia vita in un freddissimo e lontanissimo dicembre 2003,
ne sei uscito in un assolato e familydaystico sabato del maggio 2007...che sfiga!"

Poi attonito resto in panne...aspetto e alla fine riprovo...riparte, le ventole fischiano di nuovo ma lo schermo si accende, tutto ok, pare...(ora sto scrivendo con il fisso).

Mi impegno in un fioretto, giuro solennemente che se la Chiesa non farà più cazzate, non la criticherò più!

E sappiate che non è poco!!!

postato da: gertdp alle ore 20:29 | link | commenti (4)
categorie: carrara 2

Viaggi di viaggi

Il viaggio è stato piacevole. Purtroppo, però, ho avuto l'ennesima dimostrazione di essere affetto da sindrome "del viaggio in auto con semiscomosciuto".
Capita, infatti, di provare disagio, ansia da prestazione con eccessiva sudorazione, secchezza delle fauci e vuoto intellettuale alla partenza per un viaggio di diverse ore in auto con una persona che conosco quasi per nulla.

Se poi il viaggio ha un risvolto professionale, le preoccupazioni crescono, in barba alla mia capacità di fregarmene dell'opinione altrui. Capitò, ad esempio, circa un anno fa, di ritorno da Caserta. In auto io e Mr.President. Sperai per diverse ore che il viaggio non vedesse me e lui soli nell'abitacolo. La sensazione di passare del tempo in viaggio senza sapere di cosa parlare (certo c'erano la politica e la comunicazione), senza avere idea di come si sarebbe comportato il compagno di chilometri, nè la sua prassi, le considerazioni e la concezione del viaggio. Insomma partenza anche in quel caso agitata. Tanto ascolto e poi, liscio come l'olio, il resto del percorso.

Così è stato ieri. Aneddotti, ascolto, considerazioni, domande, risposte e conclusioni. Incipit e citazioni, voli pindarici e date, date che rimandavano ad altre, la storia d'Italia e quella d'Europa, la storia mia e quella di chi, allora, era al S.Anna, la storia quando la facevamo senza neanche saperlo, ma soprattutto la storia quando la facevano senza che lo sapessimo, la storia dentro e quella fuori, la storia del fare e quella del sapere. I paralleli e le opinioni, quelle dette e quelle lasciate morire in gola.
A riportarmi con i piedi nell'abitacolo il clacson di una Panda giallo canarino, alla sua guida un rabbioso, quanto abbronzato, pseudotronista, Ray-Ban a goccia e canotta nera, pelle squamata dal sole artefatto dei lettini e capello impeccabile, collane di finta bigiotteria dolcegabbanesca e cipiglio da pilota accanito, che alla tipica rotonda, dolce madre del caos stardale all'italiana, pretendeva precedenza.

Così, quasi cinque ore di viaggio sono passate veloci e a tratti refrigerate dal climatizzatore. A destra e manca scorci alto laziali e umbri, basso toscani con colli verdeggianti e pochi pascoli.
E ad un anno di distanza mi sono ritrovato a proseguire il mio viaggio surreale sulla fascia tirrenica (presente e professione) del mio mondo adriatico (passato e radici)...e se è vero che in medio stat virtus, allora tra Tirreno e Adriatico, la fa da padrone lo Jonio lucano...

postato da: gertdp alle ore 16:04 | link | commenti
categorie: to be or not to be, dietrologie, carrara 2
venerdì, 11 maggio 2007

Ultima ora a Roma prima di trasferirmi, almeno fino alla fine di maggio, a Carrara. La seconda volta in pochi mesi, una diversa candidata, un diverso ruolo, un ambiente simile ma profondamente scosso dai risultati delle primarie di febbraio.

Mi sento più cosciente e al tempo stesso ancora incerto sul da farsi. In un paio d'ore, ho redatto e coretto lo story board dello spot televisvo e di quello radiofonico. Per la prima votla anche Topi ha contribuito, dal punto di vista della persona totalmente disinteressata alla politica e, soprattutto, dal punto di vista psiclogico, alla correzione della bozza.

Parto e lascio il mio cuore qui, nella palazzina F al primo piano rialzato. Nella stanza singola ingombra di t-shirt e camice, pantaloni e cravatte, giornali, libri e dvd, cavi e penne, lenzuola aggrovigliate a disegnare ancora i nostri corpi ospitati fino a poche ore fa.

A presto.

postato da: gertdp alle ore 13:34 | link | commenti (3)
categorie: carrara 2
martedì, 08 maggio 2007

Credo, sinceramente, di essere vittima di un sovraccarico emotivo...forse lo scricchiolio proveniente dal retro delle tempie è prodotto dai neuroni che si disintegrano passo dopo passo...

 


...ne resterà uno solo?

postato da: gertdp alle ore 18:16 | link | commenti (5)
categorie: to be or not to be
lunedì, 07 maggio 2007

Il pranzo è stato l'ulteriore esperimento etnosociologico. Eravamo a Tor Pignattara, quartiere che, con mia grande sorpresa, ho raggiunto in moto da Porta Metronia molto più velocemnte di quanto immaginassi.

La trattoria non aveva un nome. Unico modo per ubicarla lungo la via, che sa di stradina di paese tanto quanto di vialone di collegamento a due arterie principali (questa la mistica urbanistica che caratterizza Roma), è "tra il primo e il secondo distributore Ip sulla destra".

Dentro, pareti imbiancate durante la breccia di Porta Pia. Il tipico rivestimento di legno copre la parte inferiore del muro. Odore di fritto e bistecche alla brace infestano l'intero locale. Ai tavoli facce da tagliagole e borseggiatori, appare tutto come se fosse un romanzo di fine '800, guerci, vecchi dal riporto leccato di fresco, famiglie taurine, orecchini d'oro giallo slargano i fori alle orecchie delle donne. Capelli unti e bisunti, bicchieri opachi e un giovane cameriere con evidenti problemi odontoiatrici.

Quando arriviamo noi il pesce è finito, gli antipasti non esistono, la pasta "se facciamo alla svelta" ce la fa fare subito, tutti strattonano il giovane cameriere e nasce anche un piccolo diverbio tra questo e il losco figuro che ci siede accanto. Il caffè servito rigorosamente in vetro con le palette di plastica per girarlo. L'apice della mestizia e della sopresa però lo raggiugiamo con il conto.
Ci arriva sul foglietto di carta che vedete qui sopra. Sbarro gli occhi, gli zeri dopo le prime cifre non li guardo neanche. Esclamo: "26 euro per due piatti di pasta? Questi so' matti!" Poi mi fanno notare che i prezzi e l'intero conto è in lire...lire? Lire, mi guardo a destra e a sinistra, sorrido, sghignazzo...lire?

Appongo data a comprovare l'assurdità del tutto. Piego scrupolosamente il conto. Paghiamo e andiamo via, il prossimo quadro sarà tutto per lui...

postato da: gertdp alle ore 18:50 | link | commenti (2)
categorie: to be or not to be

Nottataccia!

Dopo mesi ho accettato di dare una mano al ristorante in cui ho lavorato fino a dicembre. Sabato e domenica sera le ho passate dietro il bancone del bar. Con me un ragazzo, uno nuovo, pronto per l'affiancamento.
Una persona di quelle tranquille, almeno credo, con la voce bassa e un certo timore reverenziale patologico. Sì, magari un tantinello favorito dal sottoscritto...

Comunque, reggo botta sabato sera, mi diverto quasi. La sveglia domenica mattina, attraverso una chiamata...mastico invettive e giro la telefonata a Fraga, anche lui colto nel sonno! Dopo pranzo di ritorno da casa il sonno e la stanchezza hanno fatto capolino, ma tra un po' di Manituana e un po' de La Repubblica, l'ora e mezza di pausa che avevo s'è volatilizzata.
Al bar ho cominciato a sentire le spalle e i palmi indolensiti, i fusti di birra e le casse di acqua più pesanti, i piedi scomodi nella scarpe. Il ragazzo, al secondo giorno di affiancamento, mi rivolgeva domande a mitraglia, la risposta non si faceva attendere, approccio distonico frammisto a comprensione, pacche sulla spalla e frasi d'incoraggiamento. Qualche volta spillava birra con troppa schiuma, altre sbagliava a fare il caffè, ma nel complesso ha lavorato bene, almeno con la balia alle costole.

Abbiamo finito relativamente tardi per una domenica sera. Erano quasi le due, a letto con un paio di episodi di Scrubs terza serie, rannicchiato sotto le lenzuola, la stanza gelida (eppure siamo a maggio), il letto improvvisamente troppo grande, le coperte non riscaldano...chiudo gli occhi e la nottata passa lenta, compulsiva. Apro gli occhi una decina di volte, non riesco a concepire come possano passare così lentamente le cinque ore comprese tra le 3 e le 8 del mattino.
Attendo che il cellulare mi rimandi il suono della sveglia e intanto sogni di sogni (liberamente preso in prestito da Tabucchi) occludono la mente. Topi, il Palazzo, Carrara, Cavallopazzo e Fraga, lavoro, lavoro e ancora lavoro, la moto e la barca, Peppino e Army, tutto confuso, soldi e scarpe, giacche e jeans sdruciti, Manchester, Milano, Londra e Roma...il Campidoglio e il Circo Massimo, Tor Pignattara e San Giovanni...sogni di sogni e la sveglia non suona, sudo mi scopro e laria fredda si insinua nelle fessure stillando brividi, nelle orecchie la tv promana voci varie, stridono e confondono, cerco il telecomando pigio a casaccio...spalanco gli occhi, la serranda alzata e fuori ancora buio...questa notte non sta passando, a nuttata nun' pass' chiu... Poi, piano il silenzio, la calma, nè freddo nè caldo, la sveglia suona, apro gli occhi indolensiti, la luce entra forte, la tv è spenta, sbuffo, grugnisco, mi stiro.

E' lunedì, sono le 8.30 e ho già sbuffato, snocciolato imprecazioni varie, considerata una serie di scuse per non andare a lavoro, riflettuto sulle prospettive future e mandato un sms.

postato da: gertdp alle ore 15:44 | link | commenti (1)
categorie: to be or not to be