Gert Dal Pozzo

Chi sono

Utente: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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domenica, 11 gennaio 2009

quasi 3 mesi di inattività. il silenzio non è mai stato un elemento troppo rappresentativo del mio modo di essere, nonostante la solitudine e il piacere di stare lontano dal marasma umano mi hanno sempre dato non poche soddisfazioni.

nell'abitacolo dei taxi che ho di sovente preso negli ultimi due mesi, tra le righe di Neve che mi ha accompagnato in questo periodo denso e appiedato, il pensiero costante al blog, al pozzo, a Q e alla vita che se ne va tra un impegno lavorativo e uno sentimentale non mi ha mai abbandonato.

persino l'ubriachezza molesta dello scorso natale ha in realtà una significato recondito relatvamente preoccupante. bere per scacciare  demoni, per dimenticare le nfamità e le debolezze, per scostare lontano da se stessi quella spada di Damocle sempre fissa sul capo, a volte mi capita.
farlo così, senza troppi ma e senza alcun se. bere con avidità, lasciare che la gola si trasformi in un'autostrada perpendicolare al terreno (almeno fin che si regge) dove lasciar scorrere senza alcuna remora intrugli dall'elevata, forse eccessiva, gradazione alcolica.

il resto viene da se. le spacconate e quasi sempre un bottone del giaccone che salta, un paio di jeans defintivamente rovinati, un cardigan estrememante stroppicciato e poi tua sorella che ti guarda la mattina dopo con quel sentimento misto a delusione. i tuo amici che ti rincuorano con sms di solidarietà e tu che menti persino a te stesso, convinto che la stanchezza alcolica sia la vera ragione per cui decidi di non uscire.

nonstante tutto resto irriducibilmente convinto che sia opportuno, se non necessario, toccare saltuariamente il fondo. mantenere sempre fresca l'abitudine di doversi cospargere il capo di cenere, pubblicamente e privatamente , credo sia un eccellente esercizio per tenere i nervi saldi e la propria boria a bada.

ubriacarsi, diventare molesti fino all'abominio civico...forse potrebbe rappresentare la chiave di volta di tante vite sputtanate per nulla...forse, invece, sono solo uno dei tanti perdenti (o vincenti) che alla tenera età di 30 anni prova ancora piacere nel potersi permettere di buttare nel cesso la propria vita, almeno una volta ogni tanto...

buona vita a tutti, gert è tornato
postato da: gertdp alle ore 01:54 | link | commenti (3)
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