Gert Dal Pozzo

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Utente: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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giovedì, 31 luglio 2008

Looking for a New Political Index?/2

Mentre su La Stampa, Maria Corbi cerca disperatamente di rilanciare la prurigine del caso dipietrista (con un evidente tentativo di ridurre la portata del bacio), su Il nuovo Rifomista, appare una intervista a Ferrero, nuovo segretario del Prc, che richiama il tema della 'morale' a suon di tromba.

«Non possiamo regalare a lui [Di Pietro, ndG] il tema della questione morale. Sarebbe una follia. E' un nostro tema. Basta rileggere Berlinguer o le denucne che faceva il Pci su tanti scandali [...] Il punto è un altro e lo voglio dire a Nichi [Vendola, ndG]: noi dobbiamo mettere in campo una Rifondazione in grado di riempire le paizze sulla questione morale».

Ecco che l'indice 'moralità' torna in auge, o meglio si sviluppa mollando l'indicatore 'etica', ovvero quello più oggettivo, assurgendo così a unico elemento di discriminazione politica-comportamentale in sostituzione di quello politico-programmatico.

Sottolineare l'erroneità di questo passaggio sarebbe scontato e riduttivo. Dagli anni '70, dalla politica di Berlinguer e di quanti si sono meritati l'appellativo di 'brava persona' sono passati troppi anni e soprattutto troppi avvenimenti che hanno contribuito alla totale e definitiva perdita dell'innocenza, dell'ingenuità, della verginità politica.

Finchè la sinistra italiana, analogalmente a quella internazionale ha solcato la strada dell'etica politica ha potuto concretamente proporre anche per i problemi materiali una soluzione, un'alternativa che vedesse nella politics e nella policy un connubio teorico/pratico.

Ma rincorrere l'IdV o chiunque cerchi di usare la 'morale politica' per riempire le piazze è davvero irresponsabile e inutile. Innazi tutto perchè le piazze, come quella dell'8 luglio, non vengono riempite per moralismo universale, bensì per un sentimento contrario a precise azioni politiche e, nel peggiore e più pericoloso dei casi, contro un soggetto politico o l'immaginario che si ha di esso (leggi antiberlusconimso). In secondo luogo, perchè, come dimostrato ieri ma anche in precedenza con Casini, Mastella e Fini, la tipica ottusità italiana non permette a nessun portabandiera della 'morale' di poter fare uno strappo alla regola.

E poi, per dirla con Morgenthau, "in politica non può esistere una morale" (nel senso universale e universalizzante del termine)

postato da: gertdp alle ore 17:12 | link | commenti (4)
categorie: politica e dintorni, dietrologie
mercoledì, 30 luglio 2008

Looking for a New Political Index?

Chi mi conosce sa che provo un certo gusto a fare l'avvocato del diavolo e, ancor più volentieri, mi lancio in accuse e arringhe contro i cosiddetti untouchables, contro i primatisti morali e quanti altri, in genere, vengono difesi per principio da chiunque.

Bene, oggi accade la medesima cosa, checchè ne diranno le malelingue o ne penseranno le maleteste.

Sul settimanale Chi di oggi appaiono le foto di Antonio Di Pietro che da leader dell'Italia dei Valori viene ribattezato tomber des femmes dell'Italia dei Calori. Le prime indiscrezioni, si dice nel Palazzo, giravano già qualche giorno fa, ma si sa che nel Palazzo quasi tutto può essere preso sul serio...soprattutto per quanto riguarda i temi pruriginosi e scabrosi. 

Ciò che conta, però, è che sulla medesima rivista, una settimana fa, apparivano le foto della rediviva famiglia Berlusconi bis: Silvio e Veronica nuovamente insieme grazie ai nipoti nella Villa in Sardegna.

Ciò che risulta ancora più interessante è che oggi, come reso noto da comunicati di qualche giorno fa e da minacce lanciate sin dall'8 luglio scorso, l'IdV ha depositato presso la Corte di Cassazione il quesito referendario per l'abrogazione del lodo Alfano.

Ciò che rappresenta il non plus ultra dell'importanza, in fine, è che tre settimane prima dalla sala stmpa di Montecitorio, poi dal palco di Piazza Navona, il Premier è stato ripetutamente colpito sul nervo scoperto pompino/ministero.

Ciò che stuzzica la fantasia, a amrgine di queste così interessanti, sono le dichiarazioni di Tavaroli che sul caso Telecom ha affermato di essere stato informato, ai tempi, della volonmtà da parte della CdL di avviare una campagna che "mettese in cattiva luce Tronchetti Provera, perchè troppo vicino alle posizioni del centrosinistra".

Ora, rischiando di essere bollato più che mai come un vetero-dietrologo degno di Chomsky & co., non posso non cedere alla tentazione di operare un sillogismo, seppur povero e davvero elementare; di ipotizzare una concatenazione di eventi fantapoliticocomunicativi ma pur sempre tangibili: sarà mica questo l'avvio, anche in Italia, di una politica mediatica ben strutturata e orientata a colpire nell'etica e nella morale i leader politici, non più valutati per le loro qualità politiche, non più valutati per le loro qualità personali ma semplicemnte giudicati per la loro altezza o bassezza eticomorale?

E se fosse così, Di Pietro è rimasto a tutti gli effetti vittima della sua propria startegia?

postato da: gertdp alle ore 19:19 | link | commenti (2)
categorie: politica e dintorni, dietrologie