Gert Dal Pozzo

Chi sono

Blogger: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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martedì, 31 luglio 2007

comunicazione di (dis)servizio

a quell* che si infiltrato nell'account del blog, non so come tu abbia fatto ma una cosa è certa, sei un* cialtron*!!!

forse però hanno ragione Cavallopazzo e Fraga, prima l'attentato al motorino, poi questo...sto davvero diventando importante??? Che fissa! [mi stupisco anche del linguaggio ggggiovane]

postato da: gertdp alle ore 20:03 | link | commenti
categorie: to be or not to be, dietrologie
lunedì, 30 luglio 2007

Trapelar di notizie...

Nel cortile interno, per metà cotto al sole, per il resto accarezzato nell'ombra da una leggera brezza - che mi ostino ancora a capire da dove diavolo provenga -, la situazione è pesante, c'è un che di imbarazzante. Seduti sulla panchina di metallo verde scuro mi guardo intorno.

Calma piatta, ma il comunicato giunto a metà mattinata ha colto tutti di sorpresa, così come ogni lunedì il Palazzo sonnecchia, ma come a ridosso di un voto di fiducia l'aria è elettrica, gli occhi saettano come negli spaghetti western, un venticello fantasma schicchera le fronde mentre le mani fremono.

Come leoni nella savana quando passa un gruppo di gazzelle, la sensazione è analoga. Attesa infernale e prima ancora che l'immaginazione mi portasse alla battuta di caccia leonina nel continente nero, già in mente sfogliavo le pagine pregne de Il deserto dei Tartari...ancora una volta, l'immagine del sergente Drogo a ridosso del muro di cinta si fa più viva e vicina.

Scappiamo dal cortile, i giornalisti e gli altri addetti stampa ci seguono con lo sguardo tra chi vorrebbe ma non può, tra chi dovrebbe ma non vuole, tra chi potrebbe ma non osa...tutti lì a offrire il proprio ghigno squalesco, sperando di essere accolti a questa fucina di informazioni riservate nella quale siamo oggi cascati .

postato da: gertdp alle ore 16:16 | link | commenti (1)
categorie: politica e dintorni, dietrologie

Vox populi

Coffee break, io, M., 3 operai nel corridoio vista piazza del Parlamento.
Io: «Sai, alla fine pare che il bacio [gay, ndr] non fosse proprio un bacio anche se le associaizoni per il diritto degli omosessuali lo hanno ribadito nel kiss-in di ieri sera, sinceramente, i baci forzati ad oltranza mi sono sembrati abbastanza squallidi e poco funzionali. Questo comunque non cambia le cose, anche amoreggiando, una coppia etero non sarebbe mai stata fermata».
M.: «Si, bacio o no, non cambia nulla. Ieri, al centro commerciale, c'erano due ragazzini [etero, ndr] tutti avvinghiati, lei con gonnellino semi sbracato, lui con le mani che la ravanava. Insomma erano in mezzo alla gente e nessuno, come ovvio che ci si aspetti, ha reclamato».
Operaio 1: «Vabbè però ecco io non è che...cioè, io so' pe' a libberttà de tutti. A me tutti possono fa' quello che vogliono, nel rispetto delli altri. E' chiaro. Pperò, daj, io me so' trovato 'na volta in quel posto, per puro caso, eh. Mmma mia era 'na robba...guarda anche se sono pe' e libbertà, era proprio 'na robba da schifo. Cioè là ddavanti ce mancava solo che facevano sesso. No, così è troppo! Poi, guarda, io so' pure pe' i matrimoni, 'e unioni de fatto, ma pe' i fiji no. Quello no, e che è, er pischello che fa "questo è mi padre e questo è mi padre", no, così no. Però, ecco, io so' pe' e libberttà!».
Io: «Si ma è solo una questione di abitudine [avrei voluto dire cultura]. Vedere due eterosessuali che amoreggiano non scandalizza quasi nessuno, ma due omosessuali anche solo per mano...questo è il problema di fondo».

Segue vocio, poi M. ripete la storiella dei due ragazzini assatanati al centro commerciale. Operaio 1 non è convinto, ribadisce il suo pieno sostegno alla causa libertaria ma con i paletti della decenza e della pudicizia generali. Operaio 2 è, invece, a favore della teoria "un bacio non si nega a nessuno, ma qualcosa di più merita un intervento". Operaio 3 ci osserva sgomento, chissà cosa starà pensando.

Concludiamo bipartisanamente con un chiro richiamo all'esempio di Silvio Sircana - che io continuo a difendere, in quanto essere umano e non politico - e quello recentissimo di Cosimo Mele, esponente dell'Udc.

postato da: gertdp alle ore 11:19 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, to be or not to be, dietrologie
venerdì, 27 luglio 2007

musicapuana

Il cd mi arriva attraverso suo padre, con il quale da moltissimi punti di vista condivido un'intimità amicale analoga a quella che mi lega al figlio.
Sapere che non è così avvezzo a produrre supporti audio di questo tipo rende il valore del generosissimo orpello qualcosa di difficilmente descrivibile...scherzi a parte, il valore formale del cd si arricchisce di quello sostanziale rappresentato dalla produzione musicale del gruppo, i
Trikobalto.

Li ho sentiti nominare per la prima votla lo scorso maggio. La seconda occasione, avvenuta a distanza di poche settimane, li vedeva già famosi, per la partecipazione all'Heineken Jammin Festival e, soprattutto, per la involontaria quanto forzosa chiusura dell'evento. Se avessero fatto un pezzo in più, probabilmente ora si troverebbero, trasportati a forza di turbinii, nel magico mondo di Oz.

L'esibizione con i Mira Leon, in piazza degli Aranci a Massa, ha poi sancito il lancio del visionario Filodoro, un pezzo che riesce a farmi  provare sensazioni simili a quelle offertemi dalle strofe di Max Gazzé, Tiromancino, Vinicio Capossela, Mau Mau e Daniele Silvestri, in un mix, più o meno calcolato.

i ragazzi valgono, trust me...

postato da: gertdp alle ore 17:02 | link | commenti (1)
categorie: to be or not to be, stranezze poetico-musicali
giovedì, 26 luglio 2007

Il silenzio omogeneo e sussiegoso in cui Bersani reiterava ipnoticamente il suo incipit "Ma ragazzi..." nello studio di Omnibus Estate, è stato davvero imbarazzante.
L'unica espressione di rammarico la si è potuta rinvenire nelle espressioni di Luisella, bella e solare pur vestendo, con la solita naturalezza, i panni della melanconica vestale dell'informazione...la si ricorda ancora con molto piacere nel ruolo di giovanissima spalla santoriana.

Ma Mellone, piuttosto, con il suo piglio da cronista all'arrembaggio, che faceva mentre il buon Pierluigi scopriva l'uno e l'altro fianco alternativamente???

 

mah, sarà potere mediatico dello zittimento politico...

postato da: gertdp alle ore 13:27 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, to be or not to be, dietrologie
mercoledì, 25 luglio 2007

Rigurgiti veterocomunisti

«Si, bellissima quella zona. E poi c'è una località stupenda, si chiama C******. Io ci vado spesso, è fa-vo-lo-sa!»
«Ah sì, ma dai. Mai sentita»
«Guarda è davvero stupenda, e quel coglione di mio padre s'è venduto la casa che aveva lì per costruirsi il castello a L****! Che coglione...»

La frase cade nel vuoto con un assordante ruomore che sa di pietra tombale. Non oso distogliere lo sguardo dallo schermo del pc. Non oso incrociare quello della mia collega a destra e tanto meno quello della famigerata figlia-del-coglione-che-ha-un-castello.
Dentro sale quel sentimento di rivalsa che Marx criticava. Quella voglia di dirsi una volta tanto 'sopra' piuttosto che 'sotto', non già la presa di coscienza che, invece, il teorico del comunismo poneva come condizione imprescindibile per la rivoluzione del proletariato.

Beato lui che se ne stava sui libri, nella sua bella casa da borghese. Altro che coscienza di classe, a me a sentir parlare di castello, invece che di villa, mi viene su solo un rigurgito veterocomunista, di quelli rasenti l'anarchismo e tronfi di avanguardismo operaio, di movimenti studenteschi e di barbonismo autoprodotto, di bandane imbevute di acqua e limone per neutralizzare i lacrimogeni e di vino del discount venduto nel tetrapak, acre etanolo allo stato puro, buono solo per stordire e permetterti di durare più a lungo nei pogaggi adolescenziali.
Tra me e me chiedo venia, senza sapere perchè...

Dal più profondo del cuore, rosso e a sinistra,
come cantavamo nel giardino di un albergo genovese nel lontano 1991:
ma vaffangul' a te' e 'sta cepullat'!

postato da: gertdp alle ore 13:56 | link | commenti (2)
categorie: politica e dintorni, to be or not to be, dietrologie
domenica, 22 luglio 2007

«A volte, quando siamo giovani, ci sono dei momenti di tale felicità da farci credere che stiamo vivendo in un luogo magico, una sorta di Atlantide… poi cresciamo e i nostri cuori si spezzano in due» [tratto da Cuori in Atlantide]

 e a questo punto non ci sono Costarica o exit strategy che reggano

Ieri notte, su una collinetta spazzata dalla brezza marina, con svariati litri di alcol nello stomaco, musica pop-dance e luci stroboscopiche a cadenzare il ritmo neuronale, ho pensato nuovamente a quanto possa essere dolce cedere agli attacchi.
Non resistere più, semplicemente abbandonarsi al reiterato attacco...accettare quel che viene mentre in testa vado canticchiando "non evitarlo perché hai bisogno di un'altra ferita. Ma soprattutto, se piove non aprire l'ombrello, aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio" [tratto da Se piove, Max Gazzé]...

ed oggi alle 17.00 si riparte, come vorrei continuare a bivaccare tra flute di prosecco e sagre paesane!

sabato, 21 luglio 2007

Fuori legge e fuori tempo
1990...ma anche '91, '92 e '93

Un tuffo nel Passato, ma proprio quello con la p maiuscola.
Al mare, in una di quelle spiaggette libere, lontane dal trambusto e dallo scorrazzare di colonie e di juke box dal noioso e ripetitivo motivetto estivo.
Io, mia madre, mio padre. Qualche coppia di anziani e un gruppetto di ragazzini. Famiglie zero, coppiette giovani quasi nessuna. La solita tratta ferroviaria adriatica, con tanto di sottopassaggio nascosto tra canne e murature rocciose che mai hanno toccato il mare.

Un ombrellone da incastrare nelle pietre tonde e bianche, una scogliera lontana un centinaio di metri ed un trabocco sgangherato sulla nostra destra.
Io e mio padre in acqua, lui avanti, io dietro, pinne e maschera, tubo per respirare a pelo d'acqua e l'ebbrezza di una condizione che si ripete ad anni di distanza. La scogliera è lì, le cozze ci aspettano, e dopo la spaghettata e dopo ancora cozze bollite con limone.
La raccolta non è male, nel rispetto dell'ambiente e nella completa infrazione della legge che prescrive multe salatissime ai trasgressori.

Io e mio padre, ancora una volta, delinquenti incalliti dell'enogastronomia (come quando ci si fermava ai bordi delle coltivazioni di grano turco e si spiluccavano tre o quattro pannocchie da fare al burro o arrosto) con un chilo di cozze nelle tasche dei costumi da bagno e una maschera da dividere. I gabbiani ci osservano placidi sulla cresta degli scogli, la marea è bassa, credo, e pare che la nostra presenza non dia loro fastidio.
Mia madre cento metri indietro sfoglia il gossip nazionale dalle pagine di un anonimo periodico, sicuramente pubblicato dalla Rcs, mentre si fa cullare sul bagnasciuga con tanto di berretto di cotone dell'ultima manifestazione sindacalista che raccoglie la cipolla di capelli castani.

Torniamo a riva, il sole non dà tregua. Ma chi vorrebbe stare all'ombra in una giornata così. Questa è la giornata dell'incoscienza per antonomasia. E' un sabato di parasceve al contrario. Prendo il sole per la prima volta senza protezioni, mi sfilo il boxer e tengo indosso solo lo slip, trangugio acqua ghiacciata dalle bottiglie portate da casa. Infrangiamo la legge, raccogliendo molluschi, e le regole morali, stappando due bottiglie di Cartizze freddo per accompagnare gli spaghetti allo scoglio - rigorosamente cucinati dai "maschi della casa" - e le cozze bollite.
Il gelato arriva alla fine, per me un Magnum Almond, per i miei due Cornetto Algida, serie Classic, in onore anche loro dei vecchi tempi, dei campeggi a Sibari o di quelli a Otranto.

E' un giorno a passo di gambero...
sul versante sbagliato della liceità

postato da: gertdp alle ore 16:43 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 19 luglio 2007

postato da: gertdp alle ore 17:15 | link | commenti
categorie: to be or not to be, dietrologie

C'è sempre 1 prima volta

A volte mi hanno dato del comunista, del vetero comunista ad essere precisi, credendo di offendermi, senza sapere, invece, di farmi un grosso favore. Altre volte, poi, mi hanno etichettato come finto comunista, rosso fuori nero dentro, per i miei modi poco freak o sostanzialmente autoritari.
Spessissimo, molto più di quanto voi possiate immaginare, mi sono beccato gli appellativi di irrispettoso, brusco, insensibile, cinico, freddo, stolido, monolitico, presuntuoso, menefreghista, egoista ed egocentrico e, ovviamente, stronzo. Ma anche di diplomatico, sofista, falso, doppiogiochista, omertoso, debole, imbonitore, subdolo.
Ieri però è stato abbattuto un altro muro. Nel tardo pomeriggio, mi hanno rivolto l'accusa di "voler fare le scarpe" ad una mia collega, nonchè, senza falsa modestia, mentore a tutti gli effetti. In pratica mi si è dato dell'arrivista, della serpe in seno, una "persona di cui aver paura!"

Come potevasi immaginare, il mio ego non ha risentito in maniera particolarmente negativa di tale accusa, resa nota, per giunta, direttamente alla mia presunta vittima. Però oggi che soddisfazione venire a sapere da quest'ultima che, incontrando la delatrice, ha risposto alla sua accusa descrivendomi come "un professionista cazzuto, davvero cazzuto, che sa il fatto suo. Sai che ti dico, che forse hai ragione, dovremmo avere tutti paura di lui!"

Immagino la scena mentre la racconta. Come mi capita quando sono parossisticamente felice, la bocca disegna un ghigno amorfe, che non dimostra affatto il grado di contetezza, mentre lo zigomo destro sostiene malamente l'inumana smorfia tanto da lasciarsi andare ad un delirium tremens piacevolmente fastidioso...e difficilmente visibile a chi mi sta di fronte.

Non importa che professionista e cazzuto non mi si addicano. Non importa che secondo qualcuno dovrei essere più spesso diplomatico e accorto ai pesi e agli equilibri. Quello che oggi importa è che - in una logica precipuamente realista - oltre ad essere stato attaccato, sia stato anche difeso. Senza che questo sia causa (o conseguenza) di una mia scelta di campo.

Sarebbe stato facile, infatti, essere osteggiato da un avversario e aiutato da un alleato, ricoprendo un ruolo impostomi dalle situazioni. 

postato da: gertdp alle ore 16:36 | link | commenti
categorie: to be or not to be, dietrologie