Palazzo confidential
Dopo la Satisfaction no. 3 un'altra indiscrezione politica a fare da corollario a queste elezioni.
Corridoi del Palazzo. Un noto ex ministro della quasi defunta Alleanza Nazionale sbraita con la sua tipica zeppa linguistica e lo spiccato accento romano: "No, te ho detto, io nun me fido pe' gnente di 'sti gran fii de 'na mignotta. Perchè tu je dai 'na scheda bianca e poi quelli ce scrivono sopra quello che vogliono..."
La campagna continua a dimostrasri anomala e divertente,
a tratti entusiasmante...
Straziato, con gli excell in mano...
Se preghi la pioggia, si sa, rischi che arrivi l'uragano...e così, dopo 3 settimane di anatemi lanciati in maniera più o meno colorita contro tutta la categoria delle stagiste, puff! sono sparite.
Me le hanno portate via in un batter d'occhio, con una telefonata, così...con tanto di scuse e di spiegazioni...
ora sento solo vuoto...lo stesso che potrei gustare dopo aver utilizzato quella famosa tazza del cesso con il cagotto.
I can get some satisfactions
Pensare che dopo una giornataccia passata tra tabelle excel, bollini Siae e fitte allo stomaco volevo soltanto andarmene a casa e cazzeggiare davanti alla tv. Invece, alla fine, sono andato alla presentazione del libro di Lakoff (che con somma sorpresa abbiamo scoperto si pronuncia Lécof), per poi continuare la serata nel ristorante in cui lavoravo a mangiare bruschette alla 'nduja, mozzarella di bufala e focacce, con una Elephant e due Amaro del Capo.
Le soddisfazioni sono in agguato e mai come in questo periodo sono necessarie, come una tazza del cesso quando hai il cagotto...
Satisfaction no. 1:
Mentre Topi, sfegata juventina che però plaude all'espulsione di Nedved perchè «se l'è meritata» (come si fa a non amare una donna così?), guardava fisso lo schermo della tv in attesa di un goal, io e il Tirasassi ci gingillavamo allegramente a sbertucciare ricerche e sondaggi, personaggi incontrati in questi anni a Roma e scenari politici che Cuperlo avrebbe potuto bollare come "troppo razionalisti".
Satisfaction no. 2:
Alla fine della cena, in attesa del 5 nella lugubre Porta Maggiore, il Tirasassi rende noto il suo progetto per il viaggio di ritorno a casa Gallo: «Ora salgo su e tiro pietre a grappolo...almeno una potrebbe rispondere».
Satisfaction no. 3:
In ascensore un noto transfuga Udc ora nel Pdl in compagnia di un'assistente afferma: "Il Friuli Venezia Giulia vuole un posto di notorietà in lista". E lei: "Ah, il Friuli dici?" Lui: "Si, hai capito chi, no?" Lei: "E non gli hai detto che il posto di notorietà se l'è giocato quando ha fatto alzare i tuoi figli dalla prima fila?" Lui: "Già, è vero. Non ci ho pensato, avrei potuto dirglielo!"
Mai pagato così poco, per così tanto...fate attenzione alla prima riga della ricevuta
F5 sempre avanti...con discreta papponaggine. Su il mignolo!

Il problema...
Il problema non è la campagna elettorale, la prima che faccio nella stessa città in cui vivo.
Il problema non è questa emicrania che dadue settimane in forma più o meno latente mi accompagna tra telefonate, puntate di CSI Las Vegas, comunicati, fax e bozze di manifesti e segnalibri senza headline o senza pay off.
Il problema non è il freddo che attanaglia Roma, una città che reputo inutile - tranne che per i turisti e quelli di passaggio - e poco piacevole - a parte la cucina e l'archeologia - se non fosse per quel particolare clima che per 9 mesi all'anno riscalda la città e che dallo scorso ottobre invece sembra essere sparito.
Il problema non è quella voglia pruriginosa di andare a vivere da solo, non perchè non mi piaccia vivere insieme ad altre persone ma soltanto perchè alla tenera età di 30 anni, di cui un terzo passati a vivere fuori, mi sarò pur meritato il diritto di starmene per cazzi miei, allegramente ma anche pacatamente.
Il problema non è il libro di Pamuk che sto cercando disperatamente di leggere e che invece prorpio non va giù.
Il problema non è l'indolenza di certi soggetti con i quali voelnte e nolente mi tocca spartire lavoro e metri cubi d'aria.
Insomma, il problema non sembra sussistere eppure qualcosa che non va c'è. Se zompetto per la cucina come un marsupiale in giacca e cravatta, se devo passare due giorni a letto senza febbre ma con brividi di freddo e la debolezza di un forzitaliota all'indomani delle elezioni del 2006, se ho desiderio di prendere a craniate qualsiasi essere vivente ma anche qualsiasi oggetto inanimato, qualcosa di sospetto c'è.
Sarà mica makoomba?
LA NOTIZIA: ACCORDO PD-IDV PER APPARENTAMENTO (ORE 14)
(AGI) - Roma, 13 feb. - Accordo raggiunto tra Pd e Idv per le elezioni del 13 e 14 aprile. L'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro si presentera' alle politiche con il proprio simbolo e proprie liste apparentate a quelle del Pd, quindi sottoscrivendone il programma e avendo come candidato premier
quello del Pd, cioe' Walter Veltroni. Subito dopo le elezioni, Pd e Idv daranno vita ad un unico gruppo parlamentare a Camera e Senato. L'accordo e' stato trovato nel corso dell'incontro (durato meno di un'ora) che si e' svolto al loft tra Di Pietro e il leader del Pd. (AGI) Sim 131400 FEB 08
Qualcuno festeggia, qualcun'altro si lancia in fatomatiche analisi sociopolitiche. Ancora, alcuni chiedono in buvette spiegazioni, retroscena, sghignazzano in cerca di battute più o meno divertenti da vomitare all'indirizzo di chi si è salvato il culo...almeno per ora.
Poi ci sono i negazionisti, quelli che come Sgobio e i Socialisti annaspano perchè davvero non capiscono cosa cazzo è andato storto...infine, ci sono gli impanicati: quelli che più o meno realisticamente stanno già facendo i calcoli con l'inesorabile strettoria dell'imbuto.
Che bella legislatura...dopotutto
Ma cosa avete capito?
La campagna è partita, insomma per chi non lo avesse capito qui lo ripeto brevemente.
Ciò che però è evidente è che c'è qualcuno che non ha capito bene la peculiarità di queste elezioni, ovvero di una tornata che avrà a malapena due mesi di tempo per conquistare l'elettorato: non c'è tempo per un posizionamento o, quanto meno, non c'è il tempo per un posizionamento così come lo si è concepito fino ad oggi.
Non siamo di fronte alle elezioni del 2006, quando la campagna elettorale iniziò con un anno di anticipo grazie alle amministrtaive del 2005; non siamo di fronte alle elezioni del 2001 dove la campagna elettorale iniziò sin dalla caduta del primo Prodi per proseguire attraverso il capitombolo di D'Alema tra regionali traditrici e bombardamenti Nato. Insomma, non è neanche il 1994 con un elettorato stanco ma ancora voglioso di qualcosa da votare, da scegliere...un elettorato con candidati all'uninominale.
Parlate di posizionamento in senso stretto? E allora non c'avete capito 'na mazza...