Gert Dal Pozzo

Chi sono

Utente: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

Commenti recenti

CaffeAmaro in la questione è pesa...

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 26 dicembre 2007

Vacanze...non romane

Ci sono momenti della vita che, al di là di insulsi spunti sentimentali, vorresti immortalare con una sorta di fotocamera mentale. Immagini da far scorrere, da zoommare, da girare e rigirare tra le mani, come in quel film precursore Il tagliaerbe, o come in Minority Report.

Le immagini che vorrei si soffermassero nella mente con un download in presa diretta, sono quelle che mi sfuggono durante i periodi di vacanza come questo, quando vado a correre per le strade più o meno asfaltate registrando i cambiamenti che da natale a pasqua e da agosto a natale si susseguono.

Il clima e le stagioni, l'opera umana e quella della natura, tutto si combina in un profondo rimescolamento di colori, luci, suoni, odori e forme che fanno da sfondo alla mia personale tela pseudo-atletica.

E poi ci sono il compiacimento nel compiere il medesimo percorso con i medesimi tempi di quando pesavo 5 o anche 10 chili in meno. La soddisfazione per riuscire a spingere avanti di cento, duecento, cinquecento metri anche se con dolorose fitte ai polpacci. Scoprire la forza, quella spinta in più che ti serviva per arrivare, in un brano musicale pieno di rabbia e di orgoglio, per poi chiederti come mai ti senti così vicino a quelle parole rauche sparate nel microfono...perché dopotutto ti sembra che le cose ti vadano bene, tutte...pare...

Le mie vacanze, un cumulo di immagini che a stento riesco a mantenere...

postato da: gertdp alle ore 19:20 | link | commenti (5)
categorie: to be or not to be
mercoledì, 19 dicembre 2007

Conterroni

SICUREZZA STRADALE: ABRUZZO, FOTOROMANZO CONTRO LE STRAGI DEL SABATO SERA

Pescara, 19 dic. - (Adnkronos) - Si terra' domani alle 11, nell'auditorium dell'istituto omnicomprensivo 'B. Spaventa' di Citta' Sant'Angelo (Pe), in Largo Mazzini, la presentazione dello "Speciale fotoromanzo" di Capitan Abruzzo sulle stragi del sabato sera. La Regione Abruzzo, infatti, ha avviato una campagna di sensibilizzazione dal titolo 'Una notte non vale una vita' ed ha ideato, in collaborazione con alunni e insegnanti della scuola di Citta' Sant'Angelo, un fotoromanzo dal titolo 'Voglia di vivere'.
Un lavoro realizzato dal regista, Massimo Tonna, dal fotografo della Regione, Slim, direttore della fotografia in collaborazione con
la Struttura stampa della Giunta regionale. I ragazzi, oltre ad essere
autori della sceneggiatura sono stati anche interpreti, attori per qualche giorno. Alla conferenza interverranno, tra gli altri, il Presidente della Regione Ottaviano Del Turco, il dirigente scolastico Florideo Matricciano, il sindaco di Citta' Sant'Angelo, Graziano Gabriele e il dirigente del centro operativo autostradale di Pescara, Laura Pratesi. (Aab/Pe/Adnkronos) 19-DIC-07 17:22

Potrebbe anche senbrare una marketta...ma in realtà non lo è affatto, credetemi...piuttosto, ci pensate, ma quanto sono creativi questi abruzzesi???...mah!
Si vocifera che il prossimo progetto sarà il remake di Ultimo tango a Parigi, il titolo: I preservativi? Ti proteggono e sono più funzionali del burro...

postato da: gertdp alle ore 17:47 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, to be or not to be, dietrologie
lunedì, 17 dicembre 2007

CdL, PdL, destrorsi, Cosa bianca e ragazze di vita

Federica Zarri, attrice di film porno, ha fondato un Circolo della libertà a Lecco e ha pronta la riforma del settore: "Abolire le norme che vietano di girare in Italia".
"Con la Brambilla per legge sull'hard"

da Repubblica.it

E così, per chi inneggiava - o paventava - il  ritorno alla fantomatica Prima Repubblica, giunge un'ulteriore conferma...però, con tutto il rispetto (e parlandone senza alcuna cognizione in merito a capacità anatomico-professionali) mi sembra che la signora Zarri non possa in alcun modo mantenere il confronto con la Moana nazionale e la Cicciolina internazionale...

A proposito di riforme del settore, sarà un caso che La Destra di Storace, proprio oggi ha lanciato la raccolta firme per l'abrogazione della legge Merlin, quella che nel 1958 proibì le cosiddette "case di tolleranza" in Italia?

E, mentre nel centrodestra si sviluppa il fronte dei neosex, le correnti cattolicissime dell'Udc più che tempestive avviano la fase disgregante del partito, con Tabacci e Cesa che dal palco del consiglio nazionale si accaparrano i brandelli del ramo democristiano.

postato da: gertdp alle ore 18:23 | link | commenti
categorie: politica e dintorni, dietrologie
venerdì, 14 dicembre 2007

dubbio valore aggiunto

la sensazione, al risveglio, è quella di una sbronza strisciante, surrettizia.
come quelle che si prendono a colpi di cocktail iperzuccherini...giaccio nel letto con la bocca impastata dal vago sapore fragolino e lo stomaco gonfio da cuba libre

peccato che non ho toccato bicchiere la scorsa serata...
a parte un po' di vermentino Donna Leonora.
dopo il primo impatto, però, mi sono ricordato di una discussione, anzi di diverse discussioni...

una, lunga e relativamente costruttiva, durante la cena, tra crema di pecorino sardo e culurgionis al pomodoro,

un'altra, poi, al caldo della stanza, priva di senso e prospettiva dopo uno stitico abbraccio etichettato come mero gesto utilitaristico,

un'altra, ancora, passata sulle teste con l'insulsa pretesa di passare nei cuori e culminata con un'attesissima assunzione delle proprie resposnabilità, almeno per una volta,

infine, dopo la fatal quiete e una porta chiusa sbattendo non troppo forte, nè troppo piano (quanto basta, insomma, per far accorgere chi di dovere dell'uscita), alla già fin troppo lunga lista di discussioni se ne è aggiunta un'altra che nel merito non è servita granchè, se non a ribadire un paio di conetti.
il primo, la facile predisposizione del sottoscritto ad essere etichettato con i soliti "titoli" (v. presuntuoso - del cazzo o no, dipende dalle situazioni-, stronzo, bugiardo, orgoglioso - ma forse sarebbe più consono borioso-, cinico, insensibile, utilitarista, approfittatore, etc.).
il secondo, che in tutto questo tempo gli "avrei dovuto" e gli "avrei potuto" hanno dettato la linea di condotta di questa storia...

postato da: gertdp alle ore 18:38 | link | commenti
categorie: to be or not to be, dietrologie
martedì, 11 dicembre 2007

Scandalizzarsi...perchè

Mi scandalizzo per queste cose, piuttosto che per quelle come il rom che, si presume, ha ucciso quella donna nella periferia di Roma, o per il caso di Appignano, o ancora per il barbaro assassinio di Amanda...mi scandalizzo perchè finché si possono addurre motivazioni psicologiche e sociologiche, finché la mano che ha privato della vita è una parte di un tutto organico, allora lo scandalo può essere messo da parte per una visione più razionale e logica, che vada a compensare quell'irrazionalità e quell'illogicità che caratterizzano il comportamento umano. 

Ma quando a perpetrare la barbarie è un soggetto 'giuridico', un'entità amorfa - o quanto meno non antropomorfa -, un'istituzione, allora il ribrezzo è inevitabile, la vergogna immane e scandalizzarsi diventa naturale, come l'accapponarsi della pelle sotto la sferzata del vento freddo.
Tutto acquista una portata parossistica il cui unico limite è rintracciabile nella paradossale proporzionalità tra il dolore e la difficoltà di trovare un responsabile (non un capro espiatorio). Un responsabile che sia tale in senso stretto e in senso lato. Che sappia riconoscere il proprio errore e la necessità di dover pagare per questo, senza taglioni, senza bizantinismi giuridici, senza ingiustificati mutismi.

«"Porco giuda, dopo Natale nessuno si ricorderà più", dice un operaio a un altro»
in "La rabbia dei trentamila e un solo grido: 'Assassini'", Maurizio Crosetti.
La Repubblica, 11 dicembre 2007

postato da: gertdp alle ore 15:52 | link | commenti (4)
categorie: politica e dintorni, to be or not to be, dietrologie
martedì, 04 dicembre 2007

Ficscion italiena...

 

Complimenti per la trasposizione del concetto shakespeariano "la vita è teatro", ammesso che sia stata una decisione presa scientemente, ma se è vero che anche la politica è teatro, possibile che tutti debbano rivestire il ruolo di attore.

Apc-LEGA/ CALDEROLI: NON SONO XENOFOBO, MA QUALCUNO DEVE FARLO...
Roma, 4 dic. (Apcom) - "Se mi sono mai pentito di aver detto o fatto qualcosa? Sì, quando indossai la maglietta anti-Islam. Quella è stata la notte più brutta della mia vita". Lo rivela l'ex ministro Roberto Calderoli a Grazia. "Ho pregato disperatamente - prosegue - chiedendo di poter rimediare, limitare i danni. Quella notte ho capito che la mia buona fede non può assolvermi".
"Il vero
Calderoli - spiega il leghista - è quello buono. La politica è teatro. Quando si alza il sipario io faccio la mia parte. Nessuno chiederebbe mai a un attore se lui è il personaggio che interpreta, vero? Con i miei avversari politici - osserva - capita che fumiamo insieme in un'area abusiva dietro l'aula del Senato. È come essere in un camerino dopo lo spettacolo. Lì si dice la verità, si guardano le cose per come sono, ci si ascolta. Si trovano intese e soluzioni".
"Non mi piaccio - confessa
Calderoli - ma qualcuno il lavoro sporco lo deve fare. Per esempio non sono xenofobo, ma dico cose xenofobe". Red/Luc 041719 dic 07
postato da: gertdp alle ore 17:44 | link | commenti (11)
categorie: politica e dintorni, to be or not to be, dietrologie