God save UK
GB: MANGIA SALSA SUPERPICCANTE PER SFIDA, MUORE D'INFARTO
(ANSA) - LONDRA, 29 SET - Voleva vincere una scommessa con un amico il 33enne autista inglese Andrew Lee, che e' morto nella notte di sabato per un infarto dopo aver mangiato una salsa super-piccante da lui preparata.La causa del decesso e' stata ipotizzata dopo che i medici hanno effettuato un'autopsia sul corpo dell'uomo ieri mattina a Edlington, nel West Yorkshire (Inghilterra centrale), quando e' stato trovato morto nel suo letto.
Aspirante cuoco, il signor Lee aveva lanciato la sera prima una sfida di resistenza al fratello della sua fidanzata, mentre, come spesso faceva, preparava la cena ai suoi ospiti: un'intera cesta di peperoncini rossi, usati come ingredienti di una salsa, sono stati letali per l'uomo che dopo averla ingerita ha iniziato a soffrire di nausea e forti fitte allo stomaco.
Test tossicologici sono in corso per accertare se il decesso sia dovuto a una particolare reazione al cibo: i medici hanno confermato che il signor Lee era in ottima forma, avendo perfettamente superato solo pochi giorni prima le visite mediche al lavoro.(ANSA). NS 29-SET-08 15:05 NNNN
God bless UK!!!
GB: LOCALE OFFRE PASTO DA ESPLORATORI POLARI, 6MILA CALORIE
(ANSA) - LONDRA, 25 SET - Un ristorante del centro di Londra ha inserito nel menù il pasto consumato un secolo fa dagli esploratori inglesi di Sir Ernest Shackleton in partenza per il Polo Sud, per un totale di 6mila calorie. L'equivalente di tre volte l'apporto calorico giornaliero di una donna adulta.
Il ristorante si chiama Green door bar and grill ed e' situato nel cuore della City, il quartiere londinese degli affari: il locale ha voluto fare un omaggio all'equipaggio della nave inglese Nimrod, che nel 1909 fallì l'obiettivo della conquista del Polo a soli 160 chilometri dal traguardo, a causa di scarsità di provviste. Per accettare la sfida a ingurgitare i quattro piatti previsti dal menù polare basteranno 75 sterline, pari a circa 95 euro, bevande comprese. ''Io sono sempre stato un gran fan di Shackleton e ho pensato che questo potesse essere un buon modo per commemorarlo'', ha spiegato Alexa Reid, direttore del ristorante che devolverà 10 sterline ogni pasto, circa 12,60 euro, alla Fondazione Shackleton.
Il menù prevede: pezzi di bacon arrostito conditi con salsa agrodolce e aromatizzati alla birra (1.292 calorie) per antipasto e per primo uno stufato d'oca, originariamente preparato per Shackleton con la carne di pinguino, con patate, avena e una birra (2150 calorie). Tuttavia il piatto principale del menù (2.150 calorie) consiste in 570 grammi di manzo, un gratin di cavolfiore, crema di funghi e spinaci e vino rosso.
Per finire, il dessert è composto da cioccolato fuso su due palle di gelato alla vaniglia, accompagnato da uno 'shake' con vaniglia e cocco (1.500 calorie). (ANSA). I66-NS 25-SET-08 16:59 NNNN
E poi, alla fine della giornata, arriva lei e tutto s'aquieta...la salita sgrava e il cielo schiarisce, persino Southpark sembra ancora più divertente...
grazie per esserci, sempre
Mancavano la suora (a cape e' pezz') e la giovane promessa della Bocconi, della Ca' Foscari, del Politecnico di Torino o della Normale di Pisa, ma per il resto il microcosmo ferroviario, quello tipico dei viaggi lunghi e noiosi a bordo dei vecchi treni Espresso, quello proprio dei pomeriggi di domenica, c'era tutto.
Già, il microcosmo delle FS, quello in cui ciascuno si è trovato almeno una volta nella vita, consta di 6 figure tutte dirette al nord:
- la suora, rigida e composta per i primi dieci minuti di viaggio allo scattare dell'undicesimo si scioglie in una miriade di cazzate sproloquiando a destra e manca;
- lo studente o la studentessa modello, promessa della sua famiglia e del suo rione, che sciala un italiano da dizionario Treccani ma con quel giusto tocco di intonazione dialettale per evitare il distacco con il resto dei passeggeri;
- la coppia di vecchi rincoglioniti, in realtà all'incirca 60enni ma abbastanza avvizziti da far sperare, almeno nei primi dieci minuti, che abbiano una storiella interessante sulla resistenza e invece niente, solo lamentele e storie di viaggi lunghi e scomodi tra Milano e Lecce, Torino e Reggio Calabria etc;
- la coppia di 30-40enni che dopo un week end passato totalmente insieme decidono per un sano e affrancate silenzio, lui impegnato a dormire e a non farsi trascinare nelle chiachciere da treno, lei intenta a leggere quel libro che nopn riesce mai a finire e che sicuramente non finirà durante il viaggio, grazie al solito cianciare vagonesco.
Io e Topi, facce lunghe e il relax di due giorni ischitani fagocitato dallo stress del traghetto Fauno, dal numero esagerato di cariatidi morte senza saperlo, dal puzzo di cherosene che pervadeva il ponte affollato, da Corso Umberto I e dagli scugnizzi in moto, contromano e rigorosamente senza casco, pronti a sfidare la massa squadrata dell'R2 diretto a Piazza Garibaldi.
Vana promessa alla fine del week end: la prossima volta che si va fuori non si tornerà stressati più che in partenza...lo giuro!
vortici settembrini/2
Forse, come mi ha lasciato intendere Thaisy nel suo commento, il post precedente molto simile ad un getto di vomito improvviso, insensato e nauseante potrebbe essere il risultato dei 30 che si avvicinano.
Altro segnale preoccupante, inoltre, potrebbe essere rappresentato dalla risposta che ho finora dato a chi mi chiedeva 'cosa posso regalarti?': il ferro da stiro!
Beh, errata corrige:
chiunque sia stato informato del mio compleanno - ammesso e non concesso volesse farmi un regalo - devo dire che non ho più bisogno del ferro da stiro. Anzi, non avendo lanciato questa informativa in tempo utile, ora ne possiedo 2...se qualcuno ne volesse uno, sono pronto a venderglielo, oppure a scambiarlo...magari con un asse da stiro...
vortici settembrini
La tre giorni di Vasto è passata con tanto di uragano post chiusura dei lavori. Pensavo che un giorno di pausa sarebbe stato sufficiente, e invece mi ritrovo qua a boccheggiare in un completo fresco di lavanderia, con una cravatta che strozza i pensieri...
Restano liberi solo quelli di settembre, i soliti pensieri...le zone di grigio, le sacche di instabilità emotiva e questo rollio continuo, incessante, che miscela tutto senza rispetto per nulla.
Settembre gira su se stesso come venisse inghiottito nel Maelstrom, trascina con sé tutto e tutti, il sole ruggente dell'estate e quello gentile della primavera, si aggrappa per sopravvivere ai ricordi, alle facce e ai volti tirandoli giù velocemente.
Ex machina, ex motu, settembre gira e resta fermo, settembre inghiotte e viene fagocitato, settembre sta lì, immanente ed etereo, gli occhi fissi nel vuoto mentre dentro, al di qua della facciata, il pandemonio, il marasma, il caos ordinato...
vivere settembre, respirarne la frizzante ebbrezza con le narici allargate, godersi i temporali e rabbrividire sotto la stoffa inzuppata,
vivere settembre, ruggendo dentro mentre fuori tutto sembra immobile.
Secondo anno a Vasto. Ruolo diverso, responsabilità diverse, prospettive diverse...meglio: ambigue.
La scommessa tra me e Stevecemento, detto anche er Rumeno, è finita in un pareggio desolante. E chi l'avrebbe mai detto? Certo, Topi avrebbe azzeccato al primo colpo ma noi ci siamo fatti prendere dall'amicizia, da un sincero sentimento "di vicinanza e solidarietà"...come si scriverebbe in un comunicato.
Ad ogni modo, in 48h di permanenza nella città de lu Wast, non ci è stato ancora permesso di deliziarci con un bel brodetto, sugoso, leggermente piccante, con quel gusto di terra che viene dalla tìane di terra cotta in cui, rigorosamente, va preparato il vero brodetto frentano.
E' sabato, secondo giorno di meeting e tutto sembra andare bene, nonostante la pioggia che ieri ha interrotto l'apertura dei lavori, nonostante i ritardi, le conversazioni scivolate tra i denti come sospiri perchè, è bene ricordarlo, delazione & terrore restano assiepati e sempre pronti al balzo!
Sotto un cielo limpido quanto asfittico, in una Roma ancora rallentata, città-bradipo in attesa di frescura ottobrina, i pensieri e le idee tornano a volteggiare senza sosta.
Sulle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi le notizie che si susseguono sono ancora povere di spirito, offerte svogliatamente ad un grande pubblico senza interessi, con la testa al trove che spazia tra spiagge bianche, montagne fitte di foreste o resti di antiche civiltà.
Il lavoro ancora ridotto all'osso, al Palazzo si respira aria di ferie nonostante qualcosa si cominci a muovere. Lo si nota sul viso dei commessi che torna ad essere tirato, spaccato dalle rughe d'espressione. I colletti azzimati stretti intorno al collo dai papillon, gli occhi stanchi e le facce lugubri ci danno il benvenuto per una nuova stagione di alti e bassi, di retorica sparata forte attraverso i media. Persino i giornalisti con i loro occhi liquidi mentre tirano da grossi sigari di marca scadente, il loro passo claudicante e le giacche lise sulla schiena provano che la pausa è al termine.
Intanto sull'autostrada neuronale di Gertgrad il flusso continua ininterrotto:
la casa i cavi elettrici l'antenna, le mensole il decoder le serrande, la finestra del bagno le plafoniere del corridoio i mobili in cucina, rinnovare, sistemare, organizzare!
il locale la società l'associazione, le mostre l'allestimento il marketing, il menù l'happy hour il dj set, analizzare, definire, gestire!
il lavoro i colleghi la carriera, gli spiragli professionali la crescita l'alienazione, l'ipocrisia il parallelismo l'onniscienza, neutralizzare, approfittare, sviluppare!
Il flusso che continua ininterrotto, il percorso che si strozza e l'imbuto lì di fronte.
Settembre, come sempre, un mese sospeso a mezz'aria, il mio mese, il nostro mese...
Si è tornati con una lacrimuccia appesa a bordo occhio. Mai successo in 30 anni di vita.
Per farla sparire s’è necessitato di un buon mezzo litro di sangria made in Spain, di qualche fetta di lomo e chorrizo, nonché di ottimo paté de cerdo.
Forse il mio nome in testa alla lista dei ringraziamenti che Bartolo ha cercato di snocciolare in chiesa, forse l’orgoglio di Mari abbracciata al suo Bazanito o il loro balletto hip hop con tanto di vestito bianco per entrambi. Forse il calore degli andalusi, il caldo secco e la valle del el Torcal.