Gert Dal Pozzo

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Blogger: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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mercoledì, 04 giugno 2008

La versione di Barney

Ho incontrato La versione di Barney, di Mordecai Richler, al termine del lontano 2000. Da qualche anno era stato tradotto e pubblicato anche in Italia. Era lì che svettava ancora sulla catasta delle novità, alla fine dei lunghi banconi della Mondadori di Forlì.
Allora, lo dico con una punta d'orgoglio, 30mila lire per un libro era un prezzo esagerato per uno squattrinato studente già vessato dall'acquisto di monogrtafie e manuali della Mulino, e troppo impegnato a investire il rimanente gruzzolo messo a disposizione dall'Arstud in alcolici e feste.

La versione di Barney, a differenza di quella che mi è stata regalata a dieci anni esatti dalla sua prima edizione, riportava in quella inizio/fine di millennio la foto di un Mordecai Richler anziano, qualcosa di molto simile a Mozart, scapigliato, in camicia ma con gli occhiali. Uno sguardo profondo ma non impenitente quanto quello del giovane Richler, che invece nell'edzione del 2007 sberleffa, annoiato, il lettore dalla copertina.

In questi anni più volte ho incrociato La versione di Barney, spesso ne ho lette le recensioni, le critiche e i paragoni sui vari settimanali d'attualità. Persino a Manchester, nella Whaterstone library di Deansgate, mi sono imbattuto in Barney Panofsky. Insomma, come direbbero i fatalisti "era destino!" Alla fine, ci ha pensato la Gina a regalarmelo, dopo soli pochi mesi di conoscenza.

«Il mio libro preferito» mi ha confessato una volta la Gina sullo screenshot di skype. Il mio libro preferito, oltre al Conte di Montecristo e Q, aggiungo io oggi. La versione di Barney è stupefacente, magnifico, come ho commentato su anobii. E' un vero pugno allo stomaco ma dato con tanta delicatezza e professionalità che sembra quasi piacevole sentirsi strappare il respiro. E' lo schiaffo ricevuto da una ragazza ferita, è la stanca rilassatezza postcoitale, una condizione da "ghiaccio caldo", insomma un ossimoro che avvince lasciando in bocca uno strano retrogusto agrodolce, piccante, come di salmone crudo condito abbondantemente con salsa di soia e wasabi.

Gli eccessi nella Parigi postbellica, le ipocrisie di un Canada secessionista, la vita di un bohémien a corrente alternata...spiegare esaurientemente La versione di Barney è pressoché impossibile, mi rendo conto che si necessita di un termine, di una parola, di un concetto universale ma sfuggente al tempo stesso: umanità. Ecco. La versione di Barney è (l')umanità, è lo specchio dell'essere umano, non sostantivo ma predicativo, ovvero dell'essere umano, dell'appartenere all'umanità.

Barney è l'umanità. La bontà e la cattiveria, la stupidità e l'intelligenza, l'ipocrisia e la coerenza, la forza e la debolezza. E' il prisma umano, è la verisone letteraria di ciò che da millenni appesta e arricchisce il mondo. Barney è tutto questo, è storia atropologica pur senza una veste propriamente storica.

postato da: gertdp alle ore 13:15 | link | commenti (7)
categorie: letture, to be or not to be, dietrologie

Commenti
#1   04 Giugno 2008 - 15:04
 
Caro amico, puoi aggiungere all'elenco di paragoni quello letto in seconda di copertina della biografia di Dino Risi. Anche lui viene paragonato a Barney.
Cari saluti, Massi
utente anonimo

#2   05 Giugno 2008 - 09:29
 
conoscienza con la "i"?
utente anonimo

#3   05 Giugno 2008 - 11:07
 
chiedo venia...capita a volte.
a guardar ben potrebbero esserci anche altri errori.

ciao, gert
utente anonimo

#4   06 Giugno 2008 - 09:08
 
bene che me lo hai detto perchè guarda caso il mio percorso è stato come il tuo e gira e rigira alla fine anche nel mio comodino dorme silenzioso consapevole del fatto che appena avrò finito il falò delle vanità di Tom Wolfe scrittore che io adoro toccherà a lui! Mi hanno parlato tutti benissimo della Versione di barney ma io ho quello rosso con la foto scapigliata!Thaisy
utente anonimo

#5   06 Giugno 2008 - 13:12
 
felice di esserti stato utile.

siete invitati al romapride, sabato alle 16. ci sarete?

ciao, gert
utente anonimo

#6   06 Giugno 2008 - 13:22
 
ahahahah....scherzi?!thaisy
utente anonimo

#7   09 Giugno 2008 - 16:39
 
felice che il mio regalo ti sia stato gradito. vuol dire che un pò ho centrato i tuoi gusti e quindi un pò ti conosco.

a me di barney è piaciuta la sua vita dissipata. il lato grottesco.
ma soprattutto...nel libro c'è la descrizione di una donna, la più commovente che io abbia mai letto. quella di miriam.
vorrei che un uomo un giorno mi ricordasse cosi
utente anonimo

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