la questione è pesa, come direbbero la nord.
oggi è il nono giorno di ferie, dopo il necessario cazzeggio assoluto dei primi 5-6 giorni il retaggio prolet sta tornando a galla. le ore sembrano essere sempre troppe in una giornata e le notti si stanno nuovamente restringendo: stamattina erano le 5 passate, nonostante ciò alle 10 ero bello che sveglio, fresco e già iperattivo...
le vacanze mi hanno sempre indotto riflessioni, spesso controproducenti, avverse, fastidiose e, soprattutto, fortemente dannose!
tra queste, negli ultimi giorni si sono accumulate quelle relative al mio primo lavoro e al secondo, rispettivamente al Palazzo e al wine bar.
la necessità in entrambi i casi di essere 'presente' costantemente presente in forma fisica e spirituale...presente e attivo, non solo nei riguardi del datore di lavoro, della società o della squadra ma soprattutto presente nei confronti di esponenti politici, clienti, aficionados...
il tragicomico risultato di questa equazione è la scoperta che tutto in questo frangente sta diventando troppo pratico e concreto, di conseguenza grossolano, gretto, fottutamente squallido ed estremamente odioso.
i calcoli economici, le rassicurazioni a destra e manca, il buon viso a cattivo gioco, i bizantinismi di terz'ordine e tutto il pensiero, la logica, le conversazioni sul sesso degli angeli e sui massimi sistemi, serate e nottate passate a confrontarsi sui grandi principi che avvolgono questa terra e i suoi abitanti, tutto viene offuscato da una coltre di estremo pragmatismo, concretezza antiesistenziale, tangibilità ragionieristica, il bianco e il nero, il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato...tutto semplificato per pigrizia e io che con il pelo sullo stomaco mi ritrovo ancora a schifare certe pratiche, certi ragionamenti...
credo di star rivivendo uno di quei momenti antiumanisti tanto cari al passato...