
Stralci di discorsi captati in giro:
«Ah signo' io 'sti tassinari l'impiccherebbe tutti quanti!!!»
«Ma li mortacci loro, io devo anna a casetta mia, ma è possibbile?»
«Si, si ah Lu', non ti preoccupa' faccio in tempo. A che ora? No, così presto no. Ci stanno i tassì, hanno bloccato tutto. Non possiamo fare alle 9?»
Secondo me l'unico che ha davvero capito tutto sulla profonda incapacità dei taxisti di concepire la "giustizia" delle cose, è stato Martin Scorsese quando decise di girare Taxi driver nel 1976...
upload1: nella pausa pranzo, però, sono venuto a sapere, dopo mezz'ora di improperi contro la categoria, che non solo Stevecemento è stato un tassista, ma che suo padre lo fu prima di lui. Certo non posso ritornare sui miei passi e la posizione in merito a questa vicenda e a questi "professionisti del trasporto urbano" non cambia, ma posso dirmi a posto con la coscienza perchè ho sentito anche la campana di chi, come Steve e suo padre, cerca di campare scorrazzando per le vie di Roma.
upload2: la Ginadipongo ha reso noto come ieri, con una gamba semiparalizzata e con il marasma provocato dai taxi, è riuscita a tornare a casa... Shame on you Gina! It's better to be a cast away rather than a casta way....
Qualcuno diceva ben vengano le correnti...come nella vecchia Dc:
PD: FOLLINI RESPONSABILE POLITICHE DELL'INFORMAZIONE =
(AGI) - Roma, 26 nov. - Marco Follini (ex segretario dell'Udc ed ex leader dell'Italia di Mezzo, ndG) sara' il responsabile delle Politiche dell'informazione per il Partito Democratico. Lo ha annunciato il segretario, Walter Veltroni, durante la riunione dell'esecutivo del Pd che si e' svolta stamattina nella sede del Circo Massimo.
(AGI) Com/Bal 261446 NOV 07
PD: MERLO; BENE FOLLINI IN ESECUTIVO, PREMIATA LA COMPETENZA
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - ''La nomina di Marco Follini come responsabile delle politiche dell'informazione del Pd e' una scelta intelligente e trasparente. Finalmente una persona competente in un settore decisivo della politica italiana''. Lo afferma in una nota Giorgio Merlo, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione di Vigilanza della Rai. [...]
(ANSA) COM-PNZ 26-NOV-07 16:26
PD:MONACO;NON COERENTE NOMINA FOLLINI,AVVERSARIO BIPOLARISMO
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - ''Nel mentre Tonini ci rassicura sul bipolarismo veltroniano, apprendiamo della nomina ai vertici del Pd di Follini, fiero e corente avversario del bipolarismo. Evidentemente la coerenza non e' piu' una virtu' dalle parti del Pd''. Lo afferma Franco Monaco, deputato ulivista del Pd, a proposito della nomina di Follini a responsabile informazione del partito. [...]
(ANSA) COM-PNZ 26-NOV-07 16:25
Quindi? Insomma, al di là del merito e della sclerosi che attanaglia la lungimiranza politica e gli atteggiamenti della classe dirigente italiana (politica, economica, sindacale, sportiva, giornalistica, etc.) è così difficile offrire al pubblico una parvenza di coesione, di compattezza o quanto meno di condivisione? Ovvero, qualora le decisioni prese non dovessero essere condivise - come dopotutto è normale secondo i principi democratici - è davvero così arduo mettere in pratica una comunicazione scevra da misunderstanding, frange pasionarie o rivendicazioni da bar dello sport?
Gioiamo, il Pd è sempre più innovativo...
Giornate nuvolose...a Genova
Giorni e nuvole, l'ultimo film di Silvio Soldini (per intenderci il regista di Pane e tulipani e Agata e la tempesta) è una fotografia lunga quasi due ore. Un'immagine chiara e definita di una realtà tangibile, concreta che lo spettatore percepisce come continuum visionario della realtà che lo circonda.
Non ci sono scenari scabrosi, risvolti inquietanti o esaltanti. Margherita Buy e Antonio Albanese vivono, in parte subendola, a tratti affrontandola, una vita che potrebbe incombere su ciascuno di noi, senza che questo venga descritto e servito come un piatto eccezionale di alta cucina sociocinematografica...nessun omosessuale che lotta per i propri diritti, nè sbandati che si riappropriano della loro esistenza, nessuno scatto d'orgoglio delle comunità vittime della mafia, tanto meno lo sputtanamento del lato oscuro della società perbenista occidentale.
Questo il punto di forza di Giorni e nuvole.: la capacità di offrire uno spaccato che finalmente sa andare anche al di là dei trentenni insicuri o degli adulti capricciosi che solo a 60 anni riescono a prendere coscienza del deprimente fallimento della loro "rivoluzione" sessantottina. Il lavoro, invece, la fa da padrone. Il lavoro fonte di reddito ma soprattutto elemento socializzante, sorgente di soddisfazione personale, in termini emotivi e sociali. Il lavoro come status symbol, quello che regge ancora la gerarchia dietro il "lei" e il "tu", quello che differenzia i(l) pater familias (non necessariamente di sesso maschile) dal resto della famiglia, quello che giustifica il "rispetto", dato o ricevuto...il lavoro, una necessità che ormai preferiamo interpretare come una scelta.
Poi c'è Genova, una Genova diversa, nuova ma non proprio, senza vicoli stretti nè puttane, senza pescatori con la pelle cotta al sole nè cantieri navali ricchi di colti operai. Una Genova oppressa da un cielo costantemente plumbeo, una cortina pesante dalla quale, a volte, raggi di sole cadono leggeri a chiazzare il mare grigio.
Questo, e Genova, rendono Giorni e nuvole un film forte e intenso ma al tempo stesso asciutto, sobrio che lascia un sapore piacevolmente agrodolce, da vedere. Voto: 8. RSVP: Il posto dell'anima.
Gioca con noi

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Torte amare
Facce torve, occhi vitrei. Provo a scherzare, dopotutto è lunedì e sono le 8 di sera da poco passate, il lavoro non può aver già compromesso la pazienza e la solarità di alcuno.
Le tre sale del ristorante sono semi vuote, si muovono tutti ancora con indolenza, lentezza estrema, devono carburare e prima delle nove è difficile che accada.
Topi mi rigira la notizia. E' un pugno allo stomaco infertoti da un amico in pubblico: fa male ma sei convinto di poter attutire il colpo, dissimulare con un sorriso. Vesto la solita maschera, quella della semi indifferenza, quella della razionalità inattaccabile, delle stolide convinzioni logiche...
Come appreso nel corso del tempo bisogna riempire sempre gli spazi vuoti lasciati da quel freddo silenzio, dallo scoramento che ci avvolge, dal dolore che l'altro al tuo fianco può legittimamente provare solo qualora tu ti dimostri capace di esserne immune. E così fai domande, spesso retoriche; supposizioni e ipotesi in cui neanche tu credi, ogni tanto cambi discorso e alleggerisci la conversazione per poi rientrarci con nonchalance.
Purtroppo è così. Il dolore è un male, o un bene, frutto di un'operazione a somma zero. E' un elemento, una sensazione, una situazione che non ha geometria varabile, che ha un peso, una forma e una sostanza precisi. E' una torta che può che essere spartita in diverse parti, nella migliore delle ipotesi fifty-fifty.
Ci sono però soggetti che ne sono vittime, o beneficiari, in maniera diversa. C'è a chi basta il 10% dell'intera torta e a chi non è sufficiente neanche quella. Allora, gli attori, e in generale tu, devono capire quando fare un passo in dietro, operare una fredda quanto necessaria selezione, apporre una X verde sulle emozioni possibili e una rossa su quelle vietate, come fanno i medici di guerra quando le sale sono piene e bisogna agire con urgenza
...alcuni passano perchè salvabili, altri restano perchè spacciati.
Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge
Nell'intervista sul Corriere della Sera di oggi (Giusti gli assalti dei tifosi. Ora marciamo insieme, p. 6) Luca Casarini ha ragione a dichiarare che «qui non stiamo parlando di politica». Non è infatti questione di schieramento o ideologie, è solo questione di violenza e di frustrazioni che si vogliono scaricare in piazza, per le strade, contro simboli che sempre più spesso non rappresentano alcun che, tanto per i facinorosi quanto per i cittadini 'normali'.
Lo stesso, però, ha torto marcio quando afferma che i teppisti «hanno ragione», che «a prescindere dalla collocazione politica» tifosi e no-global devono marciare insieme. La rete dei movimenti non può sottostare alle dichiarazioni di chi, come Casarini, preferisce far fronte comune con la violenza indiscriminata, con la teppaglia facinorosa avulsa da obiettivi, lontana anni luce da idee e progetti migliorativi nei confronti di questa società.
I social forum, i movimenti sociali, non sono il vulnus della democrazia, essi rappresentano - o quanto meno dovrebbero nel disegno originario - la punta di diamante della democrazia partecipativa, l'ala critica e costruttiva della società civile.
E cosa dovrebbe esserci di migliorativo, di propositivo, di costruttivo nella violenza a sé stante di questo tifo? Nella fede sportiva usata a pretesto per sassaiole e per vandalismi? Cosa c'è di onorevole nel nascondersi dietro la morte di un ragazzo per poter perpetrare lo scempio di domenica? A Genova, in quel tragico luglio 2001, hanno forse i movimenti organizzato una guerriglia contro le forze dell'ordine, e in generale contro le istituzioni, a vendetta dell'assassinio di Carlo Giuliani?
Con queste parole non vorrei che si pensasse che sto calpestando il mio passato o le mie convinzioni, che al di là del Pd, dell'Unione e della realtà politica odierna, restano pressocché le medesime. Anche io ho urlato contro le istituzioni, manifestato e corso per non essere preso a manganellate, anche io ho forzato cordoni e preso parte a fiaccolate pacifiche, ma mai ho pensato di poter essere assimilato ad un tifoso violento, ad un ultrà, ad un soggetto identificabile ad un qualsiasi tagliagole...
Per ancora un piccolissimo pezzo della mia persona, posso ritenermi un sognatore, un utopista e in quanto tale mi auguro ancora che nella giornata venga fuori un comunicato dello stesso Casarini che denuncia una manipolazione delle sue dichiarazioni, un fraintendimento o semplicemente un errore nella comunicazione. Se così non fosse, però, non posso che attendere da parte di tutti i movimenti sociali una chiara e netta condanna.
La speranza, si dice, è l'ultima a morire...
All'ombra del pozzo sono lieto di ospitare anche Stevecemento, attualissimo come sempre...
Faccio outing, ho studiato il romeno
In questi giorni in cui si fa un gran parlare di Romania e di romeni, mi sembra giunto il momento di fare outing. Io, Stevecemento in quanto tale, ho studiato il romeno all’università. Non l’ho fatto per un particolare interesse verso quella lingua o quel paese, ma per motivi ben più materiali. Siamo all’università la sapienza di Roma e il corso di scienze politiche prevedeva due esami di lingua straniera. Io odio le lingue straniere così scelgo di fare inglese come prima lingua, visto che l’avevo bene o male studiato fino al liceo. Seguo le lezioni dall’ultima fila per evitare di essere chiamato a leggere o fare gli esercizi. E qui faccio conoscenza con un altro somaro come me. Questo, di cui non ricordo un nome, probabilmente mi ritiene particolarmente simpatico e decide di darmi una dritta che mi cambia la vita. Mi dice “Sai, come seconda lingua segui il corso di Rumeno. Li gli studenti sono pochi e il professore per evitare che gli chiudano il corso cerca di attirare frequentanti facendo fare l’esame in italiano. Praticamente è una barzelletta!” Non me lo sono fatto dire due volte. Era tutto vero! Il programma consisteva in un po di storia della Romania (rigorosamente in italiano) e nello studio di qualche regola di grammatica, proprio come si fa con il latino al liceo. E così l’ottimo stevesfaticatocemento, che poi sono io, si è beccato un bel 27 in lingua romena e le uniche cose che ha imparato sono queste: buna ziua (buon giorno…ma appena uno si sveglia, perché dopo si dice in un altro modo); buna seara (buona sera) e stea (stella). Da quest’ultima nozione ho dedotto che Steaua Bucarest (la squadra di calcio) sta a significare la stella di Bucarest. Infatti pur essendo una lingua romanza, il romeno mette l’articolo dopo la parola come le lingue slave, dunque steaua (la stella). Beh so' soddisfazioni.
Piuttosto, ricordate il tormentone dance di qualche anno fa in lingua romena? Parlava di alberi e stelle se non mi sbaglio...
La mummia di Lenin non si tocca!
Migliore s’indigna davanti all’ipotesi che una volta nata la Cosa rossa possa sparire la falce e il martello.
Ghennadi Žiuganov, leader dei comunisti russi, nega la mummia di Lenin a Diliberto che già pregustava pellegrinaggi organizzati da tutte le parti del mondo al mausoleo italiano del padre della rivoluzione d’ottobre.
I socialisti dello SDI si scagliano contro gli autori del film “Il capo dei capi” in cui al sindacalista Placido Rizzotto è affibbiato il ruolo di presidente della sezione PCI di Corleone, piuttosto che quello del Partito Socialista Italiano.
Nel Pd rimane ancora in sospeso la questione delle foglioline di ulivo. Secondo alcuni, infatti, il richiamo alla formazione prepidiina sarebbe necessariamente da inserire per rimarcarne la netta contiguità; secondo altri, invece, nel simbolo del ‘partito nuovo’ dovrebbe mancare ogni riferimento alle precedenti forze politiche.
Io, però, continuo a chiedermi perché i politici – e non la politica come se questa fosse un’entità astratta a sé stante con volontà propria – continuino a cincischiare e a perdere il proprio tempo dietro simboli e mausolei, pantheon e bandiere, questioni grafiche e nomi, come se fossimo ancora nell’era della comunicazione iconografica, simbolica, rigidamente legata ad un immagine senza la quale l’opinione pubblica si trova spiazzata, sradicata, sconnessa.
E’ preoccupante constatare che anche a distanza di quasi vent’anni dalla fine della guerra fredda, della radicalizzazione dello scontro politico e quindi dell’estremo attaccamento alle figure, ai simboli e ai segni di appartenenza politica i politici nostrani continuino a fare della superficie delle cose il punto più importante della loro attività.
Qui di seguito un post a firma Flaminia Diugo che, priva di uno spazio web, ha chiesto al sottoscritto di usare questa finestra per far sentire la sua voce. Naturalmente ho accettato volentieri, e spero che questo non sia l'unico post profugo della Diugo, anche se non lo nascondo, non mi dispiacerebbe leggere le sue opinioni al vetriolo direttamente su uno spazio tutto suo.
La questione che vorrei porre all’attenzione degli amici di questo blog che gentilmente ospita oggi il mio livore è l’amara realtà che mi si è appalesata stamattina: il Pd non è solo popolato di uomini che fanno «i froci con il culo degli altri» ma anche di donne che «fanno le zoccole con la fregna delle altre» (la definizione non è mia ma del mitico Stevecemento).
Ventata nuova, facce nuove, giovani e fresche: millanta quello che fa il frocio con il culo degli altri. Ed ecco una delle facce più nuove di questo nuovo Pd: Federica Mogherini, romana de Roma, upper class, zona Ponte Milvio, mica Corviale, tutta pane e politica estera. Dichiara la faccia di tolla: «Lavoro con Fassino, stimo D’Alema e sono vicina a Veltroni». C’è tutto il senso di questo nuovo Pd in questa semplice frase: paraculi si nasce, non si diventa. Vicina a Veltroni lo è di sicuro, visto che il marito cura per 'er sindaco de Roma' i rapporti internazionali. E aggiunge la faccia di tolla: «mi piacciono tutti i settori». Che dire? Paraculi, anzi, veltroniani si nasce, non si diventa. Chissà cosa ne penserà Fassino che la faccia di tolla ha cresciuto a pane e politica estera, lui che di questo Pd è il padre putativo e che, in cambio della generosità spesa, sarà deportato in Birmania.
Per inciso, la faccia di tolla di Piero è diventata la diretta superiora….
ROMENO TENTA BORSEGGIARE CARABINIERE A ROMA, ARRESTATO
(ANSA) - ROMA, 6 NOV - Un normale borseggio nell'affollata piazza dei Cinquecento davanti alla Stazione Termini, porta d'entrata della capitale, da parte di un romeno, peccato che la preda puntata era un carabiniere in borghese che lo ha arrestato.
L'episodio e' avvenuto ieri alle 19:30. Il carabiniere, che presta servizio in una caserma all'Aventino stava prendendo i mezzi pubblici per andare a lavorare e sulle spalle aveva messo il suo marsupio. Il romeno, di 20 anni, approfittando della folla ha aperto la chiusura lampo del marsupio e ha infilato la mano per prendere il portafoglio. Il militare si e' accorto di quanto stava avvenendo, lo ha bloccato e, dopo essersi qualificato, lo ha consegnato ai carabinieri in servizio alla stazione Termini. Il giovane romeno, senza fissa dimora, dovra' rispondere del reato di tentato furto aggravato. (ANSA). DE 06-NOV-07 16:55 NNNN
al di là del merito questa è sfiga all'ennesima potenza!