Aspettando la Socia
Un pranzo al Trinity e un saluto al volo in una deliziosa casa dai toni tenui, alle saplle di Re di Roma: davvero troppo poco per un incontro dopo 2 anni con la mia Socia.
DL è stata una delle prime persone che ho conosciuto al Sant'Anna, e dire che fosse poco più di una bambina sarebbe un eufemismo.
Al di là dell'ingenuità con cui si approcciava alle cose del mondo, ciò che più cozzava con il mio modo d'essere era quell'assoluta, inamovibile, incrollabile convinzione che tutto si dovesse fare secondo le regole, sempre e comunque.
Una convinzione che spesso ha dovuto pagare ma che l'ha messa al riparo da quelle sofisticazioni pericolose e spesso distruttive alle quali siamo sottoposti costantemente.
La medesima convinzione che posso riscontrare in Topi o in altre persone a me particolarmente vicine come Bobsex, Fraga o il Cortez. E forse è proprio vero che nella complementarità possiamo trovare il nostro equilibrio.
Ad ogni modo, la Socia, che purtroppo oggi socia non è, mi è sempre stata vicina. Lei, in particolar modo, e le altre Massarenti's Grils hanno saputo raccogliere i cocci a modo loro, con ospitate improvvise nella reggia alla semiperiferia di Furlè; con le ore passate, fino a tarda notte, ad ascoltarmi, senza sbadigliare e senza criticare; con una torta di compleanno alla panna e ananas, leggera come 'piace' a me; con la dimostrazione di come una ceretta non sia così dolorosa, con l'acquisto di bevande alcoliche e la conseguente tolleranza alle manifestazioni gassose della mia attività gastroenterica (leggi rutti, forse anche peti) e alla molestia alcolica da beone prelaurea, con la realizzazione di un fotoromanzo anni '80 e, soprattutto, con una porta sempre aperta, dovunque si fosse.
Resto in attesa che anche lei, da buona acquavivese venga a vivere a Roma.