Gert Dal Pozzo

Chi sono

Blogger: gertdp
Nome: Gert Dal Pozzo
Chi sono? Difficile dirlo per uno che si firma con il nome di un personaggio senza nome (frutto della strabiliante creatività di Luther Blisset, oggi Wu Ming). Un fuggitivo che acquista, scambia e abbandona identità senza sosta. Gert Dal Pozzo è una di queste, quella che per il sottoscritto è la più pregna di analogie con la propria vita. Ma se qualcuno non se la sente di scrivere a Gert allora ci saranno Edmonde Dantés, il Capitano Alatriste, Nessuno e tanti altri che potranno comunque farne le veci. In definitiva chi sono? Bah, quello che scrivo, quello che non cancello, quello che leggerete e quello che vorrete pensare.

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lunedì, 23 giugno 2008

Uccelli di rovo

Venerdì, ore 22.00
ex Baffodighisa: "Come va?"
Gert: "Tutto bene, quando pensate di venirci a trovare?"
ex Baffodighisa: "Non so forse aluglio. Il prossimo fine settimana c'è la prima celebrazione della messa di quel sacerdote congolese. Te lo ricordi? Setni, a proposito, avrei bisogno di un favore. Io e mamma vorremmo regalargli un kit per celebrare messa, sai quelli da viaggio".
Gert: "...Ah, si si. Ok, non ti preoccupare ci penso io. Vicino al Palazzo c'è una viuzza piena zeppa di 'sti negozietti per preti".

Oggi, ore 11.oo
Gert: "Buongiorno signora. Potrei sapere il prezzo di quel kit?"

Mentre la signora mi illumina sulla funzionalità del calice che smontato diventa una pisside, salgono su, lente e voluttuose come il fumo grasso dell'incenso, reminiscenze del passato, di cori e tuniche, dell'olezzo tipico di sacrestia, di cera riciclata e muffa secolare, santini ottocenteschi e segreti vecchi come la leggenda di Cristo.

Signora: "Vede? Però tra questo kit e quest'altro ci sono solo 30 euro di differenza. Per così poco le coviene prendere il kit con il calice più grande, nevve'?"
Gert: "Si, infatti. Prendo quello allora".
Signora: "E' per lei o è un regalo?"
Gert: "No, no, è un regalo, grazie".
Signora: "Allora le faccio un bel pacchetto. Antonio, mi vai a prendere una scatola del 904? Così faccio un bel pacchetto. Se intanto vuole pagare..."
Gert: "Si, posso con carta?"
Signora: "Certamente, mi segua padre..."

Trattengo le risa. Mi scopro sudato nonostante il condizionatore. Lo sforzo per non sghignazzare in faccia ai sacerdoti in attesa è tremendo. Cazzo, mi ha scambiato per un prete, penso. E' un'occasione irripetibile, aggiungo fra me e me. Mi drizzo, stringo sontuoso l'agenda nera, sistemo la giacca blu scuroszull'avambraccio e mi avvio verso il bancone.

Signora: "Je faccio pure uno sconticino, va bene?"
Gert: "Certo signora, grazie mille":

Nell'attesa giro per il negozio tra padri Pio alti come bambini di 8 anni e Gesù interlocutori e annoiati che mi guardano dall'altro delle arcate. Mi mostro interessato agli ostensori e ai tabernacoli, ammicco alla signora lasciando intendere vivo apprezzamento per la merce esposta.
Intanto, penso ai miei. Da sempre cattolici osservanti e praticanti, ma con un'estrema capacità di concretizzare le cose della vita al di là dei rigidi dettami dogmatici. Pragmatismo proletario (per davvero) e neorealismo applicato alla quotidianità. Le scelte di parte imposte dai signorotti della politica strillata per loro erano già inaccettabili prima ancora di Uolter & Co., prima del Muro...
Insomma, come a dire: "Sì, vabbè il papa e Gesù, ma la carne è carne...tranne il venerdì ovviamente!". Mai bigotti, anzi, in alcuni casi estremamente libertari tanto da disattendere a pieno le mie aspettative di scontro generazionale e culturale, anche se mi chiamano amorevolmente lo scomunicato. Laicamente caritatevoli e solidali, duramente critici e contrari al potere temporale di una Chiesa che dovrebbe fare solo la chiesa.

Signora: "Ecco qui, grazie e scusi per l'attesa padre".
Gert: "Ma si figuri signora, grazie a lei...e pace e bene".

Esco, mi gingillo con la busta di plastica spessa color argento. Via de' Cestari, lugubre nonostante il sole e le comitive di turisti, dalle vetrine a destra e sinistra spuntano casule verdi (per il tempo ordinario) e rosse (per le Palme, Venerdì Santo e Pentecoste); calici d'orati e ampolline di fine cristallo; ostensori cesellati a mano e turiboli luccicanti...non penso che la secolarizzazione sia un fenomeno così radicato e capillare...

postato da: gertdp alle ore 21:36 | link | commenti (8)
categorie: to be or not to be

Commenti
#1   23 Giugno 2008 - 23:20
 
mbè ma il prezzo?
utente anonimo

#2   24 Giugno 2008 - 09:03
 
e poi neghi di essere catttocomunista!!!!, a quando la prima messa?.....
cia'.
guarins
utente anonimo

#3   24 Giugno 2008 - 10:24
 
al massimo lo sono stato...forse senza neanche accorgermene...;)

ciao, gert
utente anonimo

#4   25 Giugno 2008 - 17:24
 
Ecco...QUESTO E' MIO FRATELLO....QUESTO E' QUEL RAGAZZO CHE CONOSCO IO..."PACE E BENE"!...TU SEI MATTO, E NN POCO...E TE LO DICE CHI PIU' DI TUTTI, FORSE TI CONOSCE MEGLIO! BACI TUA LITTLE SISTER
utente anonimo

#5   25 Giugno 2008 - 17:26
 
AGGIUNGO, PERO'...RICORDI CHE DA PICCOLO VOLEVI FARE IL PRETE????????.....QUESTO E' UN SEGNO DEL DESTINO!
utente anonimo

#6   26 Giugno 2008 - 22:20
 
Dio, che sensazione !
s.
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#7   26 Giugno 2008 - 23:43
 
Padre!
che mi racconta!
quanto avrei pagato per sentirla dire: pace e bene!
QBMV??
Cià, Massi...
che mò pensavo..QBMV...come nome...no??
utente anonimo

#8   14 Luglio 2008 - 13:23
 
che ficata!!!
Pensa se entravi con cavallo...lo prendevano per il chirichetto...e gallo per un padre comboniano
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